Casa-bottega: due dimensioni, una sola identità

Attività professionale tra le mura domestiche? Una dimensione possibile anche solo con piccole modifiche degli spazi. Un abile gioco di luce, colori e suoni per la riorganizzazione degli ambienti

Far convivere casa e bottega in un unico appartamento? Sì, è possibile, con qualche piccolo accorgimento e un’abile distinzione degli spazi.
In questo caso la necessità dei committenti era di affiancare le esigenze familiari di una giovane coppia alla realtà frenetica di un laboratorio per lavori manuali e di uno studio di progettazione: ambienti ben distinti dall’abitazione, ma, al tempo stesso, integrati.
L’appartamento - al sesto piano di un edificio milanese degli anni ’60 - presentava già una distribuzione degli spazi funzionale alle future attività, grazie a uno sviluppo asimmetrico rispetto all’ingresso principale. Entrando infatti, da un lato si trovavano due ambienti di medie dimensioni con un piccolo disimpegno e un affaccio sul cortile interno; due stanze riservate quindi, che presentavano le caratteristiche per diventare “gli spazi del lavoro”: “raccolti” e indipendenti. Dall’altro, un’ampia stanza illuminata da grandi vetrate che si affacciavano su un terrazzo offriva il giusto compromesso con la vita cittadina.

La ristrutturazione, perciò, ha conservato il taglio iniziale dell’appartamento. Quali sono stati i pochi - ma determinanti – interventi, quindi? Innanzi tutto la divisione del grande soggiorno in due ambienti, in modo da ricavare una camera da letto matrimoniale. E poi la riorganizzazione del bagno padronale: la demolizione di una piccola parete, che creava una sorta di antibagno non necessario, e la ridistribuzione dello spazio con lo spostamento degli attacchi idraulici. Tutto questo ha reso l’ambiente più ampio e gradevole.

Punto focale del nuovo appartamento è diventato, così l’ingresso principale: collegato alla zona giorno mediante una grande apertura e arredato ottimizzando lo spazio, introduce al soggiorno grazie alla costruzione di una nicchia in cartongesso che ospita una libreria. Perpendicolare a questa, si apre un piccolo disimpegno che individua l’accesso al laboratorio per le attività manuali (trasformabile, all’occorrenza, in camera per gli ospiti)e al bagno padronale. Sul lato opposto, l’ingresso è ora collegato allo studio di progettazione: un open space con due postazioni di lavoro, armadi-archivio, ampie pareti a disposizione per esporre schizzi e disegni e un piccolo bagno. Lo studio ha un ingresso secondario e totalmente indipendente.
Attenzione particolare è stata riservata al rinnovamento degli impianti, sia elettrici sia idrici, per adeguare la ristrutturazione alle normative vigenti, secondo la nuova destinazione d’uso degli ambienti desinati al lavoro. Porte e finestre sono state sostituite per aumentare l’efficienza energetica dell’appartamento (migliorandone l’isolamento) e ridurre l’inquinamento acustico.
Elemento comune a tutto l’appartamento è diventato l’aspetto cromatico: la combinazione del bianco e del nero, interrotta da sapienti tracce di colore alle pareti e da specchi che amplificano la luminosità, regalano all’appartamento insoliti scorci belli da vedere e belli da “vivere”.

Le piante del progetto

Scheda progetto
Progettisti
Arch.Angelo Stoli
Designer Elena Salmistrato

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