Casa UD, senza riscaldamento a 1.800 metri di quota

L’utilizzo di materiali naturali come paglia di riso e terra cruda e lo sfruttamento dell’energia solare hanno consentito di realizzare una casa passiva a impatto zero

A Chamois in Valtournenche (Valle d'Aosta), a 1.816 metri di altitudine, c'è Casa UD, un'abitazione che non utilizza alcun combustibile fossile e non necessita né di riscaldamento né di condizionamento. Anche durante l’inverno, quando vengono raggiunte temperature molto basse, l’abitazione mantiene infatti una temperatura interna tra i 19° e i 22°. Allo stesso tempo, anche durante i mesi più caldi, gli interni della casa hanno sempre una temperatura gradevole e fresca. Realizzato dallo studio Tiziana Monterisi Architetto sui resti di un vecchio rudere del 1834, il rustico di 200 mq riesce a raggiungere queste prestazioni grazie alle soluzioni all’avanguardia architettoniche ed energetiche basate su materiali naturali, tipici delle tradizioni locali, e allo sfruttamento delle energie rinnovabili, risultando una casa passiva a impato zero (ossia con fabbisogno energetico per il riscaldamento minore o uguale a 15 kWh/m²/anno).

Materie prime dalla natura

Un esempio su tutti per quanto riguarda i materiali è la paglia di riso inserita nel telaio, che, grazie alle sue caratteristiche isolanti termiche e acustiche, conferisce traspirabilità alle pareti ed evita fenomeni di condensa. L’umidità viene regolata in maniera naturale dagli intonaci interni, realizzati in terra cruda, e dalla ventilazione naturale. Inoltre, per garantire un perfetto isolamento termico, tra la casa e il controterra è stato impiegato vetro cellulare, un materiale al 99% riciclato e riciclabile.
L’ottima esposizione, con una vista panoramica verso la vallata, consente poi di sfruttare al massimo l'energia termica e la luce del sole, grazie alle vetrate a sud, in parte fisse e in parte apribili. Sempre l'energia del sole è sfruttata per il fabbisogno elettrico, grazie alla presenza di un impianto fotovoltaico. La ricostruzione degli esterni ha impiegato le medesime pietre derivanti dalla demolizione del rudere al fine di riprodurre, il più fedelmente possibile, la tessitura muraria originale. Grazie a tutte queste caratteristiche, Casa UD è stata  premiata con il Premio Sostenibilità 2017 organizzato dall’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile Aess, nella categoria Edilizia Ristrutturazione/Restauro. Ulteriore nota di merito è che, a causa dell’impossibilità per i tradizionali mezzi di trasporto di raggiungere il cantiere, per il montaggio del rustico e per il trasporto di alcuni materiali è stato utilizzato un elicottero.

Legno di recupero per gli interni

Nella progettazione degli interni ruolo centrale è stato affidato al legno. Il larice centenario, presente nel vecchio solaio, è stato recuperato durante la fase di demolizione del rudere e, dopo un’operazione di pulizia, è stato levigato, oliato e trasformato, acquisendo nuova vita; dall’antica essenza lignea sono stati realizzati per esempio il tavolo, il piano dei lavabi e le mensole. Tutti i mobili sono stati realizzati su disegno dello studio Tiziana Monterisi Architetto. All’antico larice fa da contraltare il rovere con cui sono state realizzate le armadiature a muro, le porte e, nella la zona notte, anche il parquet che prosegue idealmente su una parete e ricopre anche il soffitto. Grande cura, infine, è stata posta nella scelta dei complementi d’arredo: cuscini, divani e filati sono in lino 100% naturale.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here