Come organizzare un orto in terrazza

In un contesto urbano, grazie a un sapiente restyling, il tetto giardino viene suddiviso in diverse aree funzionali per il pranzo, il relax, il lavoro, e trova spazio anche un piccolo orto

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L'intervento

Nel progetto di restyling del terrazzo di 150 metri quadri, già accatastato come copertura calpestabile, si è preferito suddividere il tetto-giardino in più aree funzionali: una per pranzi e cene all’aperto, sistemata davanti al volume in vetro che dà luce al vano scala, un’altra, più arretrata e raccolta, dedicata al relax, e una zona orto per la coltivazione di lattughe e ortaggi. Sul lato opposto di quest’ultimo, la piccola stanza-laboratorio per i lavori di ceramica si contraddistingue per la semplicità dei materiali, scelti in linea con il mood dell’ambiente. A terra, sulla guaina preesistente, si estende la nuova pavimentazione fatta di assi da ponte recuperate, posate su magatelli in legno. Vasche e cassoni di varie altezze, utilizzati per la ricca vegetazione, delimitano gli spazi, senza abbattere nulla di quanto già costruito. Il tutto eseguito con un budget ridotto, ma con una grande attenzione progettuale, volta a creare un angolo di natura sui tetti di Torino. 

Odori e colori che variano con le stagioni, scandendo il ritmo della natura, in una pace bucolica che pare sottrarsi alla frenesia delle rutilanti metropoli contemporanee.
È un atmosfera che invita al riposo quella che si respira nel giardino pensile di una giovane coppia di Torino, dove le piante, sistemate in vasche di legno, dividono e differenziano gli ambienti.

Il tetto, già usato come terrazzo calpestabile prima del restyling, distribuito su di una superficie di 150 metri quadri, è il piano conclusivo di una manica interna di uno dei palazzi di corso San Maurizio, in pieno centro storico.

L’edificio di fine Ottocento, non lontano dal Po, è adibito ad abitazione unifamiliare; attentamente ristrutturato, si sviluppa su due livelli, con una scala interna che conduce in terrazza. Qui, tra i parapetti in ferro protesi sul cortile principale e la balaustra in muratura, intervallata dai vecchi camini che affacciano sulla corte della proprietà confinante, l’architetto Carmagnani ridisegna le funzioni, intercalate e delimitate dai cassoni della vegetazione.
Il budget ridotto non è un limite, bensì il punto di partenza per orientare il progetto verso materiali e forme dal gusto volutamente agreste.

Le piante del progetto

Scheda progetto
Progetto
Architetto Elena - Carmagnani
Studio999 con Marta Carraro, paesaggista www.studio999.it
Fotografie
Studio999
Fabrizio Esposito
Costi
6.000 Pavimentazione in assi da ponteggio (fornitura, trattamento e posa su magatelli)
5.000 Cassoni in listelli di legno di pino impregnato
2.000 Sistema harpo verde pensile (stratigrafia e substrato)
2.500 Piante (fornitura e installazione) e impianto di irrigazione
800 Pergola in ferro con telo
900 Casetta in materiali di riciclo
17.200 TOTALE
I prezzi sono indicati in euro, escluse Iva e forniture se non espressamente specificate
Permessi necessari
Cila
(comunicazione di inizio lavori)

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