Recupero creativo con l’Osb

Un materiale “povero” come l’OSB diventa strumento espressivo per dare calore a uno studio posto al piano terra di un edificio storico

L'intervento
L’utilizzo di un materiale insolito in un contesto abitativo è il tema del recupero di un piccolo locale dismesso destinato a ufficio. L'OSB (acronimo per Oriented Strand Board, in italiano "pannello di scaglie orientate”) è un materiale composito ottenuto grazie all'unione degli scarti della lavorazione del legno; abitualmente utilizzato per recintare i cantieri o per lo stoccaggio delle merci, viene qui utilizzato quale strumento espressivo del carattere di arredi ed elementi architettonici.

La scelta di questo materiale riconduce alla volontà di trasmettere calore all'ambiente tramite l'utilizzo del legno, di cui l'OSB è composto, ma con un linguaggio contemporaneo che ricorda il tema del recupero e del riuso, così come per il locale stesso.

La superficie di progetto è un rettangolo di 27 metri quadri stretto e lungo posto al piano terra di un edificio d'epoca con accesso diretto dalla strada; al lato opposto l'ingresso si trova, invece, un'ampia apertura e l'accesso al cortile interno. L'intervento è stato strutturato per unificare l'intera volumetria, nonostante questa venga tripartita da elementi di arredo, per amplificarne la spazialità. Gli ambienti di servizio, successivamente alla demolizione, sono stati dislocati in uno spazio attiguo.
La pavimentazione è in gres porcellanato di ampio formato colore beige; le pareti, i soffitti, i serramenti e lo zoccolino, invece, sono bianchi. Queste finiture sono disposte in modo da restituire, a chi frequenta il luogo, una sensazione di ampiezza che le dimensioni effettive dello spazio tendono a limitare. Il trattamento minimalista delle pareti viene interrotto solo in presenza dell'intaglio di una porzione di intonaco nella sala riunioni, per evidenziare la struttura in pietra dell'edificio. Due nicchie attrezzate, poste nei restanti ambienti di accoglienza e ufficio, invece, sono state trattate con un rasante lasciato a vista. Queste interruzioni superficiali sono volutamente marcate da strisce luminose a led che ne enfatizzano l'aspetto espressivo.
I divisori in arredo tra le aree funzionali, invece, sono stati trattati differentemente sia per tipologia che per composizione oltre che per i materiali utilizzati. Nonostante queste differenze, il motivo della permeabilità e della confluenza tra gli spazi rimane una volontà progettuale.

La parete divisoria attrezzata in Osb naturale separa la zona accoglienza dall'ufficio. Il materiale conferisce all'ambiente un aspetto contemporaneo e materico in contrapposizione al minimalismo dell'involucro architettonico

Il divisorio tra l'area di accoglienza e l'ufficio è l'elemento architettonico che, per dimensioni, posizionamento e conformazione, segna caratterialmente il progetto e in cui l'OSB trova la sua massima espressione. La struttura è un “totem” che occupa tutta la larghezza e l'altezza dello spazio ed è composta per essere libreria, postazione di lavoro e portale. I pannelli utilizzati hanno forte spessore e profondità per amplificarne la matericità e la volumetria; al tempo stesso, il posizionamento dei ripiani crea ampi vani da cui filtrano sia la luce che l'aria mentre un tamponamento costituisce l'unico “pieno” in corrispondenza del desk.
L'espressività di questo elemento, come per le nicchie, viene amplificata dal posizionamento strategico e funzionale di strisce luminose a led. Lo stesso materiale viene utilizzato per i ripiani inseriti nelle nicchie, per un'ulteriore libreria nell'ufficio e un contenitore posto nella sala riunioni. Il secondo divisorio, in contrapposizione al primo, si trova tra l'ufficio e la sala riunioni; è costituito da un sistema scorrevole di cristalli trasparenti e reintroduce il tema del minimalismo e della leggerezza.
All'interno della sala, il tavolo laccato bianco è disposto in diagonale per allargare otticamente le dimensioni dell'ambiente; le sedute trasparenti conferiscono ulteriore essenzialità al contesto.
L'illuminazione di tutto lo spazio è giostrata dall'immagazzinamento della luce naturale, dalle già citate strisce luminose e da lampade di arredo disposte a terra, sul tavolo e a sospensione.

PROGETTO
Arch. Serena Cafulli
OPERE IN LEGNO
VALTER POGLIANI & C.
FOTOGRAFIE
Arch. Serena Cafulli

Questo progetto è stato pubblicato sul numero 4/2017 di Come Ristrutturare la Casa (leggi qui un estratto). Per conoscerne i dettagli con i costi e vedere le planimetrie, acquista la rivista.

 

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