La sicurezza è smart: ecco come orientarsi

Prodotti per ogni esigenza a costi ormai alla portata di tutti. Consulenza qualificata e manutenzione costante sono i segreti per non sbagliare

Non sempre le percezioni vanno a braccetto con i dati, e per la sicurezza non è mai stato così, perlomeno nel nostro Paese e di certo negli ultimi anni: la conseguenza è un'offerta sempre più ampia e variegata di soluzioni per contrastare la criminalità (dalle inferriate ai serramenti allarmati, passando per porte e portoncini blindati, fino a raggiungere le telecamere e le applicazioni sempre più focalizzate della domotica) con un mercato di riferimento in costante crescita. Stenta ancora a decollare invece il business legato alla sicurezza domestica (fughe di gas, incendi o allagamenti), non ancora percepita evidentemente dagli italiani come un rischio urgente da contrastare.

Richieste vaghe, tutte da indirizzare

Oltre 19 milioni di italiani (il 31,9% del totale delle famiglie) percepiscono il rischio di criminalità nella zona in cui vivono, e non a caso la criminalità continua a essere ritenuta un problema grave per il 21,5% degli italiani, al quarto posto dopo la mancanza di lavoro, l’evasione fiscale e l’eccessivo prelievo fiscale: è il Censis a rilevarlo, nel “1° Rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia” dello scorso giugno. Questo allarme non è poi sostenuto da dati reali, visto che (e questa volta i dati sono del Viminale) dall'1 agosto 2017 al 31 luglio 2018 i delitti consumati sono stati 2.240.210, il 9,5% in meno rispetto ai dodici mesi precedenti e nello stesso arco temporale sono diminuiti gli omicidi (da 371 a 319, -16,3%), le rapine (da 31.904 a 28.390, -12,3%) e i furti (da 1.302.636 a 1.189.499, -9,5%). “In tutti questi anni – osserva Gianni Andrei, ingegnere esperto in sicurezza integrata e Presidente Onorario A.I.PRO.S. (Ass. Ita. Professionisti della Sicurezza) – il concetto di sicurezza è molto mutato, legandosi a doppio filo alle emergenze del momento, ai fatti di cronaca da prima pagina più che alla situazione reale. Le richieste degli utenti sono proprio per questo motivo molto vaghe, la necessità espressa è quella di difendersi, senza sapere molto bene da chi e come”.

Ed è proprio in questo terreno scivoloso che si possono annidare i rischi, se non si sa cosa chiedere e come procedere. Il mercato, in effetti, ormai mette a disposizione un sistema di soluzioni tecnologiche per tutte le tasche e tale da soddisfare davvero ogni possibile esigenza.

Scelta dei dispositivi, istruzioni per l'uso

Qual è quindi l'approccio più sensato da adottare per non farsi imbrogliare e per essere, alla fine, davvero protetti dai dispositivi che si decide di installare? “Bisogna innanzitutto identificare che cosa si deve difendere – puntualizza Andrei -, perché ben diverso è muoversi per difendere da intrusioni l'incolumità personale e i beni piuttosto che proteggersi da rischi ambientali o problemi strutturali”. Parlando di intrusioni, sarà fondamentale capire le problematiche generali della zona (ad esempio, variabili che possono fare la differenza nella proposta saranno il fatto di essere in un'area degradata o meno, di avere l'abitazione su strada e zona di passaggio oppure isolata, essere in una villetta singola o in un condominio e via dicendo) “e non sempre un utente riesce a compiere le valutazioni adeguate. Meglio quindi – prosegue Andrei – far fare un sopralluogo a un professionista che sia in grado di comprendere la reale situazione di partenza”. Secondo punto, optare sempre per un tipo di intervento che prediliga la qualità piuttosto che la mera valutazione del costo “anche perché ormai oggi vengono proposti prodotti che con una spesa percentualmente di poco maggiore garantiscono prestazioni molto più efficaci”. Terzo, assicurarsi che le difese siano integrate “ovvero che siano adeguate all'esame di tutti i rischi e tutte le soluzioni. Per essere più chiari – continua l'esperto – non ha molto senso installare una telecamera o un allarme senza prevedere la possibilità che ci possa essere un intervento attivo, e lo stesso discorso vale per le difese strutturali passive che dovrebbero poter interagire con strumenti di difesa attiva”.

Mai più senza... manutenzione

L'installazione fatta a regola d'arte è sicuramente fondamentale, perché gli impianti devono essere posizionati e messi nella maniera più indicata, facendo sempre attenzione a creare una ridondanza nelle segnalazioni, ma altrettanto importante è poi la manutenzione. “Diffidate da chi vi assicura che l'impianto una volta installato sarà a posto a vita – conclude Gianni Andrei -, è bene farlo controllare periodicamente. Cercate quindi installatori con un buon curriculum, che siano in grado di comprendere le reali esigenze del cliente e che abbiano un approccio giusto e una spiccata deontologia professionale”.

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