Un fungo, materiale da costruzione, come metafora dell’economia circolare

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Un fungo, il materiale da costruzione. “Stanze all’aperto”, metafora ideale dell’Hortus Conclusus medioevale, la sfida progettuale. Innovazioni nel campo dell'economia circolare e scenari concreti per superare l’attuale sistema economico lineare, basato sull'accumulo di rifiuti ed emissioni nocive, l’obiettivo.

Strutture monolitiche ad arco, alte circa 4 metri, e piccoli pouf per sedervisi all’interno a contemplare la natura sono adesso, e per tutta la durata del Salone del Mobile 2019, distribuiti nell’Orto Botanico di Brera a esaltare le possibilità di un'architettura che cresce e si sviluppa in modo organico, con la stessa intelligenza pre-programmata degli esseri viventi.

Il materiale con cui sono costruiti è davvero un fungo, il micelio, con la sua capacità di crescita e di adattamento. Il processo per la creazione delle strutture in micelio ha previsto, innanzitutto, l’individuazione di un nutriente, un substrato organico come la segatura, la canapa o il fieno per esempio, o altri derivati dagli scarti agricoli. Il substrato è stato poi posizionato in uno stampo e inoculato delle spore dei funghi. Sviluppando le radici, il micelio va quindi a riempire lo spazio a propria disposizione e a solidificarsi, come è sua natura fare. Una volta che il processo si è completato, le forme vengono disidratati ad alte temperature. La struttura organica resistente così ottenuta è stabile e rigida, con un certo grado di impermeabilità, ma rimane deperibile all’acqua, e in ambiente umido in particolare. Per questo motivo, gli archi sono stati “agganciati” al terreno con una struttura di acciaio in modo che i funghi non rimanessero a contatto con la terra; i pouf, invece, sono semplicemente stati appoggiati su uno strato di ghiaia. Per la costruzione degli archi, il micelio ha impiegato da 30 a 40 giorni.

Quanto potrebbero durare queste strutture?

Nessuno lo sa, ancora. Archi o puof disaranno smantellati e restituiti alla terra al termine dell’istallazione, dando inizio a un nuovo ciclo virtuoso di crescita; anche se, forse, almeno una “stanza” rimarrà istallata proprio per verificare la sua “durabilità”. Perché, come tutti i materiali da costruzione, anche il micelio ha un suo ciclo di vita che dipende dall’ambiente circostante (pensiamo anche solo alla differenza che potrebbe esserci a usarlo in ambienti interni piuttosto che esterni) e dalle condizioni d’uso. Diverse aziende hanno cominciato a sperimentare usi del micelio, materiale economico e di rapida produzione, impiegandolo per la creazione di una vasta gamma di oggetti: da mattoni a sedie fino a capi di abbigliamento.

Se ci stiamo chiedendo come un’economia circolare sia davvero possibile, questo potrebbe essere un passo per una interessante e pratica risposta. L’installazione per il FuoriSalone 2019 non si limita a contemplare l’uso del micelio, ma punta l’attenzione della città di Milano e dei suoi visitatori sulle incredibili proprietà insite in molti materiali organici, tema molto caro a Carlo Ratti nella sua costante ricerca di un’architettura responsiva. Proprio il fungo, in questo caso, diventa la perfetta metafora dell’economia circolare, con la sua velocità di crescita e capacità di adattamento.

Scheda progetto
Progettista
Carlo Ratti Associati
Realizzazione
ENI

The Circular Garden, Orto Botanico di Brera, Via Fratelli Gabba10, Via Brera 28

 

 

 

 

 

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