Gli italiani promuovono la propria casa con un sette e mezzo

Secondo l’Osservatorio Doxa sulla casa, tuttavia, soltanto il 25% degli italiani è pienamente soddisfatto della propria abitazione. Molti i difetti indicati, scarsa la conoscenza per porvi rimedio

La casa mantiene il proprio ruolo fondamentale per la stragrande maggioranza degli italiani, ma solo il 25% dei nostri connazionali si dichiara veramente soddisfatto della propria abitazione. Molti sono i difetti e i problemi indicati, ma in generale c'è scarsa conoscenza sulle modalità per risorverli.

Questa l'evidenza principale dell’Osservatorio sulla Casa 2017, l'indagine Doxa  realizzata quest'anno con il contributo di Leroy Merlin, ideatore dell’iniziativa, affiancato da Saint-Gobain. Lo studio, condotto su un campione di 1.500 individui rappresentativo della popolazione italiana, è stato sviluppato attorno a 5 pilastri su cui si concentra l’attenzione quando si parla di “casa ideale”: la casa attenta alla salute, la casa comoda da vivere, la casa che fa risparmiare, la casa rispettosa dell’ambiente e la casa smart.

Partiamo dalla fotografia dell'abitare in Italia (dati ultimo censimento Istat): l'82% degli inquilini sono anche proprietari di casa; il 65% dei connazionali vive in appartamento, e la grandezza media di un'abitazione è pari a 98 metri quadri. E come valutano gli italiani la propria abitazione? Secondo l'indagine Doxa il voto medio assegnato è 7,5, non così male quindi, si potrebbe dire un "discreto". Però, come si diceva, ci sono margini di miglioramento, dato che solo nel 25% la casa supera a pieni voti o quasi (9 e 10) la valutazione, mentre nel 65% dei casi il giudizio varia dal livello di sufficienza del 6 all'8, e per il 10%, infine, è insufficiente (voto da 1 a 5). La prima ragione di scontento è lo scarso isolamento termico dell'immobile, indicato dal 32% del campione; a seguire vi sono la carenza di spazio (30%) e i costi di mantenimento e di riscaldamento troppo elevati (entrambi al 27%). Nel "cahier de doléances" figurano poi la bassa qualità delle finiture, lo scarso isolamento acustico e  gli impianti obsoleti (25, 21, 20% rispettivamente).

Valutando nel complesso tutte le voci di giudizio risulta che tra gli aspetti di una casa più importanti per i connazionali c'è la sua salubrità: tra le maggiori preoccupazioni ci sono in particolare l’inquinamento dell’aria interna (69%) e l’inquinamento acustico (80%). E in effetti le preoccupazioni sono fondate, perché trascorriamo il 90% del nostro tempo in ambienti chiusi e l'inquinamento interno è 5 volte maggiore di quello esterno. «Sorprende quanto poco siano conosciute le maggiori cause che influiscono sulla qualità interna dell’aria, ovvero gli aldeidi, i Voc - i composti organici volatili presenti in deodoranti, materiali per la pulizia della casa ma anche in molti materiali da costruzione, come colle, solventi, pitture, e muffe provenienti dall’umidità. Oggi esistono materiali edili che non contengono VOC e soprattutto che sono in grado di neutralizzare quelli esistenti» ha precisato Giulio De Gregorio, Direttore Habitat di Saint-Gobain in Italia.
Anche per quanto riguarda l’inquinamento acustico, se il 72% degli intervistati dichiara di aver installato i doppi vetri come strumento di difesa, solo l’11% è intervenuto anche con lavori sulla struttura della casa, quali l’isolamento delle pareti perimetrali, del solaio/tetto e dei pavimenti.

Il secondo tema dell'abitare al quale gli italiani danno importanza è la comodità, il comfort: una casa capasce di adattarsi alle esigenze e specchio della personalità di chi la abità. In questa sfera rientra anche l'aspetto estetico, che si rivela particolarmente importante: l’indagine rivela, infatti, che oltre l’85% degli intervistati ha eseguito almeno un lavoro di abbellimento o manutenzione e che la spesa media ad essi riferita si aggira intorno ai 3.000 euro. Interessante constatare che il "fai da te" si sta diffondendo sempre più (il 27% degli intervistati che afferma di occuparsi personalmente dei lavori di manutenzione e ristrutturazione della casa): secondo Leroy Merlin Italia il 52% di chi pratica il fai da te non lo fa per combattere la crisi economica, ma perché in questo modo sente la casa più sua e a propria misura.

Sul tema del risparmio emergono lacune conoscitive importanti: solo il 24% degli intervistati considera l’efficientamento energetico legato all’isolamento termico un fattore primario nella scelta dell’abitazione. Eppure l’impatto economico dei costi legati al riscaldamento e al raffrescamento della propria casa è più che noto. Anche in questo caso si riscontra una scarsa conoscenza delle soluzioni esistenti, ad esempio l’isolamento dell'involucro.

L'ecosostenibilità della propria abitazione non appare un tema di particolare interesse interesse: per esempio, solo il 18% degli intervistati nella scelta della pittura delle pareti si basa sulla naturalità del prodotto. Allo stesso modo la casa intelligente, ovvero quella dotata di apparecchi comandabili a distanza, non è ancora nel cuore di tutti, anche se c'è già un 16% che considera la presenza di sistemi innovativi un elemento molto importante nella scelta della casa. Tra gli apparecchi più desiderati ci sono quelli utilizzati per il monitoraggio a distanza degli ambienti.

 

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