Biomassa legnosa: la nuova frontiera del riscaldamento

Stufa a pellet Botero2 di Jolly Mec
Le fonti energetiche di origine legnosa rappresentano il futuro in termini di risparmio ed efficienza. L'importante è che gli impianti siano certificati. Leggi il nostro approfondimento che spiega come scegliere una stufa o un caminetto

Tra pochi giorni, precisamente dal 21 al 25 febbraio, si svolgerà alla Fiera di Verona l’11ª edizione di Progetto Fuoco, salone internazionale biennale dove sarà possibile vedere lo stato dell'arte del mondo delle stufe, dei caminetti e delle caldaie a legna, grazie agli 800 espositori presenti, provenienti da 40 Paesi, e ai circa 300 impianti funzionanti. Non c'è occasione migliore per presentarvi qui la prima puntata del nostro speciale su caminetti e stufe, pubblicato in una versione più ampia sul numero di gennaio-febbraio di Come Ristrutturare la Casa. Nei prossimi giorni seguiranno altre due puntate, una dedicata alla scelta del combustibile (legna, pellet, cippato, bricchetti), l'altra agli incentivi fiscali per l'acquisto degli impianti.

Le biomasse per il riscaldamento domestico (legna, pellet e cippato), da utilizzare in stufe, caminetti o caldaie sono da qualche tempo proposte come una possibile e valida alternativa ai sistemi di riscaldamento “tradizionali”, ma sono anche un grande interrogativo. Molti si chiedono: sono ecologiche o inquinanti? Economiche o svantaggiose? A complicare le valutazioni degli utenti, le informazioni spesso contraddittorie provenienti dall'attualità o dagli approfondimenti dei mass media in chiave ecologica. «Sicuramente il contributo che la combustione delle biomasse dà alla qualità dell'aria è significativo, ma bisogna fare delle doverose distinzioni» osserva Annalisa Paniz, direttore Affari Generali dell'AIEL - Associazione Italiana Energie Agroforestali, che raggruppa le imprese operanti nella filiera dell'energia prodotta da biomasse, con oltre 400 associati attivi nella produzione di materiali e tecnologie, nonché nelle istallazioni. «Le emissioni inquinanti – prosegue Annalisa Paniz - sono presenti in larghissima parte laddove vi è l’utilizzo di stufe o caldaie obsolete e non certificate, non installate a regola d’arte e con impianto fumario non a norma. L'evoluzione tecnologica ancora in corso nella creazione di stufe e caldaie di nuova generazione è molto significativa, e gli investimenti in ricerca e sviluppo delle nostre imprese stanno dando frutti notevoli».

Su un totale di circa 11 milioni di stufe, camini e caldaie domestici a legna e pellet (dati Italia 2017, secondo il Politecnico di Milano), il 55% sono apparecchi con oltre 20 anni, il 35% con almeno 15 anni e solo il 10% con meno di 6 anni. Nei prossimi dieci anni si prevede la rottamazione di 4-5 milioni di generatori a legna e la sostituzione di caldaie a combustibili fossili con altre a biomassa legnosa di nuova generazione, attraverso cui sarà possibile garantire un miglioramento significativo delle emissioni.

Su cosa indirizzarsi per la scelta

Dal settembre 2016 AIEL ha introdotto Aria Pulita, la certificazione di qualità dei sistemi di riscaldamento a biomasse legnose, per le stufe, gli inserti per camino e le caldaie fino a 35 kW di potenza. Aria Pulita classifica i generatori assegnando fino a 4 stelle: più sono le stelle, maggiore è il rendimento e minori sono le emissioni. Vi sono già oltre 2.000 modelli certificati: il consumatore può informarsi grazie al sito di riferimento www.certificazioneariapulita.it, uno strumento molto trasparente e di facile consultazione.
Aria Pulita si propone anche come strumento utile al cittadino allo scattare dei divieti regionali previsti in caso di ripetuti sforamenti dei limiti di PM10 nell’aria.

Una volta verificato che l'apparecchio abbia la certificazione, ecco uno schema per capire su quale tipo di impianto orientarsi, in funzione delle proprie esigenze. Sotto, trovate una stima dei costi per riscaldare una casa di 100 mq con il legno rispetto ai combustibili tradizionali come metano o Gpl.

Quanto costa riscaldare 100 mq con il legno

Per riscaldare un’abitazione di 100 mq per tutto l’inverno servono circa 12 MWh di energia. A seconda del combustibile scelto, il costo unitario di questa energia cambia considerevolmente, passando dai 44 euro della legna da ardere, ai 62 del pellet sfuso in autobotte o in sacchi, ai 73 del metano, fino ai 127 euro del gasolio e ai 234 del gpl. Il risparmio è sensibile sia che si scelga una caldaia alimentata completamente a pellet, in totale sostituzione quindi di un impianto tradizionale, sia che si preferisca integrare la caldaia esistente con una stufa a pellet.
Annalisa Paniz, direttore affari generali AIEL

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