Stop a batteri e smog grazie alle piastrelle

Materiali autopulenti e antibatterici per la salute della casa e dell'ambiente

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Autopulente, antibatterica e antinquinate: non è una bacchetta magica ma una piastrella.
Sembra quasi fantascienza, ma una possibilità offerta dalle sempre più avanzate ricerche nei confronti di risorse e materiali biocompatibili proprie dell'industria della ceramica.

Le piastrelle in grado di pulirsi da sole (se utilizzate come rivestimenti esterni) o di facilissima manutenzione (all'interno), ma soprattutto dalle proprietà antibatteriche e antinquinati sono infatti una realtà consolidata e ben presente ormai sul mercato. Tutto questo è possibile grazie a un trattamento che, a seconda del produttore, si può trovare con il nome di Active Clean Air & Antibacterial Ceramic (brevetto nato da una richiesta del fondatore del Gruppo Iris, Romano Minozzi) o Bios Self-Cleaning (brevetto del gruppo giapponese TOTO con il quale Casalgrande Padana ha sottoscritto un Master Agreement).

Ma come funzionano questi trattamenti? L'”ingrediente segreto” è il biossido di titanio (TiO2) che permette, con la semplice esposizione alla luce naturale o artificiale, l'attivazione di un processo fotocatalitico: questa sostanza opera quindi all’interno della piastrella un processo chimico simile a quello della fotosintesi. In pratica quando il biossido di titanio entra in contatto col monossido di carbonio e col biossido di azoto, si produce ossigeno attivo. Si attiva a quel punto una reazione chimica che abbatte le sostanze inquinanti trasformandole in ioni nitrato, innocui sali ecocompatibili. La reazione chimica coinvolge anche i batteri che si annidano sulle superfici, ecco perché si ha un'azione disinfettante che contribuisce a rendere gli ambienti più salubri, migliorando l’aria che respiriamo.

A essere coperti da brevetto sono i processi produttivi che portano alla realizzazione di queste piastrelle: il trattamento consiste in uno strato superficiale contenente alcuni elementi tra cui il biossido di titanio in dimensioni micrometriche (e non nanometriche), come se fosse un ulteriore strato di smalto sulla piastrella, cotto ad alte temperature. E così fissato sulle lastre, permettendo così il rivestimento di grandi e piccole superfici in ogni ambiente di casa.

Tali trattamenti rappresentano anche un aiuto concreto per l'ambiente: basti pensare, ad esempio, che un rivestimento di 1000 mq di facciata con Bios Self-Cleaning ha la capacità di purificare l’aria in misura paragonabile a un bosco delle dimensioni di un campo da calcio, oppure di eliminare gli ossidi di azoto (NOx) emessi da 70 automobili nel corso di un’intera giornata. Mentre 100 mq di piastrelle White Ground Active degradano in 6 ore una quantità di ossidi di azoto pari al lavoro giornaliero di circa 30 alberi corrispondenti a 22 mq di superficie fogliare.

Anche dentro casa si potrà ottenere una riduzione degli inquinanti derivanti dalla combustione dei fornelli e limitare l’annerimento delle pareti causato dall’accensione dei caloriferi, così come negli ospedali e nelle sale operatorie si potrebbero limitare le infezioni: l'efficacia battericida di tali trattamenti è stata certificata ed è pari al 99,99%. Nelle scuole e nei luoghi in cui si praticano attività sportive l’aria e l’acqua potrebbero essere più pulite e i pavimenti sanificati. Negli ambienti in cui è alta la percentuale di umidità (piscine, docce, saune), verrebbe a limitarsi notevolmente il rischio di trasmissione di alcune fastidiose malattie dermatologiche come funghi e verruche.

Per approfondire: Piastrelle autopulenti e antibatteriche sono ormai realtà

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