Riqualificare il condominio: una sfida eco-compatibile

Nuovi obblighi di legge e nuove opportunità di rilancio per il settore edile derivanti dalla riqualificazione energetica del condominio.

stefano boeri
Architetto Stefano Boeri intervenuto al convegno

“Dobbiamo e possiamo essere in grado di rispondere alla sfida della riduzione dell’inquinamento dell’aria e delle emissioni di carbonio derivanti non solo dai mezzi di trasporto, ma anche dagli edifici. La sfida parte già dalle case in cui viviamo, perché il nostro sia un abitare più consapevole e proattivo”. Queste le parole di Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, intervenuta al convegno tenutosi a Milano nei giorni scorsi, “Riqualificare il condominio: i nuovi obblighi di legge e le opportunità per amministratori, gestori e progettisti” organizzato da Rete Irene con il patrocinio di Comune di Milano, Regione Lombardia e Legambiente, durante il quale si è ragionato sui vantaggi derivanti dalla riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare esistente.

L’edilizia italiana è infatti oggi chiamata a una radicale trasformazione alla luce del nuovo quadro legislativo che rende obbligatori da gennaio di quest’anno gli interventi di riqualificazione energetica su immobili esistenti oggetto di lavori di manutenzione. Per questo, oggi più che mai questo tema è di strettissima attualità e rappresenta per l’intero paese un’importante opportunità per il rilancio dell’edilizia e del mercato immobiliare in un’ottica sostenibile, sia in termini ambientali che economici.

presidente manuel castoldi_RETEIRENE
Il presidente di Rete Irene, Manuel Castoldi

Un esempio su tutti per capire l’entità del fenomeno. Secondo i dati forniti durante il convegno, in media un appartamento di 80 mq nella città di Milano emette 3160 kg di CO2 all’anno. Se si considera che nell’intera città metropolitana ci sono quasi 1,5 milioni di abitazioni, stiamo parlando di ben 4,5 miliardi di kg di CO2 emesse per la sola climatizzazione residenziale. Se questo è vero per una metropoli come Milano, facile immaginare come il dato possa ingigantirsi su tutto il territorio nazionale.

Il patrimonio immobiliare esistente è fortemente energivoro e l’Italia è uno dei paesi dell’Unione europea con il più alto numero di abitanti in condominio, attestandosi intorno ai 14 milioni di famiglie, un fenomeno considerevole se associato al fatto che nel nostro Paese la spesa procapite per il riscaldamento della casa è il 50% più alta rispetto alla media europea e che le emissioni primarie di particolato da edifici sono da due a tre volte superiori a quelle dei trasporti. In questo contesto, l’architetto Stefano Boeri, intervenuto al convegno, ha lanciato un appello per la condivisione di un vero e proprio “City Act” per far fronte ai 4 milioni di edifici energivori, rimettendo al centro del progetto ‘l’uomo-abitante’ e abbracciare progressivamente il concetto realistico di concepire immobili che producano energia più di quella che consumano.

Infine, le tre relazioni del Collegio dei Geometri della Provincia di Milano, del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, del Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della Provincia di Milano e Lodi (vedi slide) sono state determinanti per fornire un approccio ancor più pragmatico sulla tematica della riqualificazione in un’ottica prettamente operativa. Il convegno si è concluso con la presentazione di alcuni Case History sulla riqualificazione energetica integrata di edifici esistenti curata da Mario Tramontin (vedi slide), manager di Rete Irene che ha sottolineato gli aspetti che determinano la positiva fattibilità degli interventi e la loro sostenibilità finanziaria.

LASCIA UN COMMENTO