Come scegliere i combustibili legnosi per stufe e caminetti

Legna, pellet, cippato o bricchetti: la nostra guida ragionata aiuta a individuare il materiale più adatto alla stufa o al caminetto che si vuole utilizzare

Come abbiamo sottolineato nella prima puntata del nostro speciale su caminetti, per la scelta di un apparecchio efficiente ed ecosostenibile è necessario verificare che esso sia certificato. Inoltre, bisogna scegliere materiali di qualità per far sì che la combustione sia a regola d'arte: pellet, legna, bricchetti e cippato certificati consentono di produrre basse emissioni al camino. Per legna da ardere, cippato e bricchetti, lo schema di certificazione volontario si chiama Biomassplus (ideato da AIEL e da ENAMA, l’organismo di certificazione accreditato e indipendente che provvede all’ispezione e al rilascio della certificazione). I prodotti a marchio Biomassplus sono garantiti lungo tutta la filiera per quanto riguarda legalità e tracciabilità, sostenibilità ambientale. Per il consumatore, utilizzare legna da ardere o cippato certificato Biomassplus significa, per i combustibili in classe A1, avere acquistato legna secca che può essere utilizzata fin da subito, oppure sapere (per la classe B) di dover essiccare la legna prima di utilizzarla e avere la garanzia di usare al meglio la propria stufa, che scalderà di più, si sporcherà meno e avrà bisogno di minor manutenzione. Anche per i pellet esiste una certificazione ed è internazionale: Enplus. Il pellet Enplus è l’unico controllato lungo tutta la filiera ed è prodotto con la stessa qualità (chimica, fisica, energetica) in tutti i Paesi: usato in stufe e caldaie domestiche, riduce, rispettivamente, da 2 a 4 volte le emissioni di polveri sottili rispetto al pellet non certificato.
Nelle schede seguenti analizziamo i 4 combustibili legnosi con i pro e i contro.

1. Legna: facile da reperire e bassi costi

La tradizionale legna da ardere viene esboscata generalmente in pezzi da un metro, solitamente con un diametro tra i 5 e i 30 centimetri. Si tratta, però, di una pezzatura troppo grande per poter essere sfruttata in ambito domestico. Per le caldaie a legna più piccole, quelle di uso domestico o per gli impianti tradizionali, la pezzatura è ridimensionata sia in lunghezza che in larghezza e tagliata quindi a misura standard di circa 30-50 cm di lunghezza. La legna è solitamente utilizzata dopo essere stata stagionata per 1-2 anni, al fine di ridurre il contenuto idrico del legno dal 50-60% al 15-20%, questo al fine di aumentare la resa in calore al momento della combustione.
Pro: alcune caratteristiche la rendono vantaggiosa rispetto ad altre tipologie di combustibile a biomassa. E' di facile reperimento e presenta costi inferiori rispetto agli altri tipi di combustibile legnoso, specie rispetto ai cosiddetti "densificati" (pellet e bricchetti).
Contro: lnecessita di un luogo apposito per l'accatastamento, a differenza dei combustibili densificati. Inoltre, ha una resa energetica inferiore a causa della maggiore presenza di umidità. Un problema che viene parzialmente risolto con gli impianti più moderni (camini chiusi o caldaie a fiamma inversa) che funzionano in modo tale da ridurre gli sprechi energetici tipici dei camini aperti. Ma il problema principale è l'impossibilità di utilizzare questo combustibile in sistemi automatici. La scelta comporta, infatti, la necessità di un caricamento manuale dell'impianto termico.

2. Pellet: ottima resa, costi più alti

È un combustibile formato da piccoli cilindretti, di 1,5-3 cm di lunghezza e 4-6 mm di diametro, costituiti da segatura densificata ad elevate pressioni. Il pellet è caratterizzato da bassissima umidità e da un elevato potere calorifico. La maggiore praticità nell’utilizzo è controbilanciata da un prezzo superiore rispetto a quello dei tronchetti e del cippato. Per la sua realizzazione il legno viene sbriciolato e inviato alla pellettatrice, una macchina che pressa il materiale e lo compatta, formando lunghi spaghetti legnosi densificati, i quali poi vengono tagliati con un'apposita lama fino ad assumere la misura standard. Da qui vengono poi insaccati e trasportati con facilità.
Pro: trattandosi di un materiale realizzato mediante pressatura e compressione, presenta un'elevata densità e un basso livello di umidità; di conseguenza, ha un potere calorifico notevolmente superiore al legno in ciocchi. La forma in piccoli cilindretti, inoltre, permettono di agevolandone notevolmente il trasporto e lo stoccaggio. Infine grazie alle sue caratteristiche, alla densità, alla forma cilindrica, all'omogeneità dei singoli pezzi, il pellet è il materiale più adatto per essere utilizzato negli impianti a caricamento automatico: gli impianti non devono quindi essere caricati manualmente ma presentano un silo di stoccaggio che, alimenta autonomamente l'impianto.
Contro: ha un prezzo instabile. Soprattutto negli anni passati il prezzo del pellet ha avuto impennate notevoli e in alcuni periodi il combustibile non è stato addirittura disponibile. Ha inoltre fumi abbondanti rispetto al metano (anche se inferiori a quelli della legna). Infine, da non sottovalutare l'impatto acustico, visto che all’interno degli apparecchi da riscaldamento a pellet si trovano delle ventole che servono a movimentare i fumi e l’aria di alimentazione il cui rumore potrebbe risultare fastidioso.

3. Cippato: per grandi richieste di calore

È un combustibile legnoso non densificato, realizzato mediante la riduzione del legno in scaglie (chips) di dimensione variabile, di 2-10 cm di lunghezza e pochi millimetri di spessore. Il cippato può essere costituito da scaglie di solo legno, di legno e corteccia oppure dalla lavorazione di piante intere comprensive di rami e foglie; questa notevole variabilità di materia prima comporta notevoli differenze qualitative di prodotto finito. Si avrà così il cippato bianco (legname senza corteccia), il cippato marrone (legname nel quale è presente la corteccia) o il cippato verde (legno e foglie). Il cippato risulta particolarmente adatto per gli impianti a caricamento automatico. A causa della necessità di stoccaggio in grossi silos si preferisce utilizzarlo in impianti di riscaldamento industriali o comunque in sistemi di riscaldamento ad elevata potenza, ad esempio nelle caldaie condominiali e industriali. In generale, si tratta di un combustibile particolarmente adatto per soddisfare grandi richieste di calore.
Pro: oltre a essere facilmente trasportabile, presenta un basso contenuto di umidità e una resa energetica maggiore rispetto al legno in ciocchi. Si tratta, inoltre, di un combustibile che può essere realizzato sfruttando anche quelle porzioni di bosco altrimenti non utilizzate (rami e foglie secche).
Contro: necessita di un ampio spazio coperto per l'essiccazione; inoltre gli impianti per la cippatura sono scarsamente diffusi sul territorio e vi è la necessità di utilizzare cippato regolare per l'alimentazione degli impianti, al fine di evitare problemi nel funzionamento delle macchine.

4. Bricchetti: buona resa, difficile la tracciatura

Sono formati da cilindri di segatura pressata (ottenuta tramite la triturazione e la pressatura di materiali legnosi o di biomasse come paglia, segatura, pula di riso, gusci di noce, cotone o gusci di caffè) caratterizzata dalla presenza di una bassissima umidità (intorno al 6-8%). A differenza del pellet, hanno dimensioni simili a quelle di un tronchetto di legna da ardere. Le biomasse legnose in questa forma hanno un alto potere calorifico e richiedono uno spazio ridotto per il loro stoccaggio.
Pro: possono essere utilizzati anche negli impianti automatici, ma la principale destinazione d'uso è l'ambito domestico, motivo per il quale è sempre bene accertarsi della provenienza del materiale, che deve essere privo di sostanze tossiche quali colle e vernici o scarti derivanti dalla lavorazione industriale del legno. Grazie alla bassa presenza di umidità, hanno un'elevata efficienza nella combustione, quindi un'alta resa energetica.
Contro: tra gli svantaggi si segnala la difficoltà a ottenere garanzie sulle origini del prodotto e il costo più elevato rispetto agli altri combustibili di derivazione legnosa.

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