Presentazione della case history, introdotta dalla responsabile marketing Hydro Marina Sedani, svoltasi martedì 26 marzo 2024 nello spazio DOMAL.

WICONA è la societа di sistemi in alluminio che fa parte, insieme a Domal, della prestigiosa multinazionale norvegese Hydro e che, grazie alla sua esperienza di oltre 70 anni, è stata scelta per realizzare le facciate ventilate dei due edifici del nuovo Policlinico di Milano, Edificio SUD ed Edificio NORD, che sorgono a lato del corpo centrale. La presentazione della case history, introdotta dalla responsabile marketing Hydro Marina Sedani, si è svolta martedì 26 marzo nello spazio DOMAL, relatore l’architetto Giovanni La Varra dello studio di progettazione Barreca & La Varra. L’architetto ha sottolineato, tra l’altro, come Il Nuovo Policlinico sia la più grande opera architettonica degli ultimi 90 anni che ridisegna il centro di Milano, un ospedale aperto e accessibile non solo ai pazienti e alle loro famiglie ma a tutta la città, dove ci sono percorsi di cura dedicati e anche luoghi pensati per il relax, come il parco sopraelevato del corpo centrale che costituirà un “polmone verde” grande come il Duomo di Milano. È poi intervenuto Giuseppe Salvioni, project manager di WICONA, che ha approfondito il tema della prefabbricazione e del montaggio dei pannelli per le facciate, sottolineando i tanti test a cui il tutto è stato sottoposto. Per finire, Anna Cecilia Montiel, specification Leader Italy di AXALTA, azienda che fornisce vernici in polveri, ha evidenziato il lavoro “su misura“ fatto per rifinire i profili di queste facciate realizzate da WICONA.
Un progetto davvero all’avanguardia in tutti i sensi che entusiasma e arricchisce l’Italia, la città di Milano e i suoi cittadini.

Il più grande giardino pensile terapeutico del mondo sul tetto del corpo centrale del Policlinico, esteso quanto un campo da calcio, a 500 metri dal Duomo e a due passi dai Giardini della Guastalla, i più antichi giardini pubblici di Milano.

crediti render: Boeri Studio (S. Boeri, G. Barreca, G. La Varra); crediti fotografie: Marco Giachetti, Barreca & La Varra

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