La parete fatta di scatole

La capacità di sfruttare le fonti di luce naturale modulandone l’apporto secondo le funzioni a cui le diverse parti del monolocale verranno dedicate, eliminando la rigida frammentazione dello spazio con accorgimenti che sfruttano materiali semplici. Questi i caratteri distintivi della ristrutturazione.

Un piccolo appartamento di 35 metri quadri con una loggia che affaccia sul parco dell’Appennino Modenese si presentava con una suddivisione interna tradizionale: pareti in muratura relegavano la zona pranzo e cucina in una nicchia piuttosto buia e costringeva le poche finestre presenti a uso esclusivo di un unico ambiente.
Le esigenze dei committenti erano chiare: una percezione unitaria dello spazio, pur cercando di mantenere separate le funzioni principali.
Seguendo questo input, vengono demolite le pareti divisorie interne; solo nella zona est, priva di aperture sull’esterno, viene lasciato il bagno, leggermente modificato rispetto per permettere la creazione di una cabina armadio accessibile dalla camera da letto. La zona notte viene circoscritta in una “scatola di legno”, il cuore caldo e privato dell’abitare. Viene costruito unico setto in muratura, che contiene gli impianti della cucina e divide la zona giorno dalla camera.
Nello spazio così rinnovato, la luce proveniente dalla finestra a ovest e dalla loggia a sud è libera di fluire: attraverso due pannelli scorrevoli in policaborbanato a tutt’altezza giunge nella camera da letto creando un’illuminazione tenue e diffusa.
La luce diretta e intensa che arriva dall’esterno viene lasciata alla zona soggiorno e pranzo, un unico ambiente perfettamente integrato anche con la loggia che può godere del panorama.
Tutte le finiture sono state realizzate in legno di rovere: pavimenti, porte e soprattutto l’armadio che divide, da pavimento a soffitto, la zona notte dall’entrata. Una parete formata da scatole di legno, orientate alternativamente verso la camera da letto e verso l’ingresso, disegnano un alternarsi di riquadri di varie dimensioni; all’interno è stata elegantemente integrata anche la porta del bagno, a fianco di quella d’entrata. In questo modo è stato possibile rimettere in gioco lo spazio del corridoio che non ha più solo una funzione distributiva, ma diventa antibagno, guardaroba e dispensa senza rinunciare alla sensazione di calorosa accoglienza di un ambiente in legno moderno e luminoso.

 

Progetto architettonico, progetto arredi e direzione lavorArchitetto Alfredo Borghi

Foto Lourdes Cabrera

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