Da ex-scuola a casa-studio: operazione trasformismo

Spazi anomali per essere trasformati in un’abitazione danno luogo a un appartamento singolare: doppie altezze sfruttate secondo le necessità per i diversi ambienti creano soppalchi, una zona giorno luminosa e una zona ospiti ricavata in un secondo livello

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L’intervento
Il progetto nasce da una grande sfida: trasformare un vecchio appartamento adibito per oltre un secolo a scuola elementare nella casa-studio di un architetto.
Il susseguirsi delle aule, stanzoni con ancora appesi alle pareti i disegni dei bambini, e i bagnetti in batteria, si tramutano in un open space in cui convivono memorie del passato e soluzioni tecnologiche.

L’appartamento, ex-scuola, si trova o in un palazzo del Settecento nel cuore del Rione Sanità a Napoli. Quando l’architetto vi entrò per la prima volta, la casa era in stato di abbandono. Era stata la scuola elementare del quartiere dalla fine dell’Ottocento agli anni Ottanta; poi era stata abbandonata per oltre un decennio. I vetri erano rotti, gli uccelli avevano fatto il nido in quelle che un tempo erano le aule dei bambini.
Ma due furono gli elementi a colpire l’attenzione del progettista: i soffitti alti, che davano una luce immensa agli spazi, l’esposizione su tutti e quattro i lati e il fatto che avesse due terrazzi, uno a est e uno ad ovest.
Il progetto, non modificando la struttura portante dell’edificio (che sarebbe stato molto complicato calcolare anche rispetto ai piani superiori dell’edificio), prevede la demolizione di tutti i tramezzi non portanti e la creazione di un giardino d’inverno, fra quella che diventerà l’ampia cucina e uno dei due terrazzi esistenti.

L’appartamento adesso conta circa 300 metri quadri fra primo e secondo livello suddivisi dando estrema importanza alla zona giorno: uno studio, un salone e una biblioteca attraversati da soppalchi e passerelle, una grande cucina abitabile, due camere da letto e tre bagni.

Volumi essenziali e linee pure contraddistinguono l’insieme dell’intervento che sfrutta le doppie altezze negli ambienti della zona giorno per un soppalco di acciaio e vetro che distribuisce un’immensa libreria. Librerie sopraelevate raggiungibili con passerelle dalla struttura di acciaio e i pavimenti in vetro o in legno che collegano tutti gli ambienti della zona giorno suddividono l’altezza significativa di quasi 6 metri di tutti gli ambienti.

La camera da letto dei proprietari è l’unica stanza della casa, oltre ai bagni, ad avere la porta. Nella ristrutturazione il progettista ha deciso di lasciare le stanze libere di comunicare tra loro, mettendo all’occorrenza tende, ma lasciando a vista la profondità degli spazi. Due colori guidano il percorso, dall’ingresso allo studio alla biblioteca: l’arancio e il blu, in tante loro sfumature.

Al piano superiore, dalla metratura di molto inferiore a quello inferiore, si trova una piccola zona dedicata agli ospiti: una camera matrimoniale e un comodo bagno.

Piccoli interventi, infine, hanno riguardato oggetti che il progettista ha recuperato da altri cantieri: è il caso delle mensole di balcone settecentesche in piperno che diventano strutture per i lavandini o della ringhiera di una scala ottocentesca che si trasforma in struttura per il tavolo della cucina.

Le piante del progetto

Scheda Progetto
Progettista
Architetto Diego Nuzzo
Fotografie
Cristina Cusani

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