La sostituzione dei tramezzi con armadi bifacciali a tutt’altezza, in questa ristrutturazione appartamento anni 70, definisce un unico ambiente giorno e un corridoio aperto funzionale per le camere da letto, ottimizzando i volumi e aumentando la capacità contenitiva

nello storico quartiere di Gavinana, l’intervento di ristrutturazione appartamento anni 70 sfrutta l’esposizione solare su tre fronti (est, ovest, sud). La presenza del giardino condominiale garantisce un isolamento acustico naturale dal traffico, valorizzando la vivibilità degli ambienti interni radicalmente trasformati.

A Firenze, nello storico quartiere di Gavinana, un appartamento in un edificio degli anni ‘70 subisce una radicale trasformazione. I nuovi proprietari sono rimasti affascinati dalla posizione e dalla luminosità dell’appartamento, esposto su tre lati a est, ovest e sud, nonché dalla sua silenziosità, assicurata dal vasto giardino comune che preserva visivamente e acusticamente dal traffico cittadino.

La distribuzione originaria presentava però un layout confuso” racconta l’architetta, “con ambienti distribuiti in serie lungo un corridoio labirintico e buio”. Ma le potenzialità dello spazio e la superficie, circa 100 metri quadri, erano sufficienti a soddisfare le richieste della famiglia composta da due adulti e una bambina.

ristrutturazione appartamento anni 70

La pianta, sostanzialmente quadrata e con tre affacci sull’esterno, si prestava bene a una nuova distribuzione e la presenza di due pilastri su un asse mediano, ma leggermente traslati verso la zona notte, è stata incorporata negli arredi su misura.

Fulcro della ristrutturazione è stata la sostituzione, negli ambienti comuni e di passaggio, delle pareti divisorie con profondi armadi bifacciali che rimodulano lo schema abitativo, governano le visuali prospettiche, orientano e diffondono la luce naturale con cui entrano in rapporto. Questi armadi sono elementi architettonici progettati e costruiti su misura che fungono sia da divisorio sia da elemento funzionale.

Esposte a est per godere dei raggi del mattino, le camere da letto affacciano un cortile interno che le protegge dal rumore del traffico cittadino.

Zona giorno

Una delle richieste dei proprietari, siciliani d’origine, era stata quella di poter disporre di un’area sufficientemente ampia da poter accogliere, nei momenti conviviali, numerosi amici e familiari o da poter organizzare festicciole di compleanno per la piccola.

Il ricollocamento della cucina sul versante opposto dell’abitazione rispetto alla posizione originaria, in una zona opposta all’ingresso e riparata, ha permesso la creazione di un’ampia area giorno aperta e accogliente, esposta a ovest, comprendente soggiorno, zona pranzo e cucina.

Lo spostamento del locale cucina è stato possibile sfruttando la colonna impianti esistente per il bagno adiacente della zona notte e la collocazione del living come prima zona all’ingresso era in linea con i desideri della proprietà che preferiva non incontrare la cucina come primo ambiente entrando in casa.

Nel grande open space, il sistema di armadiature diventa un tutt’uno con la vita domestica, offrendo spazio per mobili, pensili, elettrodomestici e impianti tecnologici.

La parete che divideva originariamente la zona giorno dal corridoio distributivo è stata sostituita da una serie di armadiature bifacciali, una sorta di parete attrezzata che corre lungo tutto l’appartamento e integra porte e passaggi, armadi e ripostigli, contatori elettrici e impianti. La spina centrale della parete armadi è realizzata con una singola fila di mattoni forati. La scelta era vincolata alla collocazione di due porte scorrevoli a scomparsa, per cui dei relativi controtelai, nei due passaggi. A cantiere iniziato, i proprietari hanno deciso di non mettere le due porte, pensandole inutili, perciò è stato disegnato e costruito un pannello laterale in continuità con quelli contenitivi esistenti a nascondere la parete.

I serramenti, originariamente in legno come gli scuri esterni, sono stati sostituiti con elementi in PVC. L’aspetto all’esterno, che doveva rimanere immutato da regolamento condominiale, è stato ripreso con una campionatura del colore e riproposto sul nuovo infisso.

ristrutturazione appartamento anni 70

Per la realizzazione del sistema di armadiature sono stati coinvolti artigiani locali della provincia fiorentina, “il cui lavoro ha contribuito a conferire pregio e qualità al legno impiegato” tiene a specificare la progettista. Le armadiature sono costituite tutte nello stesso materiale (MDF) e con la stessa finitura (laccata opaca) verso il soggiorno, il corridoio e nei bordi attraverso le zone di passaggio; gli armadi hanno aperture push-pull per avere ante perfettamente complanari e prive di maniglie.

Unica eccezione alla perfetta complanarità del nuovo setto avviene quando “diventa cucina”, sul lato opposto all’ingresso. Qui, due colonne a tutt’altezza del tutto uguali alle armadiature precedenti contengono una la dispensa e l’altra la colonna forno; fra di loro uno sfondato scuro accoglie gli elementi funzionali.

Sopra le basi, sempre in nuance, un top scuro accoglie zona lavaggio, piano cottura a gas e piano lavoro; al di sopra una serie continua di pensili sempre dello stesso colore chiaro, ma rientranti di 20 cm rispetto alle colonne laterali.

ristrutturazione appartamento anni 70

Il sistema di armadiature è stato utilizzato anche per contenere, nascondere e integrare il sistema impiantistico. Al di sopra è stato predisposto un controsoffitto atto a ospitare tutte le canalizzazioni e i pannelli di controllo della climatizzazione e dell’impianto elettrico sono stati integrati all’interno delle ante degli armadi sottostanti, completamente nascosti alla vista.

Pavimentazione

Per la nuova pavimentazione della zona giorno i proprietari desideravano una soluzione calda, sia nell’aspetto sia al tatto, però molto resistente; avevano escluso a priori il parquet, anche per via della piccola figlia, temendo si rovinasse in breve tempo. Cristina Massimino, all’inizio, non si è nascosta un po’ scettica, ma dopo prove e ricerche, ha optato per una soluzione in laminato.

Incollato senza dover rimuovere interamente la pavimentazione esistente (e una volta coperte le tracce delle murature esistenti demolite e quelle fatte per gli impianti), ha un formato a doghe, uno spessore ridotto e un peso irrilevante. La finitura superficiale, nel colore e nella texture, richiama con sorprendente realismo un parquet in legno.

Bagno

Nella posizione che era del bagno di servizio nella planimetria originaria si trova ora quello principale dell’abitazione. Il progetto prosegue idealmente la linea dettata dalle armadiature della zona giorno evidenziando il lato che ospita il lavandino sospeso e il mobile bagno con una fascia rivestita in grès verde opaco nel formato rettangolare brick (6×24,6 cm), sia a pavimento sia a parete.

L’altro lato accoglie una doccia in nicchia subito dopo l’ingresso che scherma parzialmente i sanitari; il rivestimento è in un caldo beige, con lastre in grès di grande formato sia a pavimento sia a parete. Entrambi i rivestimenti sono posati in verticale a tutt’altezza e il soffitto riprende le fasce con una pitturazione in colore.

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Ristrutturazione appartamento anni ’70 | Dividere, ma con gli armadi

Progetto:

Cristina Massimino

Fotografie:

Cristina Massimino

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