Inquinamento domestico, questo sconosciuto

L’87% dei connazionali ammette di saperne poco o nulla. Tra le minacce più temute, sostanze nocive nell’aria (57%) e nell’acqua (56%), anche se il 57% la beve abitualmente.

Generalmente non ci si pensa, eppure anche l'inquinamento domestico, otre a quello esterno, minaccia la nostra salute. L’Istituto Superiore di Sanità stima che il 17% delle abitazioni italiane sia a rischio radon (un gas che arriva dal sottosuolo che può accumularsi in scantinati e sottoscala), una sostanza estremamente nociva per l’apparato respiratorio. Per non parlare poi di monossido di carbonio, polveri sottili, formaldeide o anche acari, tutte sostanze spesso presenti nelle nostre abitazioni, ma che purtroppo non lasciano tracce tangibili.

Nonostante le fonti di rischio siano numerose, però, gli italiani sembrano pensarci poco o per nulla. Come emerge dall’ultima ricerca effettuata dall’Osservatorio di Sara Assicurazioni, il 52% degli italiani ammette infatti di averne una conoscenza limitata e addirittura più di uno su tre (35%) ne ignora del tutto l’esistenza. Sommando le due risposte si ottiene un 87% di persone non informate. Tra le minacce domestiche più temute dagli italiani, ai primi posti ci sono la presenza di sostanze nocive nell’aria (57%), l’inquinamento e le alterazioni dell’acqua (56%) e le fughe di gas (55%). Preoccupano anche i campi elettromagnetici, generati ad esempio dai dispositivi wi-fi o telefoni cellulari (41%), mentre solo il 24% si dice spaventato dagli allergeni, come i comuni acari della polvere.

Secondo gli intervistati, l'inquinamento domestico si può combattere in modo efficace con un approccio “fai da te”, areando spesso gli ambienti di casa (60%) e curandone l’igiene e la pulizia (58%). Per contrastare poi le radiazioni derivanti dalle nuove tecnologie, il 47% pensa sia opportuno spegnere tutti i dispositivi elettronici durante le ore notturne o quando non sono utilizzati.
Meno numerosi, invece, gli italiani che, oltre alle buone abitudini quotidiane, pensano di intervenire installando e cambiando regolarmente i filtri per l’aria (25%), o acquistando un depuratore dell’acqua (24%).
L’acqua potabile, in particolare, divide gli italiani. Se il 57% dichiara di bere abitualmente quella del rubinetto, il 43% preferisce quella in bottiglia, e uno dei motivi scatenanti è proprio la poca fiducia nella sua qualità e salubrità.
Quasi l’80% degli italiani concorda sul fatto che serva maggior informazione su queste tematiche. Interessante il fatto che il 30% si affiderebbe volentieri a dispositivi tecnologici in grado di fare un check-up della propria casa, mentre il 9% richiederebbe l’intervento di professionisti a domicilio per rilevazioni e mappature.

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