Un appartamento trasformato da piccoli ambienti a spazi fluidi: la zona giorno diventa open space, mentre la zona notte connette camera, bagno e cabina armadio attraverso una quinta attrezzata che integra cucina, passaggi, armadi e mensole

Sulla costa adriatica, un appartamento di 65 metri quadri viene “alleggerito”, semplificato eliminando porte e tramezzi inutili per creare uno “spazio emozionale, palcoscenico per la vita pubblica ma anche teatro intimo per la vita privata, studiato a misura per la poliedrica padrona di casa” racconta l’architetta Francesca Girolami.

Caratteristica della ristrutturazione è la divisione fra zona giorno e zona notte attraverso “una parete attiva”, un muro attrezzato progettato su misura che integra la cucina, la porta, librerie e armadiature. “La boiserie serve tutta la zona cucina e parte del living, rapportandosi con la parete di fronte attraverso grafie. I disegni derivano da un gioco geometrico di forme che si ripetono in tutta l’abitazione e che diventano tridimensionali a formare mensole, basi, cassetti, sedute e vani a giorno” racconta la progettista.

Una parete che trasforma la casa

Le due zone, giorno e notte, ben distinte in pianta si differenziano anche nel linguaggio, nei materiali e nei colori. Se nella zona giorno, infatti, dominano materiali e colori freddi, con pavimenti in grès chiaro, nuances fra il magenta e il grigio sia alle pareti sia nella scelta degli imbottiti, varcando la soglia si apre una zona notte disegnata da un trionfo di materiali caldi: il pavimento è in parquet di legno di rovere, locali bagno compresi, carte da parati disegnano quinte e i muri sono colorati nei toni dei verdi, degli azzurri e dei rosa.

Cucina e zona giorno

Progettata a misura e realizzata da un falegname, la parete-quinta funziona da zona filtro, momento di passaggio fra i due ambienti notte e giorno. Nel suo svolgimento, partendo dall’ingresso dell’appartamento, ospita la cucina. La zona è organizzata con una parete attrezzata ad angolo che ha la sua naturale prosecuzione in una penisola.

A parete trova posto la zona lavaggio, con gli scarichi che anche servono la piccola zona lavanderia collocata sul lato opposto del muro, e le colonne del frigo e dei forni; sulla penisola la piastra a induzione con cappa integrata. Il disegno conta anche soluzioni di dettaglio, come le mensole bianche composte in un disegno geometrico che arreda sullo sfondo della parete scura e un pannello forato per alloggiare le bottiglie di vino.

Una parete che trasforma la casa

La porta fra la zona giorno e la zona notte è un arco, senza anta, che porta a un piccolo disimpegno che segna l’ingresso della zona notte. A seguire la parete prosegue piana con un armadio con ante raso muro e una libreria a giorno.

Il motivo geometrico sulla parete della zona giorno è stato concepito come un elemento decorativo che si ripete in tutto l’appartamento. Le forme, da semplici decorazioni, diventano funzionali trasformandosi in mensole, cassetti, sedute e spazi aperti, arricchendo l’ambiente con un design tridimensionale e versatile.

Zona notte

La zona notte è caratterizzata da un’esplosione di forme e colori, diversi per ogni stanza. In netto contrasto con la monocromia della zona giorno, l’ingresso alla parte notte è una “non-stanza” colorata con due tonalità di verdi differenti che, insieme al cambio netto della pavimentazione in parquet di legno di rovere, riscaldano e preannunciano una zona notte più accogliente.

Rispetto alla distribuzione originaria, le porte sono state ridotte al minimo in favore di ambienti più fluidi. Questo si evince in modo particolare nella camera da letto, dove sia l’ampia cabina armadio sia il bagno non hanno ante a chiusura dello spazio.

Trattata nei toni degli azzurri e dei rosa con una carta da parati dietro la testata del letto che raffigura il mare e i comodini in nuance, “la camera è ideata come un caldo e accogliente monolocale”, racconta la progettista.

Lungo la parete di fronte al letto si apre un semiarco, figura ricorrente nella casa, che accede direttamente a una seconda camera pensata con una piccola postazione lavoro vicino alla finestra e attrezzata con armadi a tutt’altezza lungo le restanti pareti.

Bagno padronale

Il bagno padronale è in continuità con la camera da letto, i colori sono della stessa palette e il pavimento, in legno rovere, non crea distinzioni tra gli ambienti. L’unico elemento che lo separa dalla stanza è una parete in vetrocemento che ospita, dall’altro lato, la doccia e che lascia trasparire la silhouette della persona dalla camera da letto. Il vetrocemento, oltre a essere un elemento strutturale della tradizione locale, dona luce a un bagno che altrimenti sarebbe stato cieco.

Di fronte all’ingresso è stato collocato il lavabo monolite in grès bianco statuario opaco, con al di sotto un piano d’appoggio; dietro la doccia, nella parte più intima dell’ambiente, è stato disposto il wc che rimane così protetto anche in assenza di porta.

L’elemento guida della scelta dei materiali e della palette colori è stato il rivestimento floreale della doccia, elemento molto caro alla proprietaria. Ed è proprio da questo decoro che deriva anche il gioco di colori per l’elaborazione della carta da parati all’interno della camera; il piatto doccia, le mensole e gli accessori sono tutti in colore. Il rivestimento in piastrelle è affidato al formato brick, bianco semiopaco, posto in verticale.

Bagno degli ospiti

Il bagno degli ospiti ha un rivestimento in graniglia, nella pavimentazione e nelle superfici verticali, tipico di molti appartamenti di mare. Il rivestimento è pensato come “un vassoio” fatto di questo materiale ma scelto con una grana più ampia e reinterpretato attraverso la scelta di colorazioni sui toni del pastello su fondo bianco.

La composizione della graniglia è stata la guida per la scelta di tutti gli accessori presenti nella sala bagno: il cipria lo ritroviamo nel vetro soffiato nel top del mobile bagno e nel frontale del cassetto; il verde menta negli accessori e in alcune decorazioni; il nero opaco nei sanitari, nella rubinetteria e nel rivestimento materico cannettato del mobile in legno.

Lo spazio, privo di luce naturale, è illuminato da due linee di luce: la prima accompagna verso l’ingresso ed è posizionata sul rivestimento in graniglia, illuminando la parete retrostante la vasca; la seconda, posta in alto, è sospesa al soffitto bianco laccato e illumina uniformemente tutto l’ambiente.

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Una parete che trasforma la casa

Progetto:

Francesca Girolami Studio

Fotografie:

Chiara Catalini

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