Da deposito ad appartamento per famiglia

Un progetto unitario che trasforma un deposito in un appartamento per famiglia con bambini. Scompaiono le porte e gli elementi architettonici si arricchiscono di molteplici funzioni

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L’edificio costruito nei primi anni del '900 si trova all’interno di un cortile nel centro di Milano ed era originariamente adibito al ricovero dei cavalli utilizzati per la distribuzione della posta. La struttura è stata risanata con la creazione di un vespaio areato e sono state realizzate una serie di palificazioni contro terra per permettere il ripristino del seminterrato esistente in origine e reinterrato negli anni successivi. L’interno dell'appartamento, prima della ristrutturazione, era diviso in due ambienti da un muro in mattoni pieni ora in gran parte demolito per ottenere un unico grande spazio. La zona giorno/cucina dell'appartamento ubicata in ingresso al piano terra è infatti un open-space nato dal desiderio dei proprietari di unificare la fruizione dei diversi ambienti dell’abitare: ricevere, cucinare, pranzare con gli amici. Unico spazio chiuso, un piccolo bagno di cortesia sul retro della scala a chiocciola. La nuova suddivisione riguarda quindi principalmente la zona notte. Dietro un arco esistente al piano terra è stata pensata la camera dei bambini con soluzioni giocose e pareti colorate e da qui sale la scala che porta al soppalco adibito a camera padronale. In questa vasca e lavabo rimangono a vista nello spazio dedicato al riposo, mentre sono stati ricavati due piccoli ambienti chiusi per i sanitari.

L'INTERVENTO
L'idea di base è creare un ambiente unico da abitare dove svolgere in condivisione le diverse attività del vivere quotidiano. Anche le sale da bagno, tradizionalmente ambienti separati e chiusi, entrano a far parte di questo grande spazio: la doccia della camera dei bambini diventa la lanterna che illumina e la vasca in legno l'angolo relax nella camera padronale.

Il disegno della sala da bagno, parte integrante dello spazio del riposo nella camera padronale, è giocato sull’accostamento di volumi puliti e l’utilizzo di materiali naturali come la beola del basamento e il rovere della vasca e della parete che sostiene l’asta della doccia. Il lavabo in legno di rovere è appoggiato su un grande piano in beola bianca a spacco, materiale tipicamente lombardo. Anche il pavimento è in legno di rovere sbiancato come nella maggior parte dell’abitazione.

Nel bagno della camera dei bambini è stata realizzata una grande doccia in corian arancione separata dalla camera attraverso un vetro circolare opalino che funge da quinta luminosa: quando il bimbo era piccolo i genitori lasciavano accesa la luce della doccia per farlo addormentare. Il braccio doccia, anch’esso arancione, è centrale così da sembrare una doccia da esterno. La scala che collega le due camere da letto si integra con i vuoti orizzontali e verticali lasciati dal disegno dei volumi dei bagni. Parte con gradini grandi e irregolari nella camera dei bambini per poi svilupparsi sotto il basamento in beola della vasca e raggiungere la camera padronale. Il tetto prima della ristrutturazione era stato completamente distrutto da un incendio ed è stato ricostruito nelle sue forme originali in legno sbiancato. La sua struttura è visibile da tutti i punti dell’edificio dando forza all’idea di un grande unico spazio dell’abitare

Nel bagno dei bambini per le pareti sono stati utilizzati smalti ad acqua giocando su colori accesi e gioiosi come per la camera. Il piano dei lavabi è in corian arancione e un grande specchio a tutta parete sottolinea la continuità con gli spazi adiacenti riflettendoli. Il pavimento è in rovere sbiancato e al posto del tradizionale zoccolino è stata utilizzata una corda da marinaio di sezione di un centimetro.

PROGETTISTA
Studio arch. Laura Pesaro
ARREDI SU MISURA
Linealegno di Sala Fabio
FOTOGRAFIE
Cristina Fiorentini

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