Come scegliere la caldaia

caldaia Vitodens di Viessmann

Tutto quello che è necessario sapere per sostituire la caldaia, dagli aspetti tecnici a quelli ambientali, agli incentivi fiscali

La sostituzione di una caldaia non dovrebbe essere legata solo al malfunzionamento del sistema o alla sua "anzianità di servizio"; è infatti consigliabile cambiarla anche per i seguenti motivi:
- i nuovi apparecchi sono più efficienti, quindi consentono di risparmiare energia e ammortizzare la spesa per la sostituzione in qualche anno
- bruciano meglio il combustibile e inquinano meno
- una caldaia vecchia ha costi di manutenzione e di riparazione elevati
- la sostituzione con un nuovo modello ad alta efficienza contribuisce alla rivalutazione dell’abitazione, che può ottenere anche una classe energetica migliore.

Quali sono i criteri che bisogna considerare per la scelta del nuovo sistema?

Per poter effettuare una valutazione idonea è necessario tener conto di diversi fattori tra cui l'alimentazione, ossia il tipo di combustibile utilizzato (metano, pellet ecc.), il funzionamento e il tipo di installazione (murale o a basamento). Come per gli impianti di climatizzazione, il volume dell'ambiente da riscaldare costituisce un parametro fondamentale per evitare l'installazione di apparecchi sovra o sotto dimensionati. Bisogna inoltre decidere se la caldaia verrà utilizzata solo per alimentare l'impianto di riscaldamento o anche per produrre acqua calda per uso sanitario. In ultimo, ma non per importanza, c’è l'efficienza energetica che viene misurata attraverso il rendimento, ossia la percentuale di energia derivante dalla combustione trasferita all'acqua o all'aria che fungono da vettori per l'impianto termico. Più alto è il rendimento, maggiore sarà l'efficienza energetica e, quindi, la riduzione dei consumi e dei costi in bolletta.

Solo caldaie a condensazione

Dal 2015 la direttiva europea Ecodesign ha introdotto l’obbligo di avere sul mercato soltanto caldaie a condensazione così da ottenere un rendimento termodinamico superiore al 90%, con una conseguente riduzione delle emissioni di NOx e CO2. Caratteristica di questi modelli è quella di recuperare gran parte del calore contenuto nei fumi di combustione che, nelle caldaie tradizionali, vengono invece dispersi attraverso il condotto di evacuazione dei fumi. In pratica, i gas di combustione, al posto di essere espulsi a una temperatura superiore ai 100 °C, vengono fatti condensare sullo scambiatore, recuperando così il calore contenuto nel vapore acqueo presente nei fumi. In tal modo i fumi prodotti durante il processo di combustione vengono immessi nell’atmosfera a una temperatura di gran lunga inferiore (40°C).

Tutto quello che dovete sapere in 8 mosse

1. Dove acquisto e chi installa una caldaia?

Per comprare una caldaia ci si rivolge a un idraulico abilitato o in alternativa ci si reca nel negozio di un rivenditore autorizzato, che solitamente poi invia un proprio tecnico di fiducia. L’idraulico deve essere un termotecnico abilitato all’installazione di impianti termosanitari. Prima dell’inizio dei lavori eseguirà un sopralluogo e, al termine dell’installazione, effettuerà una prova di funzionamento rilasciando la dichiarazione di conformità dell’impianto. Compilerà inoltre il libretto matricolare e allegherà il risultato della prova di combustione.

2. Che cos’è la dichiarazione di conformità?

La dichiarazione di conformità (nota come DICO) è un documento con cui si dichiara che un bene, in questo caso l’impianto, rispetta gli standard imposti dalle norme tecniche e dalla legge DM 37/08 e in cui si certifica l’assunzione di responsabilità da parte della ditta installatrice dell’esecuzione a regola d’arte, garantendone la sicurezza.

3. Che cos’è e a cosa serve la prova dei fumi?

La prova dei fumi di combustione serve a determinare il corretto funzionamento dell’impianto di riscaldamento ai fini della sicurezza, dell’inquinamento atmosferico e del risparmio energetico. La prova fumi è obbligatoria e va fatta periodicamente seguendo le disposizioni regionali.

4. Quali sono gli incentivi per la sostituzione della caldaia?

Gli incentivi statali sono delle agevolazioni fiscali che si possono richiedere nel caso in cui si sostituisca la vecchia caldaia o la si ripari con innovazioni. La normativa di riferimento è contenuta nella legge n.90/2013 del 3 agosto 2013 e nelle sue successive modificazioni, in ultimo dalla Legge n.232/2016 (Legge di Bilancio 2017), che ha deciso la proroga delle agevolazioni fino al 31 dicembre 2017.
Due le detrazioni possibili, non cumulabili tra loro:
• detrazione fiscale del 50% (in caso di interventi di ristrutturazione e recupero del patrimonio edilizio)
• detrazione fiscale del 65% (in caso di interventi di riqualificazione energetica). L'attuale bozza di Legge di Bilancio prevede che la percentuale di spesa detraibile scenda per il 2018 al 50%.

5. Come viene ripartita la detrazione fiscale?

La detrazione fiscale viene goduta nell’arco di 10 anni. In pratica viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

6. Quali sono i documenti necessari per avviare una pratica di finanziamento?

Documento d’identità e ultima busta paga. Nel caso di pensionati, con il limite di età massimo di 75 anni, bisogna presentare anche il cedolino della pensione.

7. Come deve essere pagata la caldaia per usufruire delle detrazioni?

Per ottenere le Detrazioni Fiscali 2017, l’acquisto va effettuato tramite bonifico bancario o postale, indicando nella causale: il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva del rivenditore e il numero di fattura.

8. Ogni quanto deve essere fatta la manutenzione?

Dipende dallo specifico modello e dalle disposizioni regionali. La legge non obbliga a effettuare la manutenzione della caldaia ogni anno, ma bisogna consultare il libretto della caldaia o il manuale d'istruzioni per sapere quando farla.

 

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