Edilizia in difficoltà anche nel 2017

Lo prevede l’osservatorio Market Monitor di Atradius, secondo cui quest’anno gli investimenti nel nostro Paese si contrarranno dell’1,2%. In controtendenza il mercato della riqualificazione

Uno dei motivi di sofferenza dell'edilizia in Italia, oltre alla crisi che dal 2008 ha impattato in particolare modo su questo settore, è dovuta ai lunghi tempi di pagamento delle fatture commerciali emesse dalle imprese fornitrici. A questo si aggiunge l'aggravante dell'insolvenza che resta a livelli di guardia. A soffrire sono soprattutto le Pmi, le piccole cooperative e i consorzi focalizzati sul mercato domestico sia dell’edilizia residenziale che delle opere pubbliche, anche a causa di un inasprimento delle condizioni di accesso al credito bancario che non sembrano destinate a diventare più flessibili almeno nel breve periodo. E non è un caso se i prestiti bancari nel settore dell'edilizia residenziale sono calati da 30 miliardi nel 2007 a meno di 8 nel 2015 e il settore è crollato del 60% dal 2008 al 2015, mentre in parallelo per il non residenziale si è passati da 20 a 10 miliardi di prestiti.

Anche quest'anno la situazione non è rosea. Secondo l’osservatorio Market Monitor di Atradius (gruppo mondiale attivo nell'assicurazione del credito), dopo un modesto segnale di ripresa nel 2016 (+0,3%), gli investimenti nel settore delle costruzioni nel nostro Paese si contrarranno dell'1,2% nel 2017. In particolare gli investimenti in nuove costruzioni sono attesi in declino del 3%, mentre per le opere pubbliche le previsioni di Market Monitor parlano di un -3,5%. Unica eccezione il settore delle riqualificazioni e ristrutturazioni che, grazie agli incentivi statali, è cresciuto del 19% dal 2008 al 2015 e che dovrebbe proseguire questo trend anche quest'anno.

Qualche segnale positivo arriva anche dai tempi di pagamento che, pur restando superiori a 100 giorni, segnano un calo rispetto ai 150 giorni del 2014 (nel dettaglio, erano 146 giorni in media nel primo trimestre del 2014, scesi ai 108 giorni del primo trimestre 2016). Nella pubblica amministrazione i tempi medi sfiorano ancora i 5 mesi e mezzo, quasi il triplo dei 2 previsti dalla legge. Quanto ai livelli d’insolvenza registrati nel comparto dell'edilizia, sono sempre molto alti, ma il dato positivo è che non si attende per quest’anno un significativo peggioramento della situazione.

All'estero la situazione è a macchia di leopardo. Altri Paesi, come l'Italia, segnalano criticità sulle performance di pagamento delle fatture. È il caso di Belgio, Francia e Regno Unito dove i ritardi di pagamento sono in fase di cronicizzazione o addirittura peggioramento. Prospettive positive, invece, si registrano in Germania (calo del 2% delle insolvenze nel settore) e Paesi Bassi, dove le imprese del comparto edile prevedono una sostanziale crescita dei ricavi quest’anno, a beneficio dei loro livelli di liquidità. Migliora la situazione anche in Spagna, dove il settore si attende una stabilizzazione dei già migliorati livelli d’insolvenza, previsti in ulteriore decremento quest’anno. Al di fuori della UE, criticità sulle tempistiche di pagamento si attendono invece in Arabia Saudita e Singapore.

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