Le tendenze per la casa del futuro

Qualità e mobilità, attenzione al passato, materiali naturali, riuso, flessibilità e tecnologia: queste le sei tendenze dell’abitare futuro secondo Houzz

I modi del vivere e dall'abitare cambiano costantemente, con il mutare delle abitudini personali e lavorative delle persone. In aggiunta c'è la tecnologia, che introduce novità spesso drastiche nel nostro modo di interpretare la casa. Durante la recente conferenza dal titolo “Come vivremo nella casa del futuro?” organizata presso space&interiors a Milano da Houzz ( la piattaforma internazionale per la ristrutturazione e il design), alcuni architetti hano affrontato questi argomenti presentanto alcuni progetti realizzati, che ripensano l’idea di abitare e la mettono in discussione.Ecco le direttrici che sono emerse da questo incontro.

1. Qualità dello spazio e mobilità

credits immagine: Houzz

Il progetto aVOID di Leonardo di Chiara (Premio Berlino 2017), che tra i partner ha Volkswagen Group, rappresenta bene questo concetto. La popolazione mondiale è in crescita e lo spazio a nostra disposizione rimane invariato. Se guardiamo alle città, l’aumento demografico è ancora maggiore. Soluzioni abitative che mettono al centro la qualità e non la quantità di spazio rappresentano una prospettiva interessante in questo senso.
Il progetto aVoid è emblematico anche sottolineare un'altra tendenza emergente: quella della mobilità. Abitare e mobilità saranno collegati in modo crescente e osserveremo sempre di più il nomadismo urbano e una certa liquidità del vivere. E se l’auto del futuro non fosse più un’auto ma una piccola casa mobile?

2. Assaporare il passato e guardare al futuro

credits immagine: Houzz

Questa è stata la regola base del progetto dell’edificio unifamiliare BL di Burnazzi Feltrin Architetti (finalista al Moira Gemmil Prize for Emerging Architecture 2016). Le tecniche architettoniche dell’antichità, ma anche le soluzioni funzionali per poter essere efficienti nella vita di tutti i giorni, spesso ci vengono suggerite da modelli insospettabili, come la casa/bottega medievale.
Questo è il modello che ha ispirato la casa BL: il papà lavora al piano terra, e quando i genitori cucinano i bimbi possono giocare nel soggiorno al secondo piano; c’è anche una zona relax da cui controllare i diversi livelli della casa e l’ingresso. Ma il più bello è l’ultimo piano, sul tetto, dove si può essere tutt’uno con il paesaggio.

3. Il ritorno alla natura nei materiali

Non si tratta solamente dell'avanzare delle buone pratiche di ecosostenibilità. Il discorso è anche sensoriale. Abbiamo esigenze molto "basiche" di cui a volte ci dimentichiamo, ma che anche i neuro scienziati ci ricordano: toccare un materiale di origine naturale come il legno è rilassante e rassicurante, mentre un materiale di nuova concezione genera allarme. Spazio, quindi, ai materiali che arrivano dalla natura.

4. Conversione e riuso

credits immagine: Houzz

Il progetto Casa #A223 di Giuseppe De Lisi, partner dello Studio DiDeA specializzato nel recupero di edifici esistenti adattandoli alle esigenze del vivere contemporaneo, spiega cosa significhi convertire in modo funzionale un laboratorio artigianale. Si tratta di un ex mattonificio, inserito all’interno di un edificio storico di Palermo: è quindi un esempio di intervento architettonico sull’esistente in linea con l’attuale fenomeno del riuso. La scommessa è sul concetto della prefabbricazione, su sistemi costruttivi flessibili e rigenerabili.

5. Flessibilità e versatilità

L’aggregazione in una società sempre più social e meno sociale probabilmente tenderà a riunire le persone a casa per rapporti sempre più selezionati. Inoltre, i grandi spazi saranno un lusso per pochi e le nuove abitudini lavorative, prime fra tutte il lavoro "nomade" e da casa, impone che la flessibilità nella progettazione diventi un cardine. Si imporranto spazi ibridi e multifunzionali, in cui la temporaneità e la flessibilità funzionale degli ambienti e degli arredi garantiranno la coabitazione nel tempo.

6. Tech&eco

credits immagine: Houzz

Le case saranno più tecnologiche, autosufficienti, più sostenibili, sull'esempio del progetto Alpine Chalet Casa Binder in Austria di Paolo Volpato, chief architect presso Matteo Thun and Partners. Nel progetto la tecnologia viene sfruttata in modo da rendere l’edificio il più ecologico possibile: risparmio energetico, efficienza termica, rispetto per l’ambiente.
L’attenzione al contesto nel quale si costruisce, alla sua storia, alle sue caratteristiche (genius loci) diventa cruciale e si traduce nel rispetto del principio dei tre zeri: zero chilometri (vicinanza dei materiali da costruzione e competenze locali), zero CO2 (gestione dell’energia e minori emissioni), zero rifiuti (gestione del ciclo di vita dell’edificio, come costruirlo e come rimuoverlo).

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