Pannelli che uniscono e dividono

Il progetto elimina gli spazi di distribuzione creando un passaggio diretto tra gli ambienti della casa regolato da un sistema di pannelli scorrevoli che uniscono e separano simultaneamente le diverse stanze lasciando la luce libera di attraversarle.

Prima della ristrutturazione, l’ingresso all’appartamento avveniva in uno spazio buio, con sola funzione distributiva, idoneo solo a guardaroba per un veloce passaggio. Il progetto si concentra sulla trasformazione di questo ambiente in uno spazio d’entrata luminoso e versatile, fulcro e cerniera intorno a cui si affacciano e attraverso il quale si relazionano i diversi ambienti della casa. L’ingresso è stato così ampliato regolarizzandone il disegno in pianta: lungo i quattro lati del perimetro si distribuiscono la cucina, la camera-studio e il salotto, separati non più da disimpegni e tradizionali porte a battente, ma da un sistema di pannelli scorrevoli a tutta altezza.

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Pannelli a tutta altezza in legno laccato bianco scorrono su binari nascosti nel controsoffitto lungo il perimetro della zona d’ingresso. Come quinte aperte ne ampliano lo spazio lasciano intravedere sullo sfondo lo studio e il salotto, da cui giunge la luce naturale

Questi pannelli, come diaframmi, secondo le diverse esigenze del vivere quotidiano, possono essere lasciati aperti e scomparire, confondendosi nel disegno delle ante degli armadi a muro con cui si alternano e lasciando la luce naturale proveniente dalle stanze adiacenti libera di illuminare lo spazio d’ingresso. Quando invece scende la sera gli stessi pannelli possono chiudersi a separare la zona giorno dalla spazio più privato e intimo dedicato al riposo. L’ingresso diventa così non più solo uno spazio distributivo ma luogo dove accogliere gli amici o svolgere riunioni di lavoro. Quando il panello d’accesso alla camera rimane aperto, senza l’utilizzo di pareti che avrebbero interrotto il passaggio della luce frammentando gli spazi, ma con il disegno della testiera del letto che diviene anche scrivania, si crea uno spazio studio che funziona anche come anticamera.

L'INTERVENTO
La committente, spesso in città per lavoro, desiderava un ambiente accogliente e versatile dove poter vivere, lavorare e, all’occasione, ospitare amici. Lo spazio di un appartamento degli anni Quaranta frammentato in ambienti chiusi rigidamente funzionali viene ridisegnato con linee semplici e colori chiari. L’ingresso si trasforma da buio spazio distributivo a fulcro del progetto. I mobili, disegnati su misura, definiscono i luoghi del vivere quotidiano.

PROGETTISTA
Ing. Claudia Montevecchi
IMPRESA EDILE
Lineacantieri
FOTOGRAFIE
Saverio Femia

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