Ecco le 10 finaliste del Klimahouse Startup Award

Dalle finestre fotovoltaiche alle mattonelle ricavate dai funghi. Le idee delle startup più innovative per l’edilizia green e smart saranno in gara a Klimahouse, dal 24 al 27 gennaio a Bolzano

Dai concentratori solari luminescenti che trasformano comuni finestre in pannelli solari, al sistema robotizzato che velocizza il montaggio di ponteggi nei cantieri, fino alle mattonelle fatte di funghi. Questi alcuni dei prodotti che parteciperanno alla finale del Klimahouse Startup Award 2018, la startup competition lanciata da Klimahouse, il giorno 26 gennaio presso i Klimahouse Innovation Days (programma di quattro giornate dedicato al matchmaking tra startup, imprese e partner strategici). In gara ci saranno 10 startup provenienti da Italia, Germania e Austria che si sfideranno sul tema «costruire secondo natura, vivere secondo natura». Oltre a godere di un montepremi di 20.000 euro, le giovani realtà avranno la possibilità di "fare colpo" con i loro prototti sui sei incubatori europei presenti nella giuria accanto ad esperti internazionali dell’innovazione, del design e dell’efficientamento energetico. Il primo premio consiste tra l'altro nell’inserimento della startup nel network di Klimahouse attraverso la partecipazione a Klimahouse 2019 e nella partecipazione espositiva alla tappa Klimahouse Toscana (Firenze, 13 – 15 aprile 2018).

Il programma completo dei 4 giorni di Klimahouse è disponibile questo link.

Sono ben 29 le startup europee che hanno inviato la propria proposta per concorrere al Klimahouse Startup Award 2018. Queste le 10 finaliste: E2T (Graz, Austria), Glass to Power (Milano), Innovacrete (Ancona), Kewazo (Monaco di Baviera, Germania), Mind (Modena), Mogu (Varese), Nathal Energy (Villach, Austria), Powahome (Roma), Ribes Tech (Milano), Ricehouse (Biella).

«Il programma dei Klimahouse Innovation Days prevede due appuntamenti al giorno, aperti al pubblico - spiega Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano - che uniranno i pitch delle startup a talk di approfondimento sull’ecosistema dell’innovazione con esperti, investitori e imprenditori che hanno saputo creare startup e trasformarle in aziende consolidate».

«Siamo riusciti ad assicurarci la collaborazione di realtà di eccellenza tra cui SpinLab, business accelerator associato alla rinomata Leipzig Graduate School of Management, tre incubatori di Monaco di Baviera, Startup Europe Partnership, l’incubatore sloveno ABC e il Politecnico di Milano - spiega il direttore scientifico della manifestazione, Luca Barbieri -.
È la loro presenza in giuria che sugella il salto a livello europeo del Klimahouse Startup Award. Inoltre, sarà proprio questo team di esperti internazionali di primo livello ad arricchire il programma dei Klimahouse Innovation Days».

Le 10 finaliste Klimahouse Startup Award

E2T: uno spin-off dell’Università tecnica di Graz che ha sviluppato un sistema innovativo di
stoccaggio di energia solare di misure contenute e a portata di balcone. Questo piccolo impianto fotovoltaico —composto da 4 piccoli pannelli solari— è in grado di misurare i consumi energetici dell’abitazione e immette nella rete esattamente quanto consumato in un determinato momento.
Glass to Power: uno spin-off dell’Università degli Studi di Milano Bicocca che sviluppa finestre fotovoltaiche. Un prodotto altamente innovativo – brevettato e pluripremiato — basato sulla tecnologia dei Concentratori Solari Luminescenti (LSC), cioè lastre di plastica nelle quali sono incorporate speciali nanoparticelle che catturano e concentrano la luce solare.
Innovacrete: uno spin-off dell'Università Politecnica delle Marche, specializzato nello sviluppo e la produzione di materiali avanzati a base cementizia dalle altissime prestazioni ed eco-friendly. La mission della startup è quella di introdurre prodotti con formulazioni avanzate: matrice cementizia estremamente compatta, miglior rapporto resistenza/peso; impiego di sottoprodotti industriali valorizzati.
Kewazo: la startup fondata nel 2016 a Monaco di Baviera ha inventato un sistema robotizzato per il montaggio di ponteggi nei cantieri edili, che fa sì che durante l’assemblaggio tutti i componenti arrivino nel posto giusto al momento giusto, permettendo notevoli risparmi a livello di costi (del 30%) e tempo.
Mind: una startup di Modena che ha dato vita a un sistema di domotica intelligente che si caratterizza per il design made in Italy. La rete di sensori di Mind apprende gusti e abitudini di ogni abitante della casa per rendere l'ambiente sensibile allo stile di vita di ognuno, attivando, regolando, controllando la tecnologia e gli impianti della casa.
Mogu: una startup di Varese che ha sviluppato delle mattonelle a base di funghi, un materiale di costruzione al 100% compostabile e utilizzabile nell’edilizia in forma di pavimenti resilienti o per l’isolamento termico e acustico delle abitazioni. Questo materiale innovativo è composto da micelio e da scarti della filiera agroindustriale.
Nathal Energy: una startup di Villach, Austria, che ha creato una tecnologia brevettata per realizzare dei contenitori di alimentazione in grado di fornire — a base rigenerativa — elettricità, acqua, calore e climatizzazione. Questi contenitori rispondono a standard tecnici internazionali e possono essere trasportati in aree remote via strada o elicottero.
Powahome: una startup di Roma, creatrice di un sistema di domotica che può essere facilmente inserito all’interno degli interruttori e delle prese di casa. Permette di controllare da remoto tutte le funzionalità tramite il proprio smartphone o tablet. L’installazione del sistema impiega solo 2 ore e non richiede alcuna modificaa all’impianto elettrico.
Ribes Tech: la startup di Milano ha sviluppato un processo innovativo per la produzione di pannelli fotovoltaici flessibili. Tali pannelli sono stampati in grandi volumi su fogli di plastica a basso costo in ogni forma o colore e sono, inoltre, riciclabili ed estremamente leggeri (poche centinaia di grammi per metro quadro).
Ricehouse: una giovane azienda di Biella che si pone l’obiettivo di sviluppare, produrre e sostenere sostenere l'utilizzo della paglia e della lolla di riso come materiale da costruzione, al fine di attivare un processo virtuoso dal punto di vista sociale, economico e ambientale. Questi materiali biocompositi sono caratterizzati dall’elevata efficienza energetica e acustica.

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