Ecobonus condomini in attesa delle regole sulla cessione delle detrazioni

Rete Irene sottolinea l’iportanza di consentire ai condòmini di cedere i crediti Irpef anche alle banche e altri soggetti finanziari. Così si stimolerebbe l’efficienza energetica nel settore immobiliare

Il nuovo ecobonus per i condomini, con la cessione delle detrazioni, se correttamente declinato potrebbe costituire un passaggio determinante per la trasformazione del settore immobiliare e darebbe impulso all'efficienza energetica. Ne è convinta Rete Irene, il network di aziende che promuove la cultura della riqualificazione rnergetica puntanto alla realizzazione di interventi che migliorano le prestazioni energetiche degli edifici.
Virginio Trivella, coordinatore del Comitato tecnico scientifico di Irene, sottolinea che le modalità di attuazione della facoltà di cessione delle detrazioni previste per gli interventi di riqualificazione energetica e di miglioramento sismico delle parti comuni degli edifici condominiali devono ancora essere definite con provvedimento dell’Agenzia delle entrate, che era da adottare entro sessanta giorni dal 1° gennaio 2017.

Ricordiamo che la Legge di Bilancio 2017 ha previsto per tutti i condòmini la possibilità di cessione a terzi delle detrazioni fiscali inseguito a interventi di riqualificazione energetica di parti comuni (per esempio ai fornitori che hanno effettuato gli interventi, ma anche altri soggetti privati), escludendo però tra i beneficiari gli istituti di credito e gli intermediari finanziari. Così, tuttavia, viene meno un fattore di stimolo per le banche di finanziare gli interventi. La detrazione dell'ecobonus parte dal 65% delle spese sostenute, percentuale che può arrivare al 70% se l’intervento interessa almeno il 25% dell'involucro edilizio.

«Non conosciamo il motivo per cui, osserva Irene, a due mesi dalla scadenza, il provvedimento non sia ancora stato adottato, anche se ha circolato l’ipotesi che si aspettasse un nuovo aggiornamento legislativo riguardante i nuovi incentivi in occasione della manovra di finanza pubblica attesa per il mese di aprile. Forte era l’aspettativa per una modifica che abrogasse il divieto di cessione delle detrazioni agli istituti di credito e agli intermediari finanziari, ma la Manovrina di primavera è stata emanata senza alcuna novità in questo ambito (...). In quanto operatori a stretto contatto con il mercato, che vivono quotidianamente le difficoltà che devono essere affrontate da chi promuove l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare costruito, auspichiamo fortemente che nel corso dell’iter di conversione in legge sia fornita una risposta adeguata a un problema ormai universalmente riconosciuto.
Facilitare il finanziamento degli interventi di riqualificazione energetica profonda attraverso il coinvolgimento dei soggetti finanziatori nel meccanismo degli incentivi fiscali sarebbe il modo più efficace di stimolare un settore economico oggi scarsamente sviluppato ma dalle enormi potenzialità, connotato da elevate intensità di lavoro e italianità, vastissima capacità di attivazione di economia indotta, a favore dello sviluppo, dell’occupazione, della tutela dell’ambiente e della riduzione della dipendenza energetica dalle fonti fossili. Analoghe motivazioni, declinate a favore della sicurezza e dello sviluppo economico delle zone caratterizzate da elevato rischio sismico, valgono a motivare l’abrogazione del divieto di cessione alle banche in relazione agli interventi di miglioramento strutturale degli edifici condominiali».

Irene guarda con favore anche alla possibilità che le detrazioni siano cedute dai beneficiari anno per anno. «Questa soluzione - osserva Irene - renderebbe possibile una gestione ben più flessibile delle cessioni, rispetto all’ipotesi alternativa della cessione “in blocco”, favorendo lo sviluppo di attività specializzate, da parte di soggetti finanziari o a essi connessi, volte a facilitare l’incontro tra domanda e offerta di cessioni. Al contrario, la cessione “in blocco”, oltre a mostrarsi difficilmente compatibile con la facoltà di successiva cessione del credito consentita dalla legge, renderebbe assai più rigidi e onerosi i trasferimenti a causa del maggior rischio imposto ai cessionari. Questi infatti dovrebbero accollarsi il rischio di non riuscire a compensare le quote di detrazione per un periodo (decennale) esteso ben oltre le normali capacità di previsione e programmazione».

Il newtork di imprese per la riqualificaizone enrgetica osserva infine che «La flessibilità dalle cessioni operate anno per anno e a soggetti diversi, e la corretta attribuzione delle responsabilità per gli errori di fruizione delle detrazioni possono agevolare un’ampia diffusione dell'ecobonus per i condomini, che si mostrerebbe assai utile per la promozione degli interventi di riqualificazione energetica profonda e di miglioramento sismico degli edifici. Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate potrebbe allora costituire un passaggio determinante nel difficile – ma ineludibile – cammino verso la decarbonizzazione del settore immobiliare».

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