Da palazzina otto-novecento ad abitazione green

Architettura antica e contemporanea si intrecciano in una palazzina otto-novecento che si trasforma nell’abitazione ever green di una giovane famiglia.

camera 1

Ci troviamo in uno storico paese alle porte del Friuli, dove incontrando tutti gli interventi architettonici sovrapposti in oltre due secoli di vita, si è deciso di ricomporre in un unico stabile due fabbricati attigui di epoche e destinazioni d’uso differenti lasciando a vista il passato, un po’ per necessità un po’anche per passione. Il progetto di questo edificio racconta la storia di una grande casa nata nell’800 come abitazione, ampliata e trasformata nel ‘900 in laboratorio per la produzione di zoccoli poi destinato a negozio che, con questo lavoro, ritorna ad essere la residenza di una giovane famiglia.

Muri di mattoni o pietre e soffitti in legno ospitano a effetto armadiature moderne e sedute di design che si confrontano con capolavori dell’arte contemporanea. Storie di oggetti e progetti, ricercati, sofisiticati, innovatori, caratterizzati da uno stile intramontabile. Al piano terra, nella parte novecentesca, dove prima c’era il magazzino, rinasce su due piani una zona giorno “super contemporanea”; permeabile al giardino posteriore attraverso vetrate filo facciata di grande effetto visivo sia dall’interno sia dall’esterno. Sui tre livelli della parte più antica si sviluppano invece le aree servizi e la parte notte, con particolare cura per la stanza che si trova all’ultimo piano. In questa grande zona, dal living una scala porta alla camera padronale dove la presenza antica del sottotetto è uno degli elementi originali della casa. Restaurato con attenzione risulta protagonista di un open space attrezzato con bagno e cabina armadio; e pochi elementi d’arredo appoggiati sopra una pavimentazione neutra in resina bianca. Durante i lavori, la ricucitura tra i due blocchi di costruito è apparsa subito delicata a causa delle altezze variabili tra i solai da riconnettere.

L’inserimento della nuova scala rappresenta senz’altro il fulcro del progetto e il suo studio è avvenuto in concerto con la direzione lavori che, grazie alla sua esperienza, ha saputo dare soluzione pratica con dettagli e disegni tecnici a molte problematiche legate alla differenza di quota e alla conservazione dei piani originali. “La volontà di alleggerirne la presenza terra-cielo lavorando su spessori minimi consente una percezione ininterrotta degli spazi e della luce. La presenza costante di tracce del passato – che si è scelto di mantenere visibile in più punti – affiora tra le superfici bianche e lisce delle pareti e dei pavimenti, in contrasto con il cemento a vista che rivela la propria ruvidità nei punti in cui la scala si connette con l’esistente”.

_©CordeArchitetti_CAMERA DA LETTO_72dpi

_©Ruzzier_6301PRIMA E DOPO
All’ultimo piano, prima utilizzato come soffitta e ora zona notte principale, si è voluto consolidare la copertura e preservare l’ordito a vista del sottotetto originale. Nuovi profili metallici posti sopra le travi esistenti e connessi attraverso fasce metalliche salvano la bellezza e assicurano la solidità della struttura.

 

PROGETTISTA
Corde Architetti Associati. Collaboratori Elisabetta Fava, Alan Rover, Ivan Muzzin
DIREZIONE LAVORI
Leonardo Brosolo (Chiarot&Brosolo Associati)
STRUTTURE
Ing. Antonio Colonnello
IMPIANTI
Ing. Francesco Terpin
FOTOGRAFIE
Alessandro Ruzzier, Corde Architetti Associati

Per visualizzare l’articolo completo con le piante e i costi

 

LASCIA UN COMMENTO