Tre incentivi fiscali per il riscaldamento a biomassa

Ecco quali bonus economici sono a disposizione per chi acquista un impianto di riscaldamento a legna o pellet: conto termico, ecobonus e certificati bianchi

Ecco la terza puntata del nostro approfondimento su stufe e caminetti a legna, uscito in versione completa sul numero di gennaio-febbraio di Come Ristrutturare la Casa.
Nella prima puntata abbiamo parlato delle varie tipologie di impianti e dell'importanza della certificazione dei prodotti. Nella seconda abbiamo invece affrontato il tema della scelta del tipo di combustibile (legna, pellet, cippato, bricchetti). Ora affrontiamo un terzo argomento, molto importante per chi è indeciso sull'acquisto di un sistema di questo tipo per la propria casa: quello degli incentivi economici a disposizione per l'acquisto di un sistema di riscaldamento a biomassa legnosa. Ve ne sono tre (per i privati sono più facilmente utilizzabili i primi due), diversi e non cumulabili tra loro per lo stesso intervento. Eccoli spiegati in queste schede.

1. Il Conto termico: attenzione ai requisiti richiesti

È il sistema di incentivazione degli interventi per l'acquisto degli aparecchi, con l'obiettivo dell'incremento dell'efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Ne possono beneficiare pubbliche amministrazioni, imprese e privati. Lo Stato ha messo a disposizione 900 milioni di euro per questo incentivo, che può coprire fino a un massimo del 65% della spesa sostenuta. È previsto per interventi specifici, come: sostituzione di generatori alimentati a gasolio, olio combustibile, carbone o biomassa, con generatori a biomassa; sostituzione di generatori alimentati a GPL, con generatori a biomassa, limitatamente alle aziende agricole e forestali, in area non metanizzata e con bonus emissioni Ce pari a 1,5; nuova installazione di generatori a biomassa, limitatamente alle sole aziende agricole e forestali.
Per accedere agli incentivi previsti dal Conto Termico i generatori di calore a biomassa devono rispettare alcuni requisiti in termini di emissioni e rendimento e rispettare determinate norme di certificazione. Una volta realizzato l'intervento, è necessario conservare tutta la documentazione tecnica, conservare le fatture di acquisto della biomassa (nel caso di biomasse autoprodotte, basta l’autodichiarazione), mentre per i generatori a pellet si deve usare solo pellet certificato secondo la norma ISO 17225-2 in classe A1 e/o A2. È infine obbligatorio eseguire una manutenzione almeno biennale del generatore e del sistema fumario.
La richiesta operativa degli incentivi del Conto Termico deve avvenire tramite autenticazione sul sito del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) attraverso il quale il soggetto richiedente può compilare e inviare la documentazione necessaria per l’ammissione all’incentivo. L’accesso al sito deve avvenire entro 60 giorni dalla data di conclusione dell’intervento. Nel caso in cui l’importo dell’incentivo sia fino a 5.000 euro, l’erogazione avviene in un’unica soluzione tramite bonifico bancario. Per importi superiori, l’incentivo è erogato in due rate annuali (sempre tramite bonifico) per interventi di potenza inferiore o uguale a 35 kW e in 5 rate annuali per potenze superiori a 35 kW. Gli incentivi del Conto Termico non sono cumulabili con le detrazioni fiscali né con qualsiasi altro incentivo erogato dallo Stato. Se invece gli altri incentivi non sono statali, ma regionali o comunitari, per i privati la cumulabilità con il Conto Termico è ammessa fino al 100% dell’investimento.

2. L'Ecobonus: per detrarre dalla dichiarazione dei redditi

L’agevolazione fiscale consiste in detrazioni dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.
In particolare, le detrazioni sono riconosciute se le spese sono state sostenute per: la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento, il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni pavimenti, finestre, comprensive di infissi), l’installazione di pannelli solari, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale. Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento. In particolare, sono ammessi all’agevolazione: le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali), le associazioni tra professionisti, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale. Tra le persone fisiche possono fruire dell’agevolazione anche: i titolari di un diritto reale sull’immobile, i condomini per gli interventi sulle parti comuni condominiali, gli inquilini, coloro che hanno l’immobile in comodato. Sono ammessi a fruire della detrazione anche i familiari conviventi con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) che sostengono le spese per la realizzazione dei lavori.
La Legge di Bilancio 2018 prevede che si possa fruire fino al 31 dicembre 2018 della detrazione al 65% per le spese relative a interventi di riqualificazione energetica degli edifici (il cosiddetto ecobonus, valido per pannelli solari per l’acqua calda, pompe di calore, cappotti termici e altri interventi sull’involucro edilizio). La detrazione è ridotta al 50% invece per i seguenti interventi: acquisto e installazione di finestre e infissi, di schermature solari, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione oppure con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili. Confermati gli sconti del 70 e del 75% per i condomini fino a tutto il 2021.

3. Certificati Bianchi: cosa sono i Titoli di Efficienza Energetica

I Certificati bianchi, noti anche come Titoli di Efficienza Energetica (TEE), sono titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi energetici negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di incremento del efficienza energetica. Il meccanismo è un po' complesso e si basa sull’obbligo di raggiungimento di una quota minima di risparmio energetico in capo ai distributori di energia elettrica e del gas naturale con più di 50.000 clienti allacciati alla propria rete. Per adempiere a tale obbligo i distributori possono realizzare progetti di efficienza energetica, ottenendo subito i Certificati Bianchi, oppure possono decidere di acquistarli da altri (i cosiddetti Soggetti Volontari) che, avendo realizzato progetti di efficienza energetica e non essendo soggetti all’obbligo, sono in condizione di poter offrire e negoziare Certificati Bianchi. L’incentivo economico è erogato tramite l’adozione di strumenti di mercato ovvero tramite l’emissione di titoli negoziabili. Il valore economico dell’incentivo unitario non è predefinito, ma varia in funzione del mercato. Ogni certificato equivale al risparmio di una tonnellata equivalente di petrolio (TEP) e il prezzo medio nel 2016 rilevato finora è di 120 euro/TEP. È possibile accedere ai Certificati Bianchi in qualsiasi caso si effettui un intervento che comporti un incremento dell’efficienza energetica.
Sono quattro gli attori coinvolti nel processo dei Certificati Bianchi: Cliente finale (imprese e privati che investono soldi per interventi di efficienza energetica); Esco (Società di Servizi Energetici), società che gestiscono il processo di controllo degli interventi e di vendita dei Titoli di Efficienza Energetica; acquirenti (società di distribuzione di gas e di energia, soggetti obbligati ad acquistare Titoli di Efficienza Energetica); Gse (Gestori di Servizi Energetici), ente nazionale che gestisce i processi di vendita ed eroga i Titoli di Efficienza Energetica.
Il meccanismo di incentivazione è piuttosto articolato, ma se gestito da una Esco competente non presenta particolari ostacoli. Il cliente finale che ha in programma di effettuare, o ha appena effettuato, interventi di efficienza energetica si rivolge a una Società di Servizi Energetici - Esco. La Escoo fornisce consulenza in merito agli interventi, in certi casi li finanzia, predispone la documentazione relativa agli interventi e procedono alla presentazione della domanda al GSE per l’erogazione dei Certificati Bianchi. Il GSE riceve la richiesta di rilascio dei titoli da parte della ESCo e, dopo aver analizzato gli interventi, se questi ultimi hanno tutti i requisiti adeguati, rilascia i Titoli di Efficienza Energetica. Dopo aver ottenuto i Titoli si passa alla vendita sul Mercato Energetico, dove le società di distribuzione di gas e di energia acquistano i Certificati Bianchi. A questo punto il risparmio conseguito dal cliente finale con l’intervento di efficientamento energetico è stato tradotto in un risparmio economico.

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