Come utilizzare al meglio i canali di drenaggio

Aco

Un eccessivo ristagno d’acqua rende poco piacevoli le ore di relax in giardino? La soluzione per correre ai ripari è creare un drenaggio sotterraneo. Ecco un prezioso vademecum.

ACO_Edelstahl
Aco

Una risposta intelligente al problema del corretto smaltimento delle acque è rappresentata dai canali di drenaggio. Il sistema è valido sia negli ambienti interni (i piatti doccia a pavimento per esempio) che in situazioni esterne, sicuramente più frequenti (eliminazione e drenaggio delle acque piovane). In fase di ristrutturazione, in particolare, diviene fondamentale il corretto posizionamento dei canali di scolo, o di drenaggio, perché il ristagno dell’acqua, piovana, di irrigazione o di lavaggio, potrebbe provocare danni da infiltrazione alle strutture sottostanti oppure compromettere la salubrità del giardino. La terra, infatti, è come una spugna: assorbe l’acqua fino a riempire tutti gli spazi di aria esistenti tra le particelle che costituiscono il suolo. Quando non riesce più a contenerla, questa viene smaltita nel sottosuolo, per effetto della gravità, oppure ristagna in superficie.

 

Le caratteristiche tecnologiche richieste ai canali per il drenaggio sono legate alla loro leggerezza, da cui dipende la maneggevolezza di installazione, la trasportabilità e la facile posa in opera.

 

La capacità di drenaggio della terra può essere intensificata in modi diversi. In particolare, è possibile ideare una rete di particolari tubi, fessurati e interrati, che raccolgono l’eccesso di acqua per indirizzarla all’esterno, verso una rete fognaria o un pozzetto costruito all’interno del giardino. Prima dell’installazione di un canale per il drenaggio, occorre verificare la zona in cui verrà realizzato l’intervento. Questo vuol dire conoscere le precipitazioni locali: il fattore climatico, infatti, diviene fondamentale per stimare la quantità di acqua che dovrà essere smaltita e il tempo che si vuole impiegare a far sì che questo si verifichi. Altri fattori determinano, poi, la scelta del canale di scolo, come l’utilizzo che si fa del luogo, il risultato estetico, il transito pedonale previsto ecc. Impiegare quindi il giusto modello, realizzato in uno specifico materiale, porterà dei notevoli vantaggi e implementerà i risultati voluti. In condizioni di luogo a forte transito per esempio, si può optare per canali provvisti di un elemento protettivo contro la penetrazione di sporcizia: le cosiddette griglie antisporco, che impediscono a elementi incoerenti di depositarsi nel canale di drenaggio, ne garantiscono l’efficienza e la durata nel tempo, oltre ad abbassare i tempi e i costi per la manutenzione.

Sistemi full optional
Le aziende operanti nel settore commercializzano modelli differenti di canali di drenaggio, impiegando materiali innovativi e offrendo un ventaglio di tipologie per soddisfare a pieno le più svariate esigenze progettuali. Generalmente, i canali drenanti sono composti di materiali di varia natura: possono essere in calcestruzzo polimerico, calcestruzzo, vetroresina, acciaio inox o cemento armato autoportante. In particolare, il calcestruzzo polimerico è un materiale molto resistente, costituito da inerti di quarzo (sabbia quarzifera) e da resine di poliestere, con funzione di legante. Le caratteristiche di questo materiale garantiscono  estrema robustezza, alta resistenza alla compressione e alla flessione, oltre a una totale resistenza alla corrosione e resistenza all’abrasione. Inoltre, il materiale assicura impermeabilità e, per l’assenza di capillarità strutturale, risulta assolutamente ingelivo.

Il mercato propone oggi canali in calcestruzzo polimerico, in differenti lunghezze e una luce netta variabile dai 100 ai 400 mm, con pendenza lineare, senza pendenza o anche con pendenza a gradini. Anche le griglie a completamento di questi elementi coniugano l’efficienza tecnica con l’estetica: possono essere ancorate con bulloni, oppure essere già inserite nei canali. Si possono anche trovare canali monolitici, ossia aventi una fessura realizzata nello stesso elemento, senza soluzione di continuità. Ecco alcuni esempi. La ACO Passavant propone canali di drenaggio con dispositivo antirumore integrato.  L’azienda ha operato in modo da ridurre i rumori, ma anche  gli ingombri, proponendo canali con altezze da 5,5 a 15 cm. Il dispositivo antirumore consta di uno strato di gomma rinforzata posta tra il telaio e la griglia. Ulteriore novità è il profilo a V del canale, che garantisce un’eccellente qualità idraulica. I sistemi ACO sono, inoltre, completi di zerbini drenanti con vaschetta di raccolta in calcestruzzo polimerico o plastica, che consentono di avere un ingresso sempre pulito e ordinato.

Il sistema Gutjahr è particolarmente indicato per zone di passaggio tra balcone e/o terrazza e locali interni, poiché elimina possibili barriere. Nello specifico, non si tratta di un vero e proprio canale di drenaggio, ma di un sistema di drenaggio: AquaDrain TM, posto in combinazione con il sistema di posa TerraMaxx, permette la realizzazione di strutture con un’altezza complessiva minima di 30 millimetri, comprensiva di rivestimento. È particolarmente innovativo poiché assicura la protezione contro la sporcizia, grazie all’utilizzo di una griglia antisporco, e garantisce l’allineamento al rivestimento utilizzato, grazie alla presenza di sei piedini rotanti e regolabili. Infi ne, offre una grande potenza di drenaggio, grazie alla griglia aperta verso il basso, indicata davanti ai parapetti, in combinazione con sistemi drenanti WatecDrain.

COME FARE
Le fasi dell’opera

  1. Determinare la posizione della linea di drenaggio e il punto di collegamento allo scarico. Seguire le istruzioni della casa produttrice per la valutazione dei carichi ai quali sarà sottoposto il canale.
  2. Prevedere la dimensione del letto di posa, secondo le indicazioni fornite dalla ditta produttrice. È opportuno prestare particolare attenzione alle zone di collegamento con lo scarico.
  3. Eseguire la posa dei canali partendo sempre dallo scarico. È possibile utilizzare il kit di posa per un corretto livellamento di tutti gli elementi.
  4. In presenza di superfi ci da drenare con pendenze superiori all’8%, si consiglia l’inserimento di un cordolo in pietra che conferisca maggiore stabilità alla posa. Verificare le indicazioni della ditta produttrice in merito alla necessità di rinforzare lateralmente il canale.
  5. Raccordare il rivestimento superficiale alla griglia inserita. È necessario mantenere una quota di 3-5 mm sopra il bordo superiore della griglia: l’utilizzo del kit di installazione faciliterà l’operazione di livellamento. In caso di pavimentazioni in selciato, è consigliabile posare le prime file adiacenti al canale utilizzando la malta.
  6. Attendere il tempo di maturazione del calcestruzzo prima di circolare sulla pavimentazione o sulla linea di drenaggio.

LASCIA UN COMMENTO