Climatizzazione | Consumi e ambiente in primo piano

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Alta efficienza energetica, rispetto per l’ambiente, facilità di installazione con un tocco di design: la nuova generazione della climatizzazione ha ribaltato completamente le prospettive

Qualche anno fa si parlava di impianti di climatizzazione pensati solo per le funzioni di raffrescamento e responsabili di consumi elettrici e costi in bolletta elevati, ma oggi la situazione è completamente cambiata. I nuovi modelli di condizionatori sono nella maggior parte dei casi a pompa di calore e possono funzionare tutto l’anno, raffrescando in estate e riscaldando in inverno.

La riduzione dei costi

Fino al 2016 – osserva Fernando Pettorossi, capogruppo italiano del gruppo Pompe di Calore Assoclima – il sistema tariffario elettrico in vigore penalizzava fortemente chi superasse i 1.800 kWh all'anno e l'utilizzo di pompe di calore faceva andare oltre queste soglie con un importo della gestione certamente gravoso. Si trattava di un sistema tariffario introdotto quarant’anni fa in seguito ai ben noti shock petroliferi degli anni ’70, ormai anacronistico”.

La riforma delle tariffe elettriche, introdotta dal 2016 a step successivi e resa necessaria dalla direttiva europea 27/2012 sull'efficienza energetica, è stata pensata proprio per sostenere la diffusione di consumi efficienti, in passato penalizzati da costi eccessivi, con un riordino che porta tutti, a regime, a pagare l’esatto corrispettivo relativamente al servizio usato, senza più agevolazioni per i bassi consumi e con un sovra-costo sostanzialmente minore per quelli alti.

Le pompe di calore – prosegue Pettorossi – da allora si sono rese protagoniste di uno sviluppo incredibile. Sono aumentate l'efficienza e la resa, innanzitutto: si pensi che alcune tipologie di pompe di calore sono in grado di climatizzare, riscaldare, deumidificare e purificare l’aria oltre che produrre acqua calda sanitaria, concentrando così in una sola bolletta tutti i consumi. Anche i costi di manutenzione risultano ridotti rispetto a quelli delle caldaie tradizionali, per non parlare dell'eliminazione delle canne fumarie e del miglioramento della sicurezza nelle abitazioni, cancellando il rischio di esplosioni e incendi (dovuti alla presenza di gas o gasolio)”.

Accorgimenti e sgravi fiscali

E per limitare ancora di più i consumi, bastano alcuni semplici accorgimenti, come l'utilizzo in ambienti chiusi, l'impostazione in estate di temperature non esageratamente basse, l'utilizzo più frequente della sola funzione deumidificatore che con meno potenza garantisce comunque comfort. Meglio optare poi per impianti con classe energetica elevata, posizionati ad arte: i punti di installazione più adatti (in alto sulle pareti e senza ostacoli nei paraggi) sono infatti garanzia di resa e riduzione dei costi di servizio.

Nel momento in cui si opti per la scelta di sostituzione dell'impianto a favore della pompa di calore – ricorda Pettorossi – entrano in gioco tre possibilità di incentivazione che ammortizzano il costo iniziale: il Conto Termico (un incentivo stabile per interventi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per l’incremento dell’efficienza energetica), l'Ecobonus (detrazione fiscale del 65% per riqualificazione energetica) o gli sgravi fiscali del 50% per ristrutturazioni edilizie” (si veda nei box per tutti i dettagli).

Conto termico

Incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni. Il fondo è un contributo alle spese sostenute per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia ed è erogato in rate annuali per una durata variabile (fra 2 e 5 anni) in funzione degli interventi realizzati. Se l’incentivo complessivo è minore di 5.000 euro viene erogato in un’unica rata. L’incentivo è erogato dal GSE (Gestore dei servizi energetici), che ha predisposto un portale internet dedicato, il Portaltermico, attraverso il quale i soggetti interessati a richiedere l’incentivo possono inviare la documentazione necessaria.

Ecobonus

È una detrazione dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) per tutti gli interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. In particolare, per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori (“collaudo”) occorre trasmettere all’Enea la scheda informativa (allegato E del decreto), relativa agli interventi realizzati.

Nella dichiarazione dei redditi vanno specificati i dati catastali dell’immobile oggetto della detrazione fiscale e l’importo annuale dovuto.

Per le pompe di calore si può detrarre fino a un massimo di 30.000 euro in 10 anni.

Ristrutturazione edilizia e climatizzazione

È una detrazione dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche). Riguarda interventi di manutenzione straordinaria sulle singole unità abitative o sulle parti comuni di edifici residenziali, compresi quelli finalizzati al risparmio energetico; interventi di manutenzione ordinaria che riguardano esclusivamente le parti comuni dello stabile, compresi quelli necessari a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.

Nello specifico, per caloriferi e condizionatori si intende la sostituzione con altri anche di diverso tipo e riparazione o installazione di singoli elementi (detraibile nelle singole unità immobiliari se si tratta di opere finalizzate al risparmio energetico). Nessun requisito minimo (valgono le prestazioni di efficienza dichiarate dal costruttore) purché il nuovo condizionatore sia a pompa di calore.

L'importo massimo detraibile è di 96.000 euro in 10 anni. La domanda è da trasmettere all’Enea. Nella dichiarazione dei redditi vanno specificati i dati catastali dell’immobile oggetto della detrazione fiscale e l’importo annuale dovuto.

Installazione: attenzione alle regole

Regolamento condominiale

In generale ciascun condomino può servirsi della cosa comune, come è appunto la facciata dell’edificio, a condizione che non ne snaturi la funzione e non pregiudichi il pari uso degli altri condomini. Il regolamento di condominio può vietare il montaggio di un impianto di climatizzazione sia sul balcone che sulla facciata condominiale nel rispetto dell’estetica dell’edificio: deve però essere stato approvato con l’unanimità di tutti i proprietari.

Occorre comunque avvisare in anticipo l’amministratore dell’immobile affinché questi, eventualmente, sottoponga la questione agli altri condomini in assemblea. Tuttavia, non è necessario il voto dell’assemblea che autorizzi il singolo proprietario all’installazione dell’impianto.

Distanze minime

Il condizionatore non può essere ancorato alla parte inferiore del balcone del piano di sopra a quello del condomino interessato. Questo perché i balconi sono di proprietà del titolare del relativo appartamento e il vicino del piano di sotto non ha alcun diritto di sfruttarne la metratura, anche solo per ancorarvi il condizionatore o la tenda parasole (salvo, ovviamente, il consenso tra le parti).

Norme comunali

Il Comune può approvare norme locali in cui sottopone a limiti vari l’installazione di condizionatori. Ad esempio può imporre di installare i climatizzatori solo sulla copertura degli edifici oppure lungo facciate interne o secondarie oppure che, se installato su facciate poste nei pressi di strade principali, l’impianto di climatizzazione sia dipinto in colori uguali a quelli delle facciate medesime.

Contro il rumore

Altro limite del condizionatore è il rumore che non può mai superare la “normale tollerabilità”. È un criterio molto generico; la giurisprudenza ritiene violato tale limite allorché si riscontri un incremento dell’intensità del livello medio del rumore di fondo di oltre 3 decibel. Il condomino disturbato può chiedere al giudice di ordinare al responsabile l’adozione delle misure necessarie a far cessare i rumori molesti o la rimozione dell’impianto, condannandolo al risarcimento dei danni anche non patrimoniali.

Climatizzazione con zero emissioni

Anche da un punto di vista ambientale, l'utilizzo delle pompe di calore ha un impatto positivo. “Si riducono infatti i consumi di energia primaria da fonte fossile – conclude Fernando Pettorossi – e non utilizzando questo tipo di combustibili, le pompe di calore contribuiscono alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica CO2, che ha effetti alteranti sul clima, e di particolato PM10, le famigerate polveri sottili”. Non dimentichiamo infine che le pompe di calore vengono sempre più abbinate a impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, in sistemi ibridi “green”.

Come si legge un’etichetta energetica

L'etichetta energetica dal 26 settembre 2015 è obbligatoria non solo per i climatizzatori aria-aria ma anche per i generatori, di potenza nominale fino a 70 kW, che erogano calore a un impianto di riscaldamento centralizzato ad acqua per raggiungere e mantenere la temperatura interna di un ambiente (a 20°C) comprese le pompe di calore aria-acqua e acqua-acqua.

L’efficienza energetica stagionale si indica con il SEER (funzionamento estivo) o con lo SCOP (funzionamento invernale), che sono il rapporto fra l’energia termica totale richiesta dall’edificio (nella stagione estiva o invernale) espressa in kWh e il consumo elettrico totale necessario all’apparecchiatura di climatizzazione (in kWh).

Il carico teorico è la potenza termica richiesta dall’edificio alla temperatura di progetto, cioè in estate con aria esterna +35°C e in inverno a +2°C per clima «W» (warmer, più caldo; facoltativo), -10°C per clima «A» (average, medio europeo; obbligatorio), -22°C per clima «C» (colder, più freddo; facoltativo). (fonte: Assoclima)

Glossario dispositivi e modalità di funzionamento

CONDIZIONATORE

È un dispositivo che raffredda l’aria grazie all’utilizzo di gas refrigeranti e non permette di stabilire la temperatura voluta nell’ambiente.

CLIMATIZZATORE

È un dispositivo capace di riprodurre la temperatura voluta e uno specifico grado di umidità in un qualsiasi ambiente chiuso. Può sia raffreddare sia riscaldare l’ambiente, funge da deumidificatore ma anche da filtro e, una volta raggiunta la temperatura desiderata, si blocca e si riaccende solo se e quando serve.

CLIMATIZZAZIONE ON-OFF

Si ha un funzionamento molto semplice, con un elevato consumo di energia: in pratica, appena il dispositivo viene acceso, va subito alla massima potenza e vi rimane sino al raggiungimento della temperatura desiderata.

A quel punto si ferma completamente, per poi ripartire alla massima potenza, quando la temperatura cambia rispetto a quella impostata.

CLIMATIZZAZIONE INVERTER

Detta anche tecnologia modulante, parte alla massima potenza, per poi diminuirla al raggiungimento di una temperatura prossima a quella fissata. Da quel momento in poi il climatizzatore utilizza la minima potenza necessaria a mantenere costante la temperatura, senza fermarsi mai.

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