Un’estate profumata anche in cucina grazie al dissipatore

Il modello Evolution 250 di InSinkErator

Il dissipatore di InSinkErator, nella nuova versione Evolution 250, aiuta anche a risolvere la questione dei cattivi odori, ancora più fastidiosa nei mesi caldi

Il suo successo attraversa l’oceano e va dagli Stati Uniti alla Scandinavia: il dissipatore alimentare domestico rappresenta una soluzione efficiente per semplificare la vita in cucina, ancora di più nei mesi estivi.

Posizionato sotto il lavello e integrato con semplicità, permette di eliminare ogni tipo di avanzo organico direttamente nel lavandino, senza dover ricorrrere a nessun processo chimico e a nessuna lama. Lo produce InSinkErator ed è disponibile in vari modelli, dalla serie 46, 56 e 66 al nuovo Evolution 250: applica un meccanismo basato sull’uso di numerosi martelletti che svolgono movimenti rotatori ad altissima velocità, sminuzzando in parti finissime gli alimenti, fino a raggiungere uno stadio semi liquido che ne permette l’eliminazione fra le acque chiare. A questo punto niente più sacchetto dell’umido e niente più odori.

Fanno parte delle politiche dell’azienda non solo l’attenzione a semplificare le operazioni in cucina, ma anche ad abbassare l’impatto sull’ambiente. Ne dà conferma Ashley Munden, Managing Director Europe-Russia di InSinkErator “è una ragione d’orgoglio poter dire di realizzare un prodotto che non solo semplifica notevolmente la vita in cucina, ma che contribuisce alla difesa del pianeta. Casi emblematici sono, ad esempio, quello svedese e quello kenyota. A Surahammar, il Comune ha dotato i cittadini di dissipatori alimentari InSinkErator ottenendo risultati notevoli in termini di riduzione di rifiuto inviato in discarica. Nel corso di dieci anni, 3500 di 7000 abitazioni sono state fornite di questo prodotto, con il risultato di ridurre il rifiuto in discarica dalle 3600 tonnellate/anno nel 1996 alle 1400 del 2007 (una penetrazione del 50% dei dissipatori ha provocato un risparmio di ben oltre il 60%.). Potenzialmente – conclude citando uno studio realizzato pochi anni fa - se tutti i 22 milioni di famiglie italiane fossero dotati di questo sistema, si verificherebbe un decremento di costi pari a ben oltre mezzo miliardo di euro all’anno”.

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