La pianta di un grande appartamento storico del ‘700 è stata riadattata alle esigenze di una famiglia moderna, non alterandone le caratteristiche e conservandone materiali e finiture

Un palazzo storico nel centro di Savigliano, in provincia di Cuneo, del quale una famiglia è unica proprietaria, ospita un grande appartamento storico di 240 metri quadri dalla forte caratterizzazione d’epoca.

La distribuzione degli ambienti interni, tipica delle case del ‘700, era caratterizzata da ambienti ampi e da una serie di camere passanti, per cui senza finestre sull’esterno, impensabili in una casa moderna.

Desiderio della committenza era rendere la distribuzione consona alle esigenze di una famiglia con tre figli ma senza snaturare l’essenza storica della casa disegnata da elementi stilistici e finiture originali.

L’intervento dell’architetta Barbara Vucusa è stato perciò attento e puntuale: le uniche demolizioni effettuate sono state quelle di due muri fra la cucina e la zona pranzo che hanno reso necessari importanti rafforzamenti strutturali, poi sono stati costruiti tramezzi nelle grandi stanze cieche per creare zone di disimpegno, una dispensa, una cabina armadio e una lavanderia, tutti ambienti che non necessitavano di luce naturale ma necessari per disegnare un percorso funzionale fra le diverse aree della casa.

Al recupero dei pavimenti e dei rivestimenti, delle antiche porte, di cornici e rosoni a parete e a soffitto, segue la sostituzione integrale dei serramenti esterni e lo studio di un impianto di raffrescamento e di illuminazione integrato in un sistema di controsoffitti nelle sole zone di servizio.

Arredi classici già appartenenti alla famiglia si uniscono a elementi contemporanei di design per una rinnovata definizione degli spazi.

Ingresso

L’ingresso all’appartamento storico rimane sostanzialmente immutato: varcando la soglia si viene accolti da un ambiente in stile, caratterizzato da un pavimento originale in marmo bianco e nero (sistemato e lucidato) che apre con una elegante porta doppia sul salone con camino in marmo con un grande specchio, e uno spettacolare soffitto voltato, e il lampadario d’epoca recuperati.

appartamento storico

Serramenti

I serramenti originari in legno sono stati integralmente sostituiti. L’architetta aveva valutato anche il restauro di quelli esistenti, ma essendo di fatto impossibile procedere con la sostituzione del vetro con una vetrocamera per una questione di spessore e di peso della nuova lastra stratificata, ogni finestra è stata rifatta in stile da un falegname.

appartamento storico

Cucina e zona pranzo

La cucina di questo appartamento storico diventa fulcro della nuova distribuzione; intesa da progettista e committenti come focolare domestico, è la cerniera intorno a cui si sviluppa il nuovo impianto planimetrico. Nella planimetria originaria era un locale abbastanza piccolo, con accesso da un disimpegno e affacciata sul terrazzo.

Proprio la modifica di questo ambiente è stata oggetto degli interventi più rilevanti. Sono stati demoliti due muri portanti rinforzando lo sfondato con putrelle strutturali per inglobare una porzione coperta di terrazzo e ampliare lo spazio con parte di quella che era una camera cieca.

Ora la cucina ha una forma allungata che si suddivide nella zona lavoro vera e propria, un’area pranzo e una lavanderia sul fondo, cieco. “È una cucina volutamente importante, in stile neoclassico-chic” racconta l’architetta. Il gruppo gas e forni semiprofessionale dallo stile classico è reso contemporaneo dai colori moderni e dalle linee decise dei mobili. Il piano di lavoro e in Laminam bianco lucido (spessore 12 cm) e le ante di basi e colonne sono a telaio, rimandando a un disegno classico.

Non è stato possibile prevedere il posizionamento di pensili alle pareti, risultate fuori squadra (non formano cioè angoli retti fra loro) e per di più “ondulate”, ovvero non perfettamente a piombo. Dato che era impossibile pensare di regolarizzarle, l’architetta ha ripreso le cornici proprie dell’epoca e ha fissato a parete olo la cappa in stile.

Lavanderia

Di fronte alla sala da pranzo è stata progettata e creata una lavanderia, dietro una parete in cartongesso con una porta filomuro rivestita di carta da parati di design che riprende i toni dei blu, così come pareti e soffitto sotto l’arco esistente.

Gli impianti trovano passaggio principalmente nel controsoffitto del corridoio già esistente, ma rimosso e rifatto a nuovo in modo da permettere anche l’inserimento di macchinari per il condizionamento e di faretti incassati in gesso verniciabili.

Pavimentazione

La pavimentazione della zona cucina e pranzo è stata rifatta senza la necessità di rimuovere quella esistente. Dopo aver ricavato le tracce necessarie per gli impianti e per i condotti alla lavanderia, le piastrelle esistenti (non d’epoca ma risalenti agli anni ’80) sono state coperte da microcemento con pigmenti naturali.

La porzione dell’ambiente occupata precedentemente dalla camera passante conservava, al contrario, una bella e originale pavimentazione in legno, con posa a spina, perfettamente conservata. L’architetta ha così deciso di rimuoverla per il passaggio dei nuovi impianti e di riposarla secondo lo schema originario.

Zona notte

La zona notte di questo appartamento storico si distribuisce in parte a nord e in parte a sud della cucina. Sul lato sud, in luogo di due camere, di cui una cieca e una adibita a studio, sono state ricavate la camera padronale e quella della figlia, mantenendo i due bagni esistenti nella posizione originaria.

La camera cieca è stata sostanzialmente divisa in due: da un lato, aperta sul disimpegno e sulla nuova cucina, è stata ricavata una dispensa, dall’altro una grande cabina armadio a servizio dei padroni di casa.

appartamento storico

Sia nella camera matrimoniale sia nella stanza della figlia, seppur leggermente diverso, era presente un parquet in legno massello posato a spina con bordi a fascia e bindello che è stato carteggiato, puntualmente sistemato e rifinito con vernici a base d’acqua.

Per la testata del letto matrimoniale, una boiserie che incorpora il nuovo impianto elettrico, e per una parete della camera della figlia sono state posate carte da parati dalle fantasie vivaci, scelte con l’obiettivo di far da supporto, enfatizzandole, alle porte d’epoca restaurate dal falegname.

Le porte antiche sono state restaurate da un falegname e tinteggiate.

Cameretta

La porta che un tempo collegava il salone alla camera studio è stata chiusa, trasformando la stanza nella cameretta della bimba, accessibile ora dal corridoio della zona notte.

La parete è impreziosita dalla carta da parati “Danza Francese Light” di Caos Creativo, un delicato motivo floreale che combina eleganza e leggerezza. Le tonalità tenui e le linee raffinate creano un’atmosfera accogliente e sognante, perfetta per una cameretta che unisce stile e comfort.

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Bagno

Sullo sfondo del bagno, le maxi lastre LUCE GOLD di Ariostea (300×100 cm, spessore 6 mm) aggiungono un tocco di lusso e riflessi dorati.

Al centro, la vasca freestanding Lounge di Noken – Porcelanosa, con le sue linee morbide e minimaliste, invita al relax.

Camera dei ragazzi

La camera dei ragazzi è collocata a nord, in una stanza che precedentemente aveva l’ingresso solo dal porticato esterno, grazie all’apertura di una porta in quella che era una piccola stanza sfruttando un vano che originariamente forse era già stato predisposto per un passaggio.

In questo caso la pavimentazione era formata da piastrelle degli anni ’80 di non particolare pregio, per cui l’architetta ha scelto di coprirle con microcemento pigmentato, la stessa soluzione utilizzata per la cucina.

È stata inoltre aggiunta una nuova porta demolendo la chiusura di un vano preesistente; nella conformazione originaria, alla camera si accedeva solo tramite il terrazzo.

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Microcemento

Il microcemento, impiegato per i pavimenti di cucina, bagni e camera dei ragazzi, è un materiale continuo, con assenza di fughe e facile da pulire, ha uno spessore minimo e per questo può essere posato in sovrapposizione alla vecchia pavimentazione senza doverla rimuovere e smaltire.

Inoltre, la posa di un rivestimento continuo a basso spessore consente, da un lato, di non aggiungere una nuova geometria di posa a un appartamento storico già abbastanza ricco, di non dover lavorare sull’adeguamento di porte e serramenti e di “assorbire” i marcati fuori squadra delle pareti, evitando tagli irregolari (mai bellissimi a vedersi) del nuovo rivestimento.

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PROGETTO:

Barbara Vucusa – barbaravucusa.com

FOTOGRAFIE:

Marco Tacchini

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