A SAIE Bari, i temi dell’evento Edificio Salubre

SAIE BARI
L'evento Edificio Salubre conferma l'impegno nella divulgazione dei rischi dell’inquinamento indoor, tema che verrà approfondito durante SAIE Bari 2019

Progettare, costruire e vivere in un ambiente sano: di questo si è discusso lo scorso 19 settembre al convegno “Edificio Salubre”, organizzato dalle testate della divisione Edilizia&Architettura e Impianti: Come Ristrutturare la Casa, Imprese Edili, Il Giornale del Termoidraulico, e SAIE Bari, nella sede del Gruppo Tecniche Nuove a Milano.

L’”Edificio Salubre” proseguirà quindi con un progetto dedicato proprio a questo tema durante le giornate di SAIE Bari, dal 24 al 26 ottobre, durante le quali verranno raccontati i trend in atto, verranno approfondite tecnologie, soluzioni e sistemi evoluti in grado di migliorare le prestazioni degli edifici e aumentare il comfort di chi lo vive. Ma lo scopo è soprattutto quello di “creare maggiore consapevolezza nell'utente finale rispetto a un tema importante e complesso come quello del benessere abitativo, grazie al contributo di tutti gli attori del processo, che va dalla progettazione alla costruzione fino alla gestione dell'edificio”, così come hanno avuto modo di sottolineare i tre direttori delle testate promotrici, Daniela Dirceo, Livia Randaccio e Marco Cardinetti.

E sono proprio l'esigenza di conoscenza, insieme alla necessità di un approccio multidisciplinare all'argomento, i temi emersi come dominanti dall'incontro.

La salubrità, un concetto tutto da scoprire

Per gli italiani, infatti, la casa è importante (lo pensa il 90%), tanto più in un momento come quello attuale in cui si passa sempre più tempo tra le mura domestiche, anche per lavorare (questo succede in 4 case su 10). Eppure ben il 48% è insoddisfatto della propria abitazione, per aspetti strutturali o ambientali (classe energetica, isolamento termico e acustico, qualità dei materiali, luminosità). “Il 41% degli italiani – ha commentato Paola Caniglia, Retail Director di Doxa – si dichiara più attento agli aspetti della casa legati alla salubrità rispetto a 5 anni fa e il 36% si dice molto preoccupato a riguardo, per motivi che vanno dallo stato degli impianti alla qualità dell'aria e alla mancanza di ventilazione, fino ad arrivare agli impianti di riscaldamento e condizionamento e alla qualità dell'acqua. Per coinvolgere e aumentare la consapevolezza, è bene però, più che attivare paure, spostare l'attenzione sul versante dei desideri”. Quindi non tanto sul “non voglio ammalarmi” (sebbene molte delle patologie di cui soffriamo, dal mal di testa fino a malattie gravi come tumori o affezioni cardiovascolari siano proprio di origine ambientale, come sottolineato da Fabrizio Pregliasco, specialista in virologia e direttore sanitario all'IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi) ma sul “voglio un clima di benessere fisico e psicologico a casa mia”.

I numeri dell’inquinamento domestico

Agenzie governative e istituti di ricerca concordano: l’85% dell’inquinamento dell’aria nel nostro pianeta è all’interno di abitazioni, scuole e uffici cioè dentro i cosiddetti ambienti confinati. Come può succedere? Le fonti di inquinamento domestico sono molteplici: basti pensare ai prodotti chimici da materiali da costruzione e arredamento, oppure quelli utilizzati per le pulizie o di pitture e solventi, o ancora muffe, batteri, acari, funo di sigaretta, senza dimenticare il monossido di carbonio o i gas di combustione fossile da camini e stufe. Siamo praticamente circondati ma, come ha spiegato l'ingegner Elena Formenti, è possibile rimediare. Per iniziare può bastare anche una pianta in casa, che sia tra quelle certificate come antismog: è tra i metodi passivi e naturali per combattere l'inquinamento indoor, insieme a una progettazione fatta seguendo i criteri della bioclimatica (ovvero l’architettura che mira a controllare il microclima domestico, ad esempio con accorgimenti per la localizzazione e l’orientamento dell’immobile) e all'utilizzo di filtri naturali. Tra i metodi attivi, invece, un sistema di ventilazione e di ricambio e pulizia di aria progettato correttamente, o ancora la VMC (ventilazione meccanica controllata) o l’aspirazione centralizzata. Si possono anche utilizzare purificatori d’aria (ne esistono sul mercato modelli dai 70 ai 400 euro) o deumidificatori.

La salubrità nel processo costruttivo

Nel corso del dibattito è stato ricordato che l’Oms definisce “sana” un’abitazione se è in grado di promuovere il benessere fisico, sociale e mentale (psichico) dei suoi occupanti attraverso una progettazione, costruzione, manutenzione e collocazione territoriale in grado di supportare un ambiente sostenibile e una comunità coesa. Gaetano Settimo, dirigente esperto della qualità dell’aria autdoor-indoor dell’Istituto Superiore della Sanità, ha affermato che “tra le politiche generali occorre inserire la diffusione alla popolazione delle informazioni relative alla qualità dell’aria indoor e ai rischi correlati insieme alle modalità per prevenirli. Accanto alla definizione di linee guida per la qualità dell’aria indoor e di standard di ventilazione, occorre promuovere l’impiego di prodotti ecologici e di edilizia sostenibile (reach, ecolabel, regolamento 305 sui prodotti da costruzioni) sviluppo di politiche urbane e risparmio energetico compatibili con la salubrità indoor”.

Ed è con questo scopo che i lavori sono proseguiti lasciando ampio spazio anche al processo costruttivo, grazie anche ad alcune interessanti case history. Come quella portata da Regina De Albertis (Impresa Borio Mangiarotti) e Paolo Cresci (Arup Italia) che hanno illustrato il processo di progettazione integrata della riqualificazione urbana di SeiMilano che si propone come un intervento innovativo che riduce l’impatto sulla natura e diventa promotore di un miglioramento delle condizioni dell’ambiente naturale e costruito nel quale si colloca. Un risultato possibile considerando tutti gli elementi in gioco: energia, acqua, materiali, mobilità, beni e servizi. L’ambizioso obiettivo, che vuole diventare una best practice di rilievo internazionale, è quello di garantire la qualità della vita ai futuri abitanti e fruitori di SeiMilano facendo diventare veri e propri valori la Sostenibilità Ambientale, la Qualità della Vita, l’Innovazione Utile e l’Economia Circolare. In questo modo Sei Milano si propone un nuovo modello di sviluppo urbano sostenibile proiettato verso il futuro. “Il miglioramento delle condizioni abitative può salvare vite umane – ha affermato quindi Paola Allegri, Presidente dell’Associazione Donne Geometra - prevenire malattie, migliorare la qualità della vita, ridurre la povertà e aiutare a mitigare i cambiamenti climatici. L’impegno degli addetti ai lavori della filiera edilizia è quello di promuovere un alloggio sano per un futuro sostenibile ed equo. Da numerose indagini in edifici in cui erano stati segnalati problemi di salute o di comfort, il problema (in quasi la metà dei casi) era costituito da una ventilazione inadeguata e materiali nocivi. Altri studi condotti sugli uffici hanno accertato disturbi fino al 50% dei casi che hanno inciso sulla produttività. Alcuni studi italiani hanno focalizzato l’attenzione sui costi economici delle malattie legate agli edifici malati confermandone l’elevato impatto sociale, una riduzione del Valore degli immobili e le responsabilità civili e penali degli addetti ai lavori”. Per questo motivo è nata in seno al Consiglio Nazionale Geometri  l’esperto dell’Edificio Salubre, una nuova competenza professionale in risposta alle direttive Ue che, nell’ambito della strategia 2020-2030, impongono una riconversione in chiave “verde” alle professioni tecniche per riqualificare il patrimonio edilizio esistente, eliminando i materiali nocivi le criticità costruttive che espongono l'uomo a gravi patologie anche mortali.

Una squadra a servizio del benessere (e del portafoglio)

Serve quindi maggiore consapevolezza, dei professionisti ma soprattutto dell’utente finale e un approccio multidisciplinare e olistico: questa la suggestione finale emersa dall’ultimo panel del convegno. Si è parlato nel dettaglio di inquinamento acustico con l'ingegner Ezio Rendina, di necessità di equilibrio tra luce naturale e artificiale con l'architetto Roberto Francieri, di salubrità dell’acqua e dell’aria (e delle necessarie manutenzioni) con l'ingegner Marco Viel, di falsi miti sul sistema a cappotto (e della sua utilità come risanatore dal punto di vista termoigrometrico) con l'ingegner Federico Tedeschi del Consorzio Cortexa, fino a esplorare il tema dei materiali sostenibili, arredi green e ciclo di vita dei prodotti con l'architetto Giorgio Caporaso. Solo con questo approccio integrato sarà possibile creare un ambiente sano e confortevole. E anche di valore, come sottolineato da Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari. “Il trend dell'edilizia sostenibile – ha osservato – è in essere da una quindicina d'anni. Si è tanto parlato di sostenibilità in questi anni, molto meno di salubrità, anche perché se in ambito pubblico è più facile avere dati, in quello residenziale pur essendoci benchmark di riferimento, le buone pratiche sono affidate alla volontà del singolo”. Certo è che a fronte di costi più alti, anche i valori dell'edilizia “green” lievitano: tra il 2 e il 10% quelli delle abitazioni e tra il 5 e il 12% quelli degli uffici, con tempi di vendita che nel primo caso si riducono da 8 a 4 mesi e nel secondo addirittura da 12 a 3 mesi. Senza dimenticare, infine, le numerose possibilità, a livello di detrazioni fiscali e di cessione del credito, evidenziate da Diego Marcucci, presidente del Consorzio Cortexa.

Per visionare le immagini dell'evento, cliccare qui

 

 

 

 

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