Uso attento dei materiali, soluzioni ingegnose per sfruttare ogni centimetro e soddisfare il gusto “storico” e industriale del recupero di oggetti e atmosfere.

Creare un'armonia di linguaggi che mettesse in comunicazione con naturalezza la storicità dell'appartamento con interventi e arredi di carattere decisamente contemporaneo, senza eccedere nel minimalismo e senza voler ricreare, d'altra parte, un ambiente finto antico: questa la filosofia che ha caratterizzato la ristrutturazione, a Milano, di una vecchia casa di ringhiera affacciata sul Naviglio Grande. La scelta è stata dunque quella di snaturare il meno possibile l'impianto della casa, modificando solo la zona giorno in cui, con la demolizione di un muro che separava due locali, si è creato un unico grande living in cui è stata incastonata la cucina, racchiusa in una scatola di ferro e vetro, comunicante con la zona pranzo attraverso una porta e una finestra all’interno della struttura, che permettono di chiudere l'ambiente se necessario.

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Nel bagno principale, come in tutto l'appartamento, la scelta stilistica è stata quella del rigore e della pulizia, grazie a un utilizzo sapiente di materiali e rivestimenti. Protagonisti sono il lavabo, con struttura in ferro creata su misura, e una grande vasca in ghisa con piedini d'appoggio cromati in stile inizi '900.

Il fil rouge tra gli ambienti è stato creato con la ripresa di materiali caratteristici e dal sapore industriale, come il ferro: oltre che nella cucina e nelle librerie, ritorna infatti protagonista anche nei bagni. In quello principale, ad esempio, la base lavabo (con piano in marmo di carrara, come i piani lavoro della cucina) e lo specchio sono realizzati in ferro su misura, in modo tale da permettere la scelta originale del posizionamento del blocco davanti alla finestra: lo specchio è collegato a terra e a soffitto in modo da poter girare su se stesso e permettere così l'apertura del serramento, facendo guadagnare spazio e creando un intrigante gioco di luci e di riflessi. Nel bagno degli ospiti, invece, è una vecchia macchina da cucire restaurata a essere utilizzata come base per il lavabo. In entrambi i bagni un ruolo importante è giocato dall'utilizzo, per i pavimenti, di cementine fatte a mano, acquistate a Parigi, in contrasto con le piastrelle bianche più delicate e neutre alle pareti. L'ingombro dell'originaria cucina è stato utilizzato per creare il bagno secondario, in perfetto incastro con lo sgabuzzino: la doccia, a filo, è posizionata in una nicchia in negativo rispetto all'andamento dell'adiacente ripostiglio.

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Nel bagno secondario, ricavato da quello che era l'ingombro della cucina originaria, la doccia, posta in nicchia, è a filo, con lo stesso pavimento in cementine decorate che caratterizza l'intero locale, ed è chiusa da una parete in vetro.

L'INTERVENTO

L’appartamento, una vecchia casa di ringhiera di 130 mq circa, non era stato toccato dagli anni '30: aveva pavimenti che si sovrapponevano e soffitti molto danneggiati. Sono state necessarie innanzitutto opere di consolidameno strutturale, oltre all'installazione di impianti e pavimenti nuovi (parquet e piastrelle). Per creare maggiore ampiezza nella zona giorno e per sfruttare al meglio le due finestre esistenti, si è scelto di demolire il muro che separava la sala da pranzo dal soggiorno. Nella zona notte l'ingombro della vecchia cucina è stato trasformato nel secondo bagno.

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ARCHITETTO
Selina Bertola, Studio Nomade Architettura e interior Design
FOTOGRAFIE
Gregory Abbate

Per consultare tempi e costi di realizzazione, leggere Come Ristrutturare la Casa N.5

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