A ogni stufa la sua biomassa

Deco di Mcz, stufa e pellet in ghisa.

I consigli di Mce Lab, l’osservatorio sul vivere sostenibile promosso da MCE – Mostra Convegno Expocomfort, per districarsi tra legna, cippato, pellet e trucioli

Per scegliere la giusta tipologia di stufa o caminetto a biomassa, bisogna prima conoscere le differenti tipologie di materia prima. Ciascuna ha le proprie caratteristiche, come spiega Mce Lab – l’osservatorio sul vivere sostenibile promosso da MCE - Mostra Convegno Expocomfort. Le riassumiamo in queste schede.

1. Legna ecologica

La legna ecologica è quella che deriva dall’abbattimento di piante già morte, senza intaccare alberi vivi, dallo sfruttamento razionale delle foreste secondo il metodo della matricina che limita strisce di bosco o una pianta ogni quattro, dalla lavorazione ecologica con sega a mano, sega elettrica, accetta, macete e scure, nessun trasporto via terra o via nave per migliaia di chilometri, una retribuzione minima di 25 € per ogni ora di lavoro dedicata e naturalmente tutela alberi secolari, generi protetti, boschi storici e loro habitat. Oppure da biomassa secca, ramoscelli e scarti di lavorazioni agricole e lavorata in modo ecologico senza spese aggiuntive di trasporto.

2. Pellet

Il pellet è un combustibile che nasce dagli scarti di legname di legno vergine essiccati che vengono compressi senza uso di colle e vernici in forma di cilindretti lunghi pochi centimetri.Questo procedimento permette di ottenere un combustibile ad alta resa e ad alto potere calorifico. Il pellet, infatti, a differenza del legno, a parità di volume ha un potere calorifico doppio.

3. Cippato

Il cippato si ottiene da tronchi e ramaglie di legno che vengono ridotti in scaglie di dimensione variabile standardizzate per mezzo di uno strumento chiamato cippatrice. Esistono delle vere e proprie coltivazioni di alberi destinate alla produzione di cippato che però, a differenza delle altre biomasse, richiede l’utilizzo di caldaie adatte e sofisticate.

4. Bricchette

Le bricchette sono ottenute pressando trucioli e segatura e hanno dimensioni simili a quelle della legna in ciocchi. Date le caratteristiche omogenee del materiale e l’elevata densità energetica, sono particolarmente indicate per essere utilizzate in sistemi di potenza non elevata, quali caminetti e stufe.

5. Trucioli

Il truciolo è un residuo che deriva dalla lavorazione del legno ed ha una forma a ricciolo oppure elicoidale se deriva dalla lavorazione ininterrotta del legno, altrimenti assume una forma a scheggia.

6. Sansa di olive e Nocciolino

Fra le biomasse solide derivate da scarti di lavorazione agricola le più diffuse per il riscaldamento sono due sottoprodotti dell’estrazione dell’olio di oliva: la sansa di olive disoleata composta da bucce, frammenti del nocciolo e residui di polpa; il nocciolino prodotto dalla denocciolatura delle olive in pre-spremitura, un prodotto naturale al 100% perché nasce dalla lavorazione delle olive senza aggiunta di additivi e viene trattato con procedimenti industriali esclusivamente meccanici. Si tratta di un prodotto agricolo che subisce procedimenti di lavorazione industriali ma esclusivamente meccanici. Hanno costi inferiori al pellet ma dipendono dalla redditività della campagna olivicola.

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