Lo studio-salotto di Silvana Giacobini

La giornalista scrittrice ci mostra la stanza del cuore: il suo studio che racconta molto di lei

Si potrebbe stare con lei a conversare ore nel suo salotto. Perché Silvana Giacobini, giornalista e scrittrice, ha davvero tanto da raccontare: una carriera di successo la sua, che l'hai vista direttrice per Rusconi dei settimanali Eva Express e Gioia, ideatrice e direttrice di Chi per Mondadori e Diva e Donna per Cairo. Ha collaborato con diversi quotidiani e, sin da giovanissima, ha avuto esperienze come conduttrice televisiva per Rai e Mediaset. Ha intervistato reali, capi di Stato, sportivi, stilisti, cantanti, attori e tanti personaggi del jet set internazionale e della storia contemporanea. Ha incontrato Hillary Clinton diverse volte, anche nella Map Room della Casa Bianca,  e come due amiche hanno parlato di politica, del mondo, della famiglia. Da qui ne è scaturito un libro, "Hillary vista da molto vicino", uscito proprio in concomitanza con le Presidenziali americane in cui Silvana ci svela un primo piano esclusivo della donna più importante d’America. Sua l'invenzione del “gossip morbido” e, grazie alla sua verve di signora del giornalismo italiano, è riuscita a farsi amare da un pubblico trasversale. E' romana di origine, ha una figlia, un marito piemontese e due bellissimi animali domestici, la cagnolina Mela e il gatto Tigre junior, che per tutta l’intervista le sono stati accanto.
Ci accoglie nella sua elegante casa milanese, nel cuore di Milano, a due passi da piazza Duse e via Cappuccini tra palazzi dallo stile liberty e giardini segreti della Milano smarrita. Una grande proprietà immobiliare di più di 200 metri quadri, piena di libri, quadri (alcuni sono suoi ritratti) e tantissimi oggetti di carattere religioso di cui è collezionista.

Silvana, da quano tempo vivi in questa casa?
A me sembra da una vita, in realtà da circa vent'anni. Vivo qui con mio marito, la cagnolina chiwawa, ereditata da nostra figlia che oggi vive in un’altra casa e un gatto, Tigre junior, così chiamato perchè gelosissimo della cagnolina. Vivo a Milano per amore: mio marito, che è piemontese, per motivi professionali si è dovuto trasferire a Milano, ed eccoci qua.

Come sei riuscita a trovare questa casa?
Con il passaparola. Nessun mediatore mi ha aiutato a trovarla. Sono legata alle sensazioni, come molte donne credo. Mi ha attirato subito, rispondeva alle nostre esigenze, ma soprattutto ho sentito subito che era "casa".

E' stata effettuata una ristrutturazione?
Sì ma parzialmente, per cercare di avere un bagno in più ho rinunciato a un paio di stanze e ho spostato alcune pareti. Diciamo che per noi le sale da bagno sono molto importanti, devono essere ampie e comode e ciascuno di noi deve avere la propria.
Poi ho fatto realizzare molti armadi capienti. Quando lavoravo in redazione ho sempre sfruttato le domeniche per metterli in ordine, ho ancora l’incubo. Non sono maniaca ma tentavo almeno di sopravvivere…Ci penso ancora a quelle domeniche.
Ho anche fatto realizzare una cucina spaziosa, comoda e molto accogliente. Amo cucinare quando posso, anche se non sono propriamente una chef. So fare alcuni piatti, in particolare so cucinare la pasta in tutti i modi, è proprio il mio piatto preferito.

Il progetto di ristrutturazione è stato seguito da architetti o avete proposto le vostre idee?
Avevo certo delle idee anche se il vero esperto in questo campo è mio marito che ama molto questo tipo di impegni. Ci siamo fatti aiutare da una donna architetto per il progetto e, in seguito, durante la ristrutturazione, da un altro architetto. Entrambi hanno lavorato molto bene e siamo stati soddisfatti. Credo che il "fai da te" sia rischioso anche se può dare soddisfazione. L’ideale è quando si lavora in sintonia con il professionista, com'è capitato a noi.

Cosa non deve mai mancare nella casa di Silvana Giacobini?
Beh, innanzitutto la serenità: si può vivere in uno scantinato o in una reggia ma se non si è sereni non c'è alcuna differenza. Poi, la casa per me è il rifugio che mi permette di scrivere: un luogo tutto mio.
Non posso fare a meno, quindi, del mio studio. Lì sono immersa nelle cose che amo, sono tra i miei quadri e i miei libri, che sono moltissimi. Sono talmente tanti e disposti in ogni spazio libero che alla fine pur avendo a disposizione una grande scrivania, scrivo al computer in uno spazio piccolissimo. La mia scivania è piena di ogni cosa mi possa servire. Non permetto a nessuno di toccare niente, solo io so dove cercare le mie cose.
Spesso mi viene detto di buttare qualcosa ma io non ci penso proprio e anzi, sono molto gelosa del mio spazio, non permetto a nessuno di avvicinarsi, neanche a mio marito. Questa è la mia personale visione della privacy.

Poco prima delle elezioni americane è uscito il tuo libro, "Hillary vista da molto vicino", in cui racconti con il tuo stile inconfondibile la prima donna candidata a presidente degli Stati Uniti. Ci racconti qualcosa di lei? Sei stata alla Casa Bianca?
Ho incontrato Hillary diverse volte e sono stata anche alla Casa Bianca in visita per intervistarla. All’epoca era la first Lady d’America. Sono stata anche nel suo studio a New York quando era senatrice. E' una donna che stimo molto. Ha sempre lavorato tanto e si è guadagnata tutto quello che ha ottenuto. E'una grande avvocato, tra i primi cento degli Stati Uniti d’America. L’emozione più grande però è stata sicuramente quando sono stata alla Casa Bianca. Non era il giorno di visita ufficiale, cioè quello per i turisti, quindi ho potuto respirare la vera aria quotidiana di quel luogo così carico di storia. 

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