Adesso la casa si stampa

La stampa 3D sovrappone strati di materiale per dar vita a oggetti con dimensioni che possono spaziare da quelle di un anello a quelle di abitazioni di più piani.

Datemi il materiale giusto e vi costruirò una città in sole 24 ore. Anche se questa affermazione può sembrare utopistica come la famosa leva di Archimede, non è invece poi così lontana dalla realtà. Di recente, infatti, un’azienda cinese è riuscita a realizzare dieci case abitabili in una sola giornata di lavoro. Ed entro l’anno promette di raggiungere risultati ancor più eclatanti. Per raggiungere questa strabiliante prestazione non è però stato impiegato un numero spropositato di lavoratori. È bastata invece una manciata di operatori che hanno manovrato dieci stampanti 3D, le quali in totale autonomia hanno realizzato le dieci case. Anche se il nome stampa è tipicamente usato per indicare quel processo con cui si trasferiscono su carta o stoffa testi, immagini o disegni, la stampa 3D nasce per uno scopo totalmente differente: sovrapporre strati di materiale per dar vita a oggetti con dimensioni che possono spaziare da quelle di un anello a quelle di abitazioni di più piani. Ovviamente, a seconda dell’obiettivo che si intende raggiungere cambia il tipo di stampante e di materiale usato.Contour-Crafting

Contour-Crafting

Ma perché usare una stampante 3D per realizzare un’abitazione?
La risposta è semplice: consente di velocizzare i tempi di realizzazione e di ridurre i costi. Inoltre, permette di realizzare la casa dei propri sogni: infatti la stampante non fa altro che dar corpo a un modello impostato a priori al computer. Anzi, il professor Behrokh Khoshnevis, direttore del Center for Rapid Automated Fabrication Technologies presso la University of Southern California, afferma che sia meglio realizzare muri con forme tonde o comunque non lineari perché questi ultimi sono più critici in quanto presentano un minore grado di robustezza. Sicuramente questa è un’ottima notizia per gli architetti, i quali, grazie alla stampa 3D, hanno quindi la possibilità di spingere più in là la creatività, riuscendo a superare alcuni limiti imposti dalla progettazione/costruzione tradizionali.

La questione dei materiali
C’è però da affrontare un problema, che è quello che sta attualmente rallentando l’introduzione su vasta scala delle stampanti 3D nell’ambito dell’edilizia: il materiale. A differenza di quanto è accaduto con le stampanti 3D per piccoli oggetti, nel mondo dell’edilizia un vero e proprio standard non lo si è ancora trovato. Sinora hanno primeggiato composti a base di sabbia, che, conferito il giusto grado di fluidità e di robustezza, hanno permesso di realizzare interessanti “prototipi” di case. Una nuova tendenza è quella di puntare sull’argilla. Questa è per esempio la strada che sta seguendo project WASP. L’argilla sembra infatti poter fornire ottimi risultati in termini strutturali. Per ora sono stati creati solo elementi con dimensioni inferiori a quelle di un’abitazione: fontane, panchine, o altri tipi di moduli edili. Possibilità d'impiego fino ad ora inesplorate. Per ovviare alle difficoltà che può comportare l’uso di argilla o sabbia, c’è chi ha puntato su materiali totalmente differenti, come il legno. Un esempio arriva da Villa Asserbio costruita nei pressi di Copenaghen senza l’impiego di gru o betoniere. Il progetto è partito dalla creazione di un modello 3D che è stato inviato a una particolare stampante 3D la quale ha ritagliato una serie di “fogli” di legno da sovrapporre manualmente per dar vita alla casa.

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Nuova generazione di mattoni con una struttura a nido d'ape che permette di assorbire l'acqua

Che stampante usare?
Oggi il modello di casa su cui spesso sono valutate le prestazioni delle stampanti 3D è un ambiente di circa 50 mq e il numero massimo di piani realizzabile è solitamente due. Le macchine da usare per creare una casa devono infatti consentire all’estrusore (l’ugello dove esce il materiale costruttivo) di potersi muovere raggiungendo altezze di alcuni metri ma la stampante stessa deve essere in grado di spostarsi su una superficie. Per soddisfare queste necessità sono state sviluppate robuste macchine che possono muoversi lungo binari e che raggiungono altezze solitamente di 6-7 metri. In alternativa, c’è chi, come Contour Crafting, sostiene di aver studiato un modo per poter fare arrampicare la propria stampante (che è pensata per case di due piani) sulla struttura creata, per consentire di realizzare palazzi con un elevato numero di piani.

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In collaborazione con 3D Printing Creative

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