Il primo co-housing autoprodotto di Milano

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Il primo co-housing autoprodotto di Milano sceglie la tecnologia MyDATEC, per proporre un abitare collaborativo all’insegna della sostenibilità ambientale

Nasce a Milano in via Crescenzago, il primo co-housing autoprodotto: il progetto che prende il nome di Base Gaia, è stato voluto e seguito in tutte le sue fasi da un gruppo di 10 famiglie che dopo aver costituito una cooperativa, si sono rivolti ad un pool di professionisti del settore per la realizzazione di un condominio altamente ecosostenibile e improntato alla valorizzazione della comunità.

Sviluppata dallo studio OAU, Officina di Architettura e Urbanistica, il progetto di Base Gaia si contraddistingue per una logica improntata alla sharing economy che prevede la condivisione di beni materiali e attività di servizio, producendo forme indipendenti di welfare, ottimizzando i consumi e rendendoli consapevoli, valorizzando le competenze individuali di ciascun membro della comunità che si viene così a formare per soddisfare le esigenze del quotidiano.

La struttura completa è costituita da 6 piani fuori terra, di cui 5 accolgono gli alloggi sormontati da una grande terrazza dove è alloggiata la lavanderia comune, mentre al piano terreno sono situati la gran parte dei servizi condivisi come lo spazio bambini, la cucina comune, lo spazio coworking, la sala eventi e una piccola abitazione a uso foresteria; nell’interrato sono invece a disposizione dei condomini posti auto, moto e bici, nonché la cantina comune e il magazzino per gli acquisti collettivi.

Nella vita quotidiana, i condomini di Base Gaia possono dedicarsi a svariate attività avendo a disposizione una cucina comune con grande sala da pranzo ad uso collettivo, una sala eventi per ospitare cinema, spettacoli e conferenze, un asilo autogestito, una biblioteca con spazio co-working, nonché l’opportunità di decidere gli acquisti collettivi valutando la qualità dei prodotti e discutendo dei prezzi avendo a disposizione i magazzini del gruppo di acquisto solidale, un furgone elettrico in condivisione, uno spazio officina, un giardino di circa 1.000 mq ed una terrazza dotata di copertura parziale di circa 250 mq comprensiva anche dell’area lavanderia.

Oltre che per le sue caratteristiche di ecosostenibilità e di tecnologia all’avanguardia, il progetto ha ricevuto molta attenzione da parte dell’amministrazione comunale perché all’interno di una società problematica come quella attuale, la possibilità di innestare dei nuclei abitativi dotati di carattere comunitario genera inevitabilmente dei fenomeni positivi per l’intero tessuto urbano.

Infine, per l’implementazione di soluzioni per la climatizzazione in linea con la natura ecosostenibile del progetto di co-housing, è stata selezionata MyDATEC. 

Trattandosi di un edificio altamente performante dotato di un involucro opaco ben coibentato, il progettista Matteo Montagner in collaborazione con il suo staff di MontagnerEnergia Srl ha suggerito l’installazione di un impianto di ventilazione meccanica controllata termodinamica quale aggregato compatto in grado di garantire con un unico sistema il trattamento in riscaldamento, raffreddamento e il ricambio dell’aria.

La struttura, certificata in classe energetica A4, infatti prevede solo il funzionamento tramite energia elettrica in parte garantita da autoproduzione da impianto fotovoltaico posto in copertura, senza allacciamenti al gas.

A seconda della superficie da trattare e al fine di soddisfare adeguatamente le esigenze di climatizzazione di ciascuna metratura, abbiamo previsto l’installazione di uno dei modelli MyDATEC SMART 200/250/300 per ciascun appartamento.

L’aspetto interessante è che per ridurre ulteriormente eventuali rumori e risparmiare sull’ingombro degli spazi, l’installazione delle macchine è avvenuta nell’intradosso del solaio dei pianerottoli delle scale. In questo modo grazie ad un sistema di canalizzazione, l’aria viene prelevata direttamente dalla terrazza, attraversa il controsoffitto delle cucine raggiungendo l’area del pianerottolo dove viene trattata ed immessa all’interno dell’appartamento, tramite una veletta posta sopra le porte di ingresso. "Tutto questo ci ha permesso di ottenere degli indubbi vantaggi sia da un punto di vista di inquinamento acustico che di fatto è del tutto scongiurato grazie ad un’installazione posta all’esterno dell’unità abitativa e sia in termini di ottimizzazione degli spazi, usufruendo dell’area pianerottolo che solitamente non viene mai sfruttata. La realizzazione del progetto ha richiesto l’installazione di 10 macchine" spiega il Direttore Generale dei lavori Oscar Capelli.

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