Materiali autopulenti per una casa più sicura ed ecologica

Alcune innovazioni apportate alla ceramica, all'acciaio, al quarzo e al laminato hanno generato materiali autopulenti che abbattono la presenza di batteri, permettendo anche di utilizzare meno detersivi

I materiali autopulenti, che riescono a ridurre naturalmente la presenza di batteri (grazie a particolari caratteristiche fisico-chimiche) sono sempre più diffusi in ambito domestico. Oltre ad essere "nativamente" più igienici, caratteristica importante soprattutto in cucina e in bagno, non è da sottovalutare il fatto che sono anche ecologici, perché consentono di ridurre l'uso di detersivi.

Con l'aiuto di Habitissimo, abbiamo stilato un piccolo elenco dei principali tra i materiali autopulenti, molti dei quali sono già sotto i nostri occhi.
Prima di tutto vi sono le nuove ceramiche al biossido di titanio (TiO2) che permette, con la semplice esposizione alla luce naturale o artificiale, l'attivazione di un processo fotocatalitico. Alcune sostanze organiche e inorganiche inquinanti vengono così decomposte, la superficie si auto-igienizza e anche l'ambiente ci guadagna (con la riduzione fino al 70% agenti inquinanti). Grazie ad una nuova metodologia produttiva, il biossido di titanio viene fissato ad alte temperature sulle lastre di ceramica, permettendo così il rivestimento di grandi e piccole superfici in ogni ambiente di casa.

L'acciaio è da sempre un materiale estremamente igienico e di facile pulizia in cucina (non a caso è scelto dai cuochi per le loro cucine professionali). L'assenza di fessure nelle giunte e la non porosità fanno sì che lo sporco non si depositi. A questo oggi si aggiungono speciali trattamenti, come la finitura PearlFinish, un rivestimento incolore e trasparente aggiunto all'acciaio inossidabile che rende la superficie idrorepellente, resistente allo sporco e a prova di impronte.

Per quanto riguarda le superfici in quarzo, materiale che già garantisce elevati standard igienici e antibatterici, ci sono evoluzioni come Silestone. Si tratta di una superficie non porosa, composta per il 94% da quarzo naturale con l'aggiunta di un’esclusiva formula di protezione batteriostatica a base di ioni d’argento di ultima generazione. Questo permette di inibire completamente la proliferazione dei batteri e garantisce elevatissimi standard igienici.

Anche per il laminato si aprono nuove frontiere. Il materiale nanotecnologico Fenix viene realizzato grazie a resine di nuova generazione e presenta caratteristiche notevoli, tra cui un’alta attività di abbattimento della carica batterica. È sottile e versatile, adatto per le superfici in cucina e in bagno, dal mobile al top. Il nome derica dalla fenice della mitologia, capace di rinascere dalle sue ceneri. Come lei, infatti, questo laminato si autorigenera attraverso il calore: graffi superficiali e piccoli tagli si cancellano con il passaggio di un panno caldo sul piano.

Nel bagno, oltre alle proprietà dei materiali di ultima generazione, per aumentare l'igiene è stata molto utile l'eliminazione della brida, ossia il bordo del vaso sporgente dove passa l'acqua per il risciacuo, e un particolare flusso dell'acqua. La combinazione tra materiali antibatterici e progettazione consente di diminuire sensibilmente la proliferazione di batteri, fino al 99,9 %.

Infine, tra i materiali autopulenti esiste anche un vetro, vero miraggio di tutti quelli che si occupano di pulizie di casa. Questo vetro si caratterizza per la presenza di ossidi di titanio e l'azione autopulente viene innescata dal contatto con sole e pioggia: il primo decompone le tracce di sporcizia, mentre la seconda scorre sul vetro senza formare gocce e lava via definitivamente i residui decomposti dai raggi ultravioletti.

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