Retrofit energetico: terra da esplorare

Un retrofit energetico approfondito prende in considerazione ogni aspetto pertinente l’uso e la dissipazione di energia: gli impianti, i consumi, la perdita di calore ecc.

diagnosi energetica

Un muro più freddo, una bolletta troppo salata, la muffa sulle pareti della camera da letto o un fastidioso calpestio che proviene dal piano di sopra: sono molti i motivi che possono spingere a considerare un intervento di parziale di ristrutturazione del proprio appartamento, spesso un isolamento termico e acustico, la sostituzione dei serramenti  o degli impianti di riscaldamento o climatizzazione.

In gergo tecnico, in caso di edifici esistenti, si parla di “retrofit energetico”, operazione tecnologica o gestionale, che migliora la qualità del costruito. Quella degli edifici di nuova realizzazione, infatti, è un’altra storia, che porta direttamente alla massima efficienza energetica, in accordo con le direttive europee. Le nuove costruzioni, infatti, sono tutte in classe A o, al massimo, in classe B o C. Ma che dire dei circa 6 milioni di immobili sul suolo italiano costruiti prima che il tema dell’energia conquistasse la ribalta? Purtroppo la maggior parte di essi è in classe G e sarebbe, a rigor di logica moderna, da riqualificare. Questi numeri, che poco stimolano l’iniziativa del privato cittadino, ma che danno l’idea di quanto ci sia da fare nel campo dell’edilizia in Italia, sono il frutto di uno studio di Climabita Foundation (Report Ecofys) - che rivela anche che con un “light retrofit”, intervento “leggero” per intenderci - quindi parziale - si ottiene un risparmio del 20% sui consumi, mentre con un “deep retrofit”, revisione “profonda” dell’appartamento, il risparmio arriva al 30-35% e l’investimento necessario viene ammortizzato in un periodo di 3-5 anni. E questi, sì, sono dati che catturano l’attenzione di un proprietario di casa. Se aggiungiamo poi che le attuali normative premiano con importanti detrazioni fiscali chi si avventura in una ristrutturazione, possiamo affermare senza timore di essere smentiti che i tempi sono maturi per chiamare un’impresa e avviare i lavori.

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Un retrofit energetico approfondito prende in considerazione ogni aspetto pertinente l’uso e la dissipazione di energia: gli impianti, i consumi elettrici e termici, la perdita di calore attraverso i materiali di costruzione, etc. Valutare questi aspetti non è cosa da sprovveduti o da tecnici improvvisati, ma va affidata a figure professionali di consolidata esperienza - progettisti, architetti o ingegneri – che sappiano considerare il tema complessivamente, nelle sue accezioni più tecniche.

“Spesso si pensa che sostituire gli infissi e la caldaia sia sufficiente. Invece ciò non basta - spiega Gabriele Masera, docente al Politecnico di Milano in Tecnologie edilizie ad alta efficienza energetica –. Queste tipiche soluzioni sono economicamente vantaggiose, visti anche gli incentivi statali in vigore (del 65% sull’imponibile Irpef per interventi che migliorano l’efficienza energetica dell’immobile, fino al 31 dicembre 2015, ndr), e semplici dal punto di vista amministrativo e pratico. Cambiando le finestre riduco anche del 50% le dispersioni termiche, è vero, ma, per esempio, devo considerare i conseguenti problemi di aereazione, che portano allo sviluppo delle muffe, o la presenza dei ponti termici, che vanificano in parte il miglior isolamento dovuto alle vetrocamere dei nuovi serramenti. Per non parlare della dispersione termica attraverso i muri. Insomma – sottolinea l’ingegnere - il retrofit energetico deve essere affrontato dal progettista in maniera integrata”.

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Soluzioni personalizzate
Il progettista prende atto della situazione dell’appartamento e studia la tecnica di approccio più adeguata alle circostanze. Le esigenze e i vincoli, infatti, determinano il metodo. “Per esempio - fa notare l’ingegner Masera -, nella riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare esistente, soprattutto nel caso di edifici siti in centri storici o sottoposti a tutela dei beni culturali, non sempre intervenire con un sistema d’isolamento termico sull’esterno è una soluzione praticabile. In questo caso s’interviene dall’interno, coibentando le pareti con pannelli isolanti, cambiando i serramenti, provvedendo a inserire in casa un impianto di areazione meccanica ecc”. Intervenire all’interno dell’appartamento crea senza dubbio maggiori oneri pratici, ma minori problemi burocratici e, nel caso di condomini, meno vincoli, perché un cappotto termico della facciata richiede una delibera dell’assemblea condominiale. “Per dare un’idea dei costi, è bene sapere che gli isolanti tradizionali per interventi locali dall’interno costano, posati, circa 30-40 euro al metro quadro (il cappotto esterno, invece, 50-60 euro/mq) - continua l’esperto -. Si tratta quasi sempre di pannelli di poliuretano o polistirene, che hanno uno spessore di qualche centimetro”.

L'evoluzione dell'isolamento termico
Per ovviare alla perdita di preziosi centimetri di superficie calpestabile e migliorare le performance, la ricerca sta mettendo a punto nuovi materiali, molto più sottili e superisolanti. Alcuni sono già sul mercato, ma chiaramente hanno ancora costi importanti. Si tratta di nanomateriali, come l’aerogel, una struttura microporosa in base minerale (silice gelificata), solida e rada, che contiene aria. Si usa per l’impregnazione di tessuti o feltri che vengono poi applicati alle pareti: in questo modo si ottengono pannelli che danno gli stessi risultati di un isolante tradizionale con metà spessore. Il Politecnico di Milano poi, sta lavorando a una carta da parati isolante, che risolverà il problema dei centimetri persi. L’industria europea dei materiali per l’edilizia si sta preparando a produrre su larga scala queste innovazioni, quindi nei prossimi anni l’acquisto dei superisolanti diventerà più vantaggioso. Altrettanto sta accadendo nel settore dei materiali dedicati alla risoluzione dei ponti termici che si creano, tipicamente, nelle connessioni tra muri e serramenti. Intervenire sull’immobile e riqualificarlo sarà dunque più facile, vantaggioso e proficuo in termine di efficienza energetica.

 

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Dedicato alle soluzioni più innovative per la riqualificazione energetica e la sicurezza antisismica, Saie Smart House e Sie, il Salone dell’impiantistica per gli edifici, è il nuovo format di Saie, frutto dell’accordo tra BolognaFiere e Senaf/Tecniche Nuove, il gruppo che edita Come Ristrutturare la Casa.

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