La mansarda che ruota attorno al bagno

Un progetto di architettura sartoriale per una mansarda, che ha disposto tutti gli ambienti intorno a un baricentro lasciando libera la visione complessiva

L’intervento

Ricavato in una ex mansarda completamente in disuso, svuotato dei setti murari di contenimento del tetto e della fila di pilastri, ma non del suo stile tipico che riaffiora con forza nel nuovo progetto, l'appartamento di 140 mq è collocato all’ultimo piano di un vecchio cascinale nel territorio bresciano. Un interno disegnato su misura per un unico committente, in cui l’articolazione degli spazi è generata dalla scansione originaria delle finestre, distribuite sui quattro lati dell’abitazione affacciata sul paesaggio. La pianta libera è il risultato di un attento lavoro di progettazione, che ha disposto tutti gli ambienti - dal living alla zona notte - intorno al fulcro centrale, costituito dal bagno padronale, posto in asse con la camera da letto, da cui attinge la luce necessaria.

Un interno caldo e confortevole, dai toni chiari, scelti per esaltare la luce che qui fa da padrona, dove le sfumature miele del parquet di rovere si accostano alle travi sbiancate del tetto a falde, che riprendono il colore delle pareti. Al centro della casa, il grande bagno padronale inserito in un volume che funge da baricentro della composizione. L’intento del progettista è creare un filtro che divida, seppur parzialmente, la zona giorno dall’area notte, lasciando liberi i passaggi laterali, senza compromettere con rigidi ostacoli la visione complessiva dei vari ambienti. Il risultato finale è un ampio open space, come richiesto dalla proprietaria, nel quale ogni aspetto – dagli arredi, eseguiti rigorosamente su misura, ai raffinati oggetti di design – contribuisce a rendere lo spazio fluido e personalizzabile, adatto alle diverse esigenze dell’abitare quotidiano.

Sono questi i caratteri essenziali che emergono dall’intervento di ristrutturazione: un’unità abitativa a pianta quadrata di 140 mq, collocata all’ultimo piano di un antico cascinale nella campagna bresciana. Nella trasformazione della vecchia mansarda, di cui nulla è stato recuperato, se non la volontà di reinterpretare in chiave contemporanea il caratteristico aspetto rurale dell’edificio, gli architetti Carlo ed Ezio Zupelli rimuovono i setti murari di contenimento del livello di copertura. Abbattono la fila dei pilastri, ad eccezione di due che sono stati inglobati nel bagno principale, e rinforzano le mura perimetrali. Nello stesso tempo, spostano lateralmente la scala, in passato sistemata di fronte all’attuale living, e ricavano accanto, sullo stesso lato, il vano ascensore a uso esclusivo dell’appartamento.

Nel bagno padronale, la parete dove sono collocati i sanitari, a differenza delle altre, è tutta rivestita in resina,effetto cemento, trattata con cera per rendere la superficie impermeabile. Il rivestimento in resina lo si ritrova nel piatto doccia, anch’esso fatto su misura, come le ante in cristallo della cabina.

Fattore decisivo per la suddivisione dell’ambiente interno è l’originaria superficie finestrata, distribuita sui quattro lati, che ha permesso di liberare quasi del tutto il perimetro dell’abitazione, favorendo la visuale a 360 gradi sul paesaggio circostante, e di organizzare tutti gli spazi attorno a un nucleo centrale: il bagno. Questo, dotato di un doppio accesso, si sviluppa a est della casa, come l’intera zona notte, e precede la camera da letto, stabilendo con essa un perfetto asse visivo e ricevendo l’illuminazione naturale. La luce, infatti, entra nella stanza padronale attraverso la finestra a tutt’altezza, posta di fronte al letto matrimoniale e penetra nell’ambiente bagno, tramite il vano doccia in cristallo, la cui parete di fondo affaccia sulla spalliera del letto. Sul lato opposto, i progettisti hanno posizionato il lavabo in ceramica, poggiato sul mobile appositamente progettato. Tra il lavandino e lo specchio si apre una nicchia portaoggetti tutta rivestita in resina, effetto cemento, trattata con cera per renderla opaca e impermeabile. La cabina armadio - delimitata da armadiature di fattura artigianale, realizzate con interni in laminato nelle nuance rovere miele e ante esterne in mdf laccato di colore bianco - completa l’ambiente notte. All’occorrenza, la stanza guardaroba può trasformarsi in una comoda camera degli ospiti grazie al letto estraibile. Eseguite su disegno dello studio ZDA sono pure le porte a raso muro, sia quelle a battente sia a soffietto, che si mimetizzano, in tutto il living, con le superfici verticali, creando lo sfondo ideale per interni flessibili. Nell’insieme, infatti, il progetto si configura come un esempio di architettura “sartoriale”, ideato per un unico committente, le cui necessità, variabili nel corso del tempo, si riflettono nella composizione dello spazio abitabile.

PROGETTO
Zda - Zupelli design architettura
FOTOGRAFIE
Elio Zupelli, Matteo Sturla

Questo progetto è stato pubblicato sul numero 2/2018 di Come Ristrutturare la Casa (leggi qui un estratto). Per conoscerne i dettagli con i costi e vedere le planimetrie, acquista la rivista.

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