Un grande appartamento ai margini del centro storico di Roma, caratterizzato da murature interne portanti di elevato spessore, ristrutturato e arredato cercando di conciliare i gusti stilistici molto diversi di una coppia

La zona è tra quelle di maggior pregio della Capitale, tra Piazza San Giovanni e Piazza Re di Roma, ai margini del centro storico; l’appartamento si trova in un palazzo di fine ‘800, è di proprietà di una coppia di medici con tre figli e nel corso degli anni aveva subito diversi interventi da parte dei proprietari che si erano susseguiti.

La ristrutturazione è iniziata con il ripristino dell’assetto originale, con l’eliminazione delle superfetazioni e dei divisori, fatta eccezione per quelli portanti che rappresentavano una traccia inalienabile da seguire nella distribuzione degli ambienti. L’appartamento si sviluppa su una superficie di 180 m2, un terzo dei quali destinati a living: la cucina è affacciata sul soggiorno, separata visivamente da una vetrata di 5,5 metri con ante scorrevoli centrali su binario nascosto e pannelli fissi laterali in finitura bronzo (Vitra di Henry Glass).

A lato dell’ingresso, un mobile su misura svolge la funzione di spogliatoio; nell’appartamento ci sono tre bagni, due dei quali sono in posizione baricentrica tra la zona giorno e le camere da letto e costituiscono un unico nodo con una stanza adibita a lavanderia. La camera matrimoniale, inusualmente più piccola delle altre, si trova nella zona dell’appartamento più defilata in cui, in epoca remota, c’erano la camera della servitù e un piccolo bagno. Questo spiega la presenza della “mezza finestra” decentrata e della sporgenza che la muratura genera nell’angolo a lato di essa, in cui è racchiusa una colonna di scarico.

La cucina è delineata inoltre dal pavimento in lastre di grès, utilizzate anche nei bagni, e da un soffitto ribassato in doghe di legno chiaro; nel soggiorno e negli altri ambienti è stato posato un parquet in rovere spazzolato (Triveneta Parchetti). Sempre in cucina, a circa 40 cm dal soffitto, è stata realizzata una cornice perimetrale a sbalzo con retroilluminazione; nel soggiorno, invece, l’altezza del soffitto è quella originale e la cornice è costituita da una vela “galleggiante” a T rovesciata, la cui retroilluminazione interessa entrambi i lati esterno e interno, selezionabili separatamente e dimmerabili.

Grazie a questa soluzione è possibile avere un’illuminazione generale uniforme e discreta, senza dover accendere tutte insieme le altre fonti cui è affidata l’illuminazione di singole zone. Le tre grandi finestre che affacciano sui tetti della città sono arricchite da imbotti in legno laccato bianco per accentuare la luce e incorniciare il bellissimo panorama.

L’inquadratura di taglio perpendicolare alla vetrata che separa la cucina dal soggiorno mette in evidenza la differente concezione dei rispettivi soffitti e il rilevante spessore delle murature portanti interne; a sinistra, la porta scorrevole a tutta altezza che chiude il varco e, sullo sfondo, la parte terminale dell’ampio ingresso.
Il mobile a tutta parete del soggiorno è una composizione studiata dai progettisti sulla base di moduli dell’azienda Lema. Utilizzando come campione il colore dei moduli, si è fatto in modo di riprodurre la stessa tonalità sulla parete con il rivestimento materico Marmora Lunare di Oikos ricorrendo al sistema colorimetrico NCS.
La composizione di Valcucine è stata arricchita con una penisola agganciata all’isola da colazione che può essere utilizzata come tavolo da pranzo informale: è realizzata con un piano in massello di iroko montato su un’esile struttura in profilato di ferro.

Pur condividendo la professione, i due coniugi hanno idee diverse in fatto di stile: tradizionale e conservatore lui, interessata alle soluzioni moderne lei, perciò lo studio si è adoperato per accontentare entrambi con una riuscita miscellanea tra mobili antichi restaurati e soluzioni d’arredo contemporanee. Differenze di vedute che culminano nella camera padronale, dove il letto è l’elemento mediatore tra un comodino moderno con scomparto estraibile da un lato e un inginocchiatoio di metà ‘700 dall’altro, mentre il guardaroba dei primi anni 2000 con finitura legno naturale, dal quale il marito non voleva separarsi (e lei voleva sostituire), è stato oggetto di un restyling che ha messo d’accordo entrambi. Per gran parte delle pareti, soprattutto nei bagni, è stata scelta una finitura in malta naturale (SoloEco®).

Le due librerie contrapposte che restringono il passaggio oltre l’ingresso hanno permesso di ricavare un piccolo home office con due pezzi d’epoca, un tavolino da gioco francese e una poltroncina.

Il bagno più grande si trova nella zona notte: il lavabo è inserito in una nicchia divisa verticalmente in due sezioni a diversa profondità, ricoperto da un piano di iroko a L in cui è stata realizzata un’apertura a misura del bordo interno del sanitario. La parte superiore della nicchia è interamente rivestita con specchi applicati senza soluzioni di continuità, mentre sulla parte sinistra della nicchia è stato utilizzato un rivestimento a rilievo bianco lucido in piastrelle 15×15 cm dell’azienda spagnola Dune, lo stesso che riveste la parete di fondo della doccia. Per questo pavimento, le maxilastre in grès sono state sezionate in modo da ricavarne elementi con tutti i lati tagliati sbiechi con diverse angolazioni, ricomposti in fase di posa a formare una griglia irregolare.

In uno dei due bagni centrali il pavimento è costituito da un’unica maxilastra di grès di Lea Ceramiche da 3 metri x 1 metro; la parete sulla quale sono installati i sanitari è rivestita in malta naturale che si estende fino a formare, a terra, una fascia di circa 15 cm delimitata da una sottile bacchetta in acciaio inserita a filo piano tra i due rivestimenti. Un grande specchio nella parte superiore dilata visivamente lo spazio in larghezza e riflette la carta da parati di Inkiostro Bianco che riveste l’altra parete da pavimento a soffitto.

Il pannello collocato nell’angolo per nascondere la parte obliqua della parete in cui è racchiusa la colonna di scarico è retroilluminato e, insieme alla composizione a specchi esagonali, diventa un punto di interesse. Il comodino, inserito nella nicchia sotto la finestra, ha il corpo centrale scorrevole ed estraibile.
Il guardaroba in ciliegio a quattro ante, già in possesso della coppia e in ottimo stato, è stato totalmente rinnovato dal laboratorio dello studio di architettura che ha provveduto al trattamento di laccatura in colore bianco e a rivestire le ante con una carta da parati, per poi applicare sottili listelli orizzontali a interassi regolari che fanno apparire il soggetto come se fosse composto da una sequenza di pannelli.
La camera del ragazzo si sviluppa a L in direzione della portafinestra, perciò si è pensato di dividerla in due ambienti, riposo e studio, contraddistinti da colori diversi alle pareti. Pareti e soffitto della zona studio sono tinteggiati in un azzurro deciso, solo la parete di fondo è lasciata bianca come il telaio del serramento e la tenda a pacchetto.
La porta d’ingresso alla camera delle bambine si trova al centro della parete, tra due armadi la cui profondità decresce a lato della porta per offrire, entrando, un angolo di visione più ampio; i letti accostati ad angolo nella parte più profonda della stanza invitano a fare ancora due chiacchiere prima di addormentarsi e lasciano libero lo spazio al centro. Per delimitare uno spazio destinato ad accogliere fotografie, cartoline o gadget, lasciando così libere da “affissioni selvagge” le altre superfici, si è dipinta una porzione di parete in tonalità più scura, poi incorniciata e arricchita con una decorazione a foglie.

Progetto: NOG Studio
Fotografie: Morena Valente

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here