La casa delle emozioni e della luce di Diego Dalla Palma

Foto di Massimo Listri

A Taormina Diego Dalla Palma, il make up artist delle dive, ha il suo rifugio. Una villa mediterranea a strapiombo sul mare.

Casa Diego Dalla Palma a Taormina_0072Una casa piena di luce, un po' caprese, un po' siciliana. E' così che ama definire la sua casa di Taormina Diego Dalla Palma. E alla luce non intende rinunciare mai, in nessuna delle sue case, tanto meno in questa, dove trascorre la maggior parte del suo tempo. Villa Sirena è stata appena ristrutturata dopo due anni di interventi architettonici e di restauro. E' una dimora di circa 470 mq, su 3 piani con 5 camere, 3 bagni e un ascensore, arroccata su un costone vicino allo splendido Teatro greco con una vista impagabile sul golfo. E tutta bianca, perché, si sa, è il colore preferito di Diego. "Siciliana ma un po' caprese" come la definisce lui stesso, un mix di emozioni e di stili coordinati elegantemente. E non poteva che essere così la casa di chi ha fatto dell’estetica il centro della propria vita. Visagista, istrionico, amante del bello e del lusso, un mago del make up. Un uomo che ha sempre curato la sua immagine e quella di moltissime donne. Ha scritto libri e manuali sul trucco e sulla bellezza. E di case se ne intende visto che nella sua vita ne ha acquistate e ristrutturate davvero molte.

Casa Diego Dalla Palma a Taormina_0039
La vista impagabile spazia tra il blu del cielo e del mare fino ad arrivare a scorgere poco sotto il Teatro Greco, ancora oggi sede di molte rappresentazioni. La casa, in origine, appariva poco coerente, un insieme di stili che poco legavano tra loro. Il maggior intervento, quindi, è stato "a togliere". Foto di Massimo Listri

Nelle intenzioni del proprietario, questa casa doveva suscitare le stesse emozioni da lui provate in luoghi visitati e dalle esperienze di vita vissute, che sono state qui riportare sotto forma di souvenir e oggetti preziosi provenienti da tutto il mondo, in una sintesi personalissima ed elegante. Cornici dell’800, collezioni di quadri di diversi autori, tende di lino e seta oltre ai merletti antichi del soggiorno e delle camere da letto. Una casa che vuole essere, secondo le parole di Dalla Palma, “una dimensione articolata: la rappresentazione di tutti i posti visitati durante la mia vita, sia i luoghi di mare sia quelli di terra”. Ad esempio, una stanza è dedicata alla città di Sibari ed è piena di oggetti rappresentativi della Magna Grecia; un'altra è dedicata alla città di Instambul, una alla città di Lisbona e un’altra ancora ad Atene. Queste sono le città del cuore di Diego Dalla Palma, quelle che hanno suscitato in lui emozioni. Ma sentiamo Diego parlarci di Villa Sirena.

Da quanti anni sei proprietario di questa casa?
Da circa 5 anni, l'ho acquistata da una famiglia nobile siciliana, più precisamente da un unico erede che viveva a Londra e che non aveva intenzione di rientrare in Sicilia. Ha deciso di dismetterla e io me  ne sono innamorato immediatamente. E’ stato un colpo di fulmine. Si presentava diroccata ma io la vedevo bellissima.

Foto di Massimo Listri
La camera da letto "total white" è ravvivata da pennellate di colore, ottenute grazie alla bellissima collezione di dipinti alle pareti e dai copriletti e i cuscini. Foto di Massimo Listri

Perché hai scelto proprio questa?
E’ stata costruita nel 1906, è una dimora ricca di storia e di fascino. Per molto tempo è stata un albergo, poi negli '40 ha ospitato i gerarchi fascisti e successivamente è appartenuta a una signora inglese che l’ha utilizzata come “laboratorio di merletti”. Per questo nella mia casa se ne trovano così tanti. Anche lei, come me, si era innamorata di Taormina, dell’isola e dei siciliani. Tutto qui mi affascina, in particolare trovo che quest'isola sia pervasa di mistero. E direi che è proprio per questo motivo che ho deciso di acquistare casa in Sicilia. Il senso di magia dei siciliani e l'imprevedibilità che si respira in questa isola sono unici .

Che tipo di interventi sono stati fatti alla casa?
Interventi strutturali molto importanti. La casa si presentava con alcune “fragilità” e quindi è stato necessario fare una ristrutturazione di tipo invasivo. Inoltre, si presentava un po' “raffazzonata”, un mix di di varie epoche, molto approssimativa ai miei occhi. E’ stato necessario rifarla totalmente. Ho abbattuto pareti e ricostruito completamente le fondamenta. Mi sono servito di una azienda edile di Fiumefreddo. Ho voluto solo operai siciliani.

Foto di Massimo Listri
Foto di Massimo Listri

Ti sei avvalso di architetti o hai fatto tutto da solo?
Sono stato coaudiuvato dall’architetto Davide Grasso, da suo padre Concetto e dall’ingegner Salvo Rigaglia. Tutti siciliani. Abbiamo dovuto rifare praticamente tutto. La casa, come detto, necessitava di molti interventi strutturali e sono state abbattute diverse pareti: avevo voglia di vedere oltre, far riflettere la luce del sole siciliano dentro le stanze. E così è stato.

Ha richiesto particolari autorizzazioni comunali?
Devo dire di no. E per quanto riguarda le lungaggini burocratiche direi nella media. Qualche ritardo in più rispetto alla norma poiché ho dovuto attendere che la Sovrintendenza si pronunciasse. Controlli accurati, assidui e costanti. La ristrutturazione è durata circa due anni.

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