Da appartamento d’epoca a open space moderno

Roma. Un appartamento d’epoca abbatte ogni elemento di divisione e si trasforma in un open space moderno, flessibile e luminoso

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Un progetto all’insegna dell’adattabilità ai ritmi quotidiani. Le due pareti girevoli, rispettivamente larghe 3 e 2,20 m per un’altezza di 3,15 m, consentono infinite variazioni dell’ambiente.

Vivere in spazi ibridi, dove la funzione delle stanze non è più chiusa e definita. La possibilità di modificare, con un semplice gesto, la geometria degli ambienti. Una nuova interpretazione del legame tra la casa e chi la abita dà origine alla proposta di ristrutturazione per questo appartamento di inizio ‘900. Gli ambienti si presentavano rigorosamente suddivisi e organizzati in successione lungo il corridoio di distribuzione centrale. La richiesta della committenza era di valorizzare gli spazi e lasciare che la luce naturale si diffondesse all’interno, moltiplicando i volumi e ampliando la prospettiva ottica. Nasce, così, l’idea di assecondare l’interazione, dinamica e giocosa, tra la casa, immaginata come un organismo vivente capace di variazioni, e chi vi abita.

Le diverse attività che verranno svolte nel tempo all’interno degli spazi domestici sono, in realtà, difficilmente immaginabili in fase di progettazione. Qualunque tentativo di pianificarle da parte del progettista non potrà che risultare limitante e riduttivo. Condizionamento che, in termini distributivi e spaziali, verrà immancabilmente subita da chi abiterà la casa.  Dal quesito progettuale si origina, così, la soluzione di creare uno spazio modificabile, mediante la demolizione totale dei tramezzi e l’introduzione di pareti girevoli. La cucina, a isola, si relaziona con il living mediante semplici passaggi. Tutte scelte volte a liberare gli ambienti domestici da vincoli alla vista, alla circolazione dell’aria, della luce e al movimento al suo interno. I nuovi volumi sono stati ricavati svuotando la casa di tutto il superfluo: le pareti non portanti sono state rimosse, i muri sono stati dipinti di bianco come le travi in legno della cucina. Il bancone, sormontato dalle cappa a isola, la credenza e i ripiani sono caratterizzati dalle linee essenziali e dal colore del legno naturale, abbinato al vetro satinato. Il risultato: una volumetria scabra, essenziale, dominata dal bianco, riscaldata dalla semplicità dei materiali, resa accogliente dai pochi, calibratissimi, mobili tra cui spicca la libreria. La camera padronale, che si chiude nella sua intimità solo mediante la rotazione dei pannelli, è all’insegna della stessa sobrietà che caratterizza l’area giorno. Lo spazio, chiaro nella sua organizzazione non convenzionale, non intimidisce e non risulta austero, né scade nella freddezza tipica del minimalismo. Al contrario, la serenità quasi religiosa di cui è pervaso regala una sensazione di benessere.

L'intervento
L’’intervento dell’architetto, solitamente, determina una riorganizzazione degli spazi all’interno dei quali la scelta degli arredi risulta essere, per chi la abita, la possibilità di personalizzazione dell’ambiente domestico. In questo caso, invece, si è voluta preservare la flessibilità degli spazi e la loro adattabilità alle esigenze quotidiane.

PROGETTISTA
Gennaro Cssiani
FOTOGRAFIE
Claudio Tavoli

Per consultare piante e costi dell’intervento

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